Garlasco in Tv, Giletti e la versione cambiata di Sempio: "Non quadra". Ma Taccia è una furia: "Ci chiederete scusa"
La puntata de Lo Stato delle Cose di lunedì 23 febbraio 2026 ha dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, in attesa delle novità della consulenza Cattaneo

"Lo Stato delle Cose", il programma condotto da Massimo Giletti in onda ogni lunedì sera su Rai3, ha dedicato uno spazio al delitto di Garlasco anche lunedì 23 febbraio 2026, proprio nella giornata in cui la professoressa Cristina Cattaneo ha depositato in Procura la sua consulenza, che potrebbe riscrivere la dinamica dell’omicidio
Garlasco, Lo Stato delle Cose puntata 23 febbraio 2026: cosa è successo
"Non so cosa aspettarmi dalla relazione della dottoressa Cattaneo – sono le parole di Andrea Sempio al Tg1-. Ha dato attenzione alle misurazioni corporee, ma non so cosa possa venire fuori da lì perché io e Alberto Stasi non abbiamo, da quanto mi risulta, una grossa differenza corporea. Attendiamo, non ho un’idea".
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Entra nel canale WhatsAppGiletti ritiene sia importante il confronto Taccia-De Rensis, visto che Sempio ha riferito di avere bisogno di persone che lo amano e che gli stanno vicino, tra loro ha inserito proprio l’avvocato. Lei conferma: "Siamo come fratelli". La consulenza dell’anatomopatologa è comunque blindata e nelle mani del procuratore Napoleone, il conduttore chiede comunque se siano usciti degli spifferi a riguardo, su questo risponde Taccia: "Nulla. Noi abbiamo appreso del deposito dai media". Sulla stessa lunghezza d’onda anche De Rensis, legale di Stasi: "Anch’io l’ho appreso dalla Tv".
Sul tema interviene anche il generale Garofano, che si era occupato dell’indagine all’epoca del delitto, per poi diventare recentemente consulente di Sempio (ha lasciato l’incarico): "Secondo me non uscirà niente, è il penultimo tassello di un’indagine molto approfondita. C’è un’altra consulenza, quella sui PC di Chiara e di Stasi in corso. Dobbiamo aspettare faccia quadrare il cerchio, valuti gli indizi raccolti e poi prenda una decisione"– dice.
Giletti ricorda quanto avvenuto a ottobre, quando Cattaneo aveva convocato l’indagato per prendere le sue misurazioni corporee, momento a cui era presente il suo avvocato: "Non posso raccontare cosa è accaduto nello specifico, hanno preso le misurazioni antropometriche, mi sento di aggiungere che il numero di scarpa non dipenderà solo dalla lunghezza, ma anche dalla larghezza e dal tipo di scarpa, ma questo lo penso io. Attendiamo la professoressa". Giletti la incalza, vuole capire le sensazioni avute quel giorno visto che la sua consulenza sarà importante: "E’ un luminare, ma lavora sui documenti che ci sono, sono passati 18 anni". Interviene anche De Rensis: "Non sono un antropologo, immagino possano esserci dei cambiamenti nello sviluppo".
Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’, mette però in dubbio una cosa data per assodata, ovvero che l’impronta rinvenuta in casa possa essere davvero un 42, dipende infatti da come sia stata effettuata la fotografia. Non può quindi che essere importante il parere di Garofano: "Una regola fondamentale di chi si occupa di impronte è quella di fare fotografie ortogonali, quindi che siano a 90 gradi. Quando era stato determinato il numero 42 erano state fatte alcune valutazioni su una serie di impronte, queste davano un risultato abbastanza affidabile, una era completa. Ovviamente dipende anche dal tipo di scarpa, normalmente aumenta, difficile riduca, quindi può essere una scarpa superiore al 42". C’è quindi un’ulteriore precisazione di Giletti: "Sempio ha il 44, Stasi il 42".
Brindani fa però una sottolineatura importante in attesa di saperne di più: "La consulenza è attesa soprattutto per capire l’orario della morte di Chiara. Se per caso dovesse spostarla in avanti rispetto alle 9.35 Stasi ha un alibi confermato anche dalle sentenze di condanna. Questo aprirebbe non solo la possibilità di una revisione, ma ci spingerebbe a chiedere chi sia stato". L’avvocato Angela Taccia non è però convinta: "Ha ragione, ma non è detto che se non è stato Stasi sia stato Sempio, mi preme precisarlo per amore di chiarezza. Ci sono milioni di altre persone". Non può non parlare anche De Rensis: "Sa qual è il punto debole della sentenza di condanna di Stasi? Sono sei numeri, 912 935, è per questo che senso tante ipotesi, a mio modesto avviso fantasiose, i 23 minuti della sentenza sono il vero tallone d’Achille, BPA e Cattaneo potrebbero renderli inutili, ma non ho indiscrezioni". Giletti non può restare in silenzio. "Io mi ricordo di quando studiavo medicina legale, mi hanno sempre detto che sia impossibile che un medico legale stabilisca un orario preciso, 9.12 va bene per l’allarme, non si può fare una forbice come questa, sarebbe il primo caso".
Ilenia Petracalvina fa però un appunto, alle 9.45 Stasi fa uno squillo a Chiara, a cui lei non risponde, per questo a suo dire sarebbe morta. De Rensis è di parere diverso: "Magari non poteva rispondere. Se la cornetta del telefono fosse stata staccata la dinamica della condanna la mettiamo nel cestino. Non significa ricondurre questo a Sempio, ma sicuro non a Stasi". Garofano concorda con Giletti: "Non è possibile stabilire con delle foto una forbice così stretta per la morte, quello è il problema dei medici legali. Non credo la Cattaneo possa cambiare troppo rispetto a quanto già stabilito. Per la BPA c’era la nostra, magari era profondamente sbagliata ma le macchie sotto il telefono avevano un orientamento compatibile con le altre macchie che dal basso andavano verso l’alto".
