Garlasco in Tv, Massimo Giletti sul movente pornografico: "Una forzatura". E De Rensis annuncia le diffide in diretta

Massimo Giletti ha parlato del delitto di Garlasco nella puntata de Lo Stato delle Cose del 26 gennaio 2026, con attenzione al movente, oltre a montare alcune teorie

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Garlasco, Massimo Giletti Antonio De Rensis
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"Lo Stato delle Cose", il programma condotto da Massimo Giletti, ha dedicato uno spazio al delitto di Garlasco anche nella puntata in onda lunedì 26 gennaio 2026, così da fare il punto sull’andamento delle indagini e capire ancora quello che ancora non è del tutto chiaro. Il conduttore parte dalla novità odierna, la richiesta effettuata dai legali di Andrea Sempio di incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi, che ancora non sappiamo se possa essere accolta.

C’è però un interrogativo a cui si sta provando a rispondere e rimasto in sospeso dalla scorsa settimana, il contenuto dell’ormai nota cartella "Militare" presente sul PC dell’ex fidanzato della vittima, ritenuto dalla famiglia di lei come il movente dell’omicidio (mai del tutto chiarito però nella sentenza.

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Garlasco, Lo Stato delle Cose puntata 26 gennaio 2026: la nuova intercettazione e il mistero del video

Giletti non ha timore anche di parlare di un’intercettazione che potrebbe essere importante, diffusa da Bugalalla Crime, in cui a dialogare sono Rita Preda e Stefania Cappa, mamma e cugina di Chiara risalente al 24 settembre 2007. Quello non era un giorno come tutti gli altri, visto che era stato arrestato Alberto Stasi perché si credeva fosse stato rinvenuto sangue della vittima sui pedali della sua bicicletta, per poi essere scarcerato a distanza di quattro giorni dopo avere compreso che non fosse sangue. Giletti chiede di questo all’avvocato De Rensis, legale di Stasi, partendo da una battuta: "Lei è sempre in tanti programmi, ma non in uno…". Lui non esita a rispondere: "Vorrei ringraziare lei, i suoi colleghi e le sue colleghe, venerdì ho scoperto da un suo illustrissimo collega (Nuzzi, ndr) che con le mie apparizioni televisive ho migliorato la mia capacità espositiva, quindi vorrei, nonostante non percepisca un euro, bonificare a lei e ai suoi colleghi il dovuto. Chissà se un giorno riuscirà a non nominarmi, il mio ego si soddisfa in un altro modo".

Nel dialogo spicca una frase della mamma della 26enne: "Non mi pento di quello che ho fatto", senza dire apertamente a cosa si possa riferire, cosa che non può che alimentare dubbi. A detta di Umberto Brindani e Ilenia Petracalvina, in questo caso non ci sono grandi dietrologie, la donna infatti aveva parlato poco prima con la mamma di Alberto piangendo, per questo almeno fino a quel momento era convinta della sua innocenza.

La redazione del programma ha cercato di intervistare chi ha girato il video in cui Sempio era in una scuola intento a osservare alcuni amici che facevano caos nelle aule, poi rinvenuto nel computer di Chiara. A rispondere al citofono è una ragazza: lei riferisce che il ragazzo, un tale Gabriele, non è a casa, ma probabilmente non sarà interessato a parlare. Nei giorni successivi sono stati fatti altri interventi, ma nessuno ha mai risposto.

Il contenuto della cartella ‘Militare’ e il movente del delitto

Giletti vuole però far uscire in maniera inequivocabile soprattutto il contenuto della cartella "Militare", che ha cercato di scandagliare per evitare illazioni. Qui ci sono tre video intimi di Chiara e Alberto e delle ricerche erotico-pornografiche. Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, si esprime a riguardo: "Marco sapeva dei video intimi, ma dice di non averli visti, risulta anche a verbale. Non c’è nessuna visualizzazione di questi file, lo avevano detto anche gli ex periti Porta e Occhetti. Ad agosto c’è stato un accesso "on fire", che non corrisponde a una visualizzazione, ma anche se ci fosse stata il 5 agosto a casa c’erano solo Chiara e Alberto. Non c’erano invece immagini pornografiche nel PC di Chiara, c’erano file tipo quelli di Tinto Brass o calendari erotici. Chiara stigmatizzava le visualizzazioni sul suo PC, ma questo ci racconta un aspetto di lei, forse non era così accondiscendente a questo tipo di visualizzazione. Non ci sono tracce sulla possibilità che Sempio abbia visto questi filmati".