Delitto Garlasco, gli alibi di Stasi e Sempio
Al momento i nomi ricondotti all’indagine sono quelli di Alberto Stasi, in carcere da dieci anni, e Andrea Sempio, attuale indagato. Quali sono i loro alibi per il 13 agosto 2007?
Stasi racconta ai carabinieri di essere arrivati in Via Pascoli verso le 13.40, dove abita la sua fidanzata. Nel corso della mattina l’aveva chiamata più volte, ma senza avere risposta, per questo decide di andare a casa dopo pranzo. Inizialmente prova a citofonare e a chiamare, ma senza avere risposta, sono le 13.44, per questo decide di scavalcare ed entrare. Dopo avere trovato il corpo alle 13.50 ha chiamato il 118 per poi raggiungere la caserma.
Sempio racconta di essersi svegliato intorno alle 9, chiama un amico alle 9.58 per un secondo, alle 10 dice di essere andato a Vigevano per comprare un libro. Il ragazzo ha un ticket del parcheggio della città con orario 10.18 per dimostrare la sua presenza sul posto, ma ammesso che lo scontrino sia suo. Le celle telefoniche non agganciano però mai il suo cellulare a Vigevano, ma a a Garlasco, come confermato da un SMS e una chiamata. Quest’ultima proverebbe che lui alle 11.30 non fosse a casa sua, c’è un buco, nella tarda mattinata, in cui è difficile collocarlo. Lui dice di essere stato dalla nonna, di essere rimasto fino alle 12, per poi tornare a casa e pranzare con i genitori. Lui dice di essere stato in via Pascoli solo di passaggio in macchina intorno alle 15, quando ha notato ambulanza e persone, per poi tornarci alle 16 e notare cosa fosse successo. In quel frangente scopre della morte di una ragazza, racconta tutto al papà, per poi tornare lì con il genitore. Solo a quel punto scoprirebbe che la ragazza morta è Chiara.
Giletti incalza Taccia: "Tra le 11 e le 11.30 il telefono di Senpio aggancia la cella di Garlasco, quello per lui era un alibi. Se cambia l’orario della morte…", la legale replica: "Prima di parlare di alibi servono gli indizi, se non li hai non parli di alibi. Lui è tranquillo, la sua versione è la stessa, la sua posizione era stata accertata anche nei precedenti giudizi, non vedo tutti questi problemi".
Recentemente c’è chi ha sostenuto addirittura che il delitto sia avvenuto di notte (Roberta Beuzzone), su questo non può non replicare De Rensis: "Mi sono confrontato con alcuni luminari di medicina legale, questa è una tesi come quella degli extraterrestri. Dire che Ballardini e il medico del 118 hanno confuso in maniera così grossolana alcuni dati matematici, come temperatura corporea, rigor mortis, è fantascienza. Poi possiamo dire tutto". Su questo concorda Garofano: "Impossibile, anche per lo stato delle macchie di sangue".
Al Tg1 Sempio ha però parlato anche del famoso scontrino: "La teoria dello scontrino falso è stata smentita dai media. Sono andato a Vigevano, ho fatto io il biglietto, quando mi è stato chiesto cosa avessi fatto quel giorno avevo un biglietto che lo confermava. Se questa può diventare una certezza o un alibi lo decideranno gli inquirenti. Il biglietto è stato consegnato un anno dopo, quando sono stato sentito mi hanno chiesto cosa avessi fatto quel giorno. Probabilmente se me lo avessero chiesto la prima volta che sono stato sentito, pochi giorni dopo l’omicidio, avrei presentato subito lo scontrino, magari avrebbero verificato con le telecamere di Vigevano la cosa".
Su questo interviene Taccia: "Aveva lo scontrino in un cassetto in una cartelletta di plastica. La mamma gli ha detto di tenerlo, la prima volta che è stato sentito, il 18 agosto, non gli hanno chiesto nemmeno cosa avesse fatto. La seconda volta, il 4 ottobre, l’hanno mandato a casa senza chiedergli cosa avesse fatto, l’hanno dovuto richiamare in caserma: Non è stata un’ingenuità presentare lo scontrino, l’ingenuità vera è stato firmare un verbale senza controllare che ci fossero le interruzioni dove dovevano esserci e acconsentire con la firma alla scritta: ‘Ho lo scontrino che vi consegno’. Non è vero". Non ci sono solo gli scontrini del 13 e del 14, ne abbiamo un sacco". A questo aggiunge un’altra sottolineatura importante: "Mi fa piacere che siate che scettici, quando verrà fuori la verità non vedo l’ora di sentirvi chiedere scusa a lui. Quello che ha raccontato è stato riscontrato nei fatti".
Le nuove intercettazioni emerse
Giletti chiede a Garofano il suo parere su un’intercettazione trovata da Bugalalla Crime, in cui si sente la mamma di Chiara chiedere all’avvocato Tizzoni perché siano state pubblicate alcune fotografie. La risposta del legale fa riferimento proprio all’ex capo dei RIS: "È stato il generale a passarle a una giornalista sua amica", dice.
Il conduttore vuole dargli la possibilità di replicare, visto che si tratta di affermazioni gravi: "Se io avessi divulgato materiale riservato allora sarei stato indagato per quello, ma