Il conduttore sottolinea però un altro aspetto importante notato in queste ore: "Ancora oggi ho sentito parlare della presenza di materiale pedopornografico sul PC di Stasi", cosa che spinge De Rensis a dire: "Manderemo delle diffide, è triste e doloroso che un Tg nazionale dica questo", Su questo tema interviene il generale Garofano: "Ribadisco, come detto, di non avere visto il materiale sui due computer, so solo quello che ai tempi mi aveva raccontato Paolo Reale, quindi non posso essere preciso. Sul suo PC sembra che ci sia materiale pornografico non di comune uso, né così ad uso di Chiara (lo si dice anche nella consulenza depositata). Lei, infatti, quando lui le ha mandato il loro video intimo aveva detto: ‘Che vergogna'" Giletti non ci sta, il suo focus è su chi ancora parla di materiale pedopornografico, concetto che lui non accetta, per questo dice con fermezza: "A me non risulta". Su questo interviene l’avvocato: "Generale, lei ha parlato di consulenza depositata, ma nella richiesta di incidente probatorio c’è un articolo dell’ANSA che parla di una consulenza che avrebbe detto che ci sarebbe. È diverso dal dire che questa consulenza esiste e sostenere che Chiara abbia visto questa cartella".

Umberto Brindani fa un’ulteriore precisazione, che ritiene fondamentale: "Ricordiamo che Stasi è stato assolto in via definitiva dall’accusa di avere detenuto o visionato materiale pedopornografico nel 2014. In questa storia c’è gente che considera le sentenze definitive come delle rivelazioni divine, serve un po’ di coerenza". Questo merita un’ulteriore chiosa dell’avvocato: "È arrivato il momento di controllare anche le parole, partiranno diffide, pedopornografico non esiste".

Garlasco, Giletti sbotta: "Un movente che non sta né in cielo né in terra"

Giletti torna poi a fare sentire una vecchia intervista alla mamma di Chiara, che sostiene di avere "visto sempre Chiara serena", segno evidente che non ci fossero atteggiamenti di Alberto che potevano averla turbata. Ed è questo che permette al conduttore di proseguire con la sua presa di posizione: "A me sembra che si voglia tirare dentro questa storia del computer come una forzatura per trovare un movente, ma la mamma non vedeva niente di strano. Chiara sapeva della passione per i porno per Alberto, questo non torna. Se c’è un rapporto sereno tra i due all’improvviso uno la ammazza? Se avessi letto delle chat di tensione tra loro sarebbe stato diverso. Perché c’è questo tentativo di scaricare addosso a Stasi che, ripeto è già condannato, un movente che non sta né in cielo né in terra?". A questa domanda vuole rispondere Garofano: "Siamo in un momento in cui vogliamo cercare la verità, se i consulenti dei Poggi hanno individuato una cartella mai vista da Chiara che può contenere immagini più sconvolgente rispetto a quello a cui era abituata questo può avere creato in Chiara un problema".

De Rensis commenta piccato: "Pochi giorni fa ha parlato in Tv l’indagato, che ha riferito della possibilità di trovare nel suo PC materiale pornografico, per poi dire del pericolo che lui possa essere giudicato come accaduto ad Alberto. Si tratta di un pericolo che io condivido, ma devo capire una cosa, le immagini pornografiche sono tali a seconda di chi le detiene?".

Il conduttore insiste: "Nella cartella ‘Militare’ c’erano davvero immagini terribili? Io sono convinto che Chiara sapesse tutto. Se si clicca esce una sottocartella e un gruppo di fotografie di forze armate. Schiacciando su ‘Nuova Cartella’ escono tre opzioni, Foto, Video e Foto Erotico-pornografiche. Nella cartella ‘Video’ ci sono solo i tre video intimi dei due fidanzati, cliccando su ‘Foto’, ci sono altre foto porno suddivise in varie cartelle con titoli noti a chi frequenta il mondo pornografico. Si tratta di qualcosa di normale per chi ha la passione per il porno. Generale, lei ha detto: ‘Non ho visto, ma Paolo Reale me l’ha raccontato, magari lui è pretale e ha una visione particolare". Garofano continua: "Non le ho viste, ma dai temi mi sembrano immagini importanti, per questo penso sia necessario fare una perizia. Parliamo di una ragazza con principi, non credo che a lei potesse fare piacere vedere filmati con orge". Su questo Giletti obietta ancora: "Condividevano filmati porno tra loro, come fa a nascere un omicidio? Non passiamo tutti per santi. Lui la ammazza perché lei vede un filmato porno di un’orgia e si è innervosita? Mi sembra una forzatura". L’ex capo dei RIS non cambia però idea: "Se partiamo con l’idea che qualcosa sia nulla o una forzatura sbagliamo, vogliamo aspettare una perizia che stabilisca che cosa poteva vedere Chiara e cosa può avere visto delle foto segrete?". Arriva un’ulteriore commento di Brindani: "Tutte le notizie in merito all’idea che le foto siano terribili arrivano da Paolo Reale, lui si è scandalizzato, quindi stiamo parlando della sensibilità di Paolo Reale".


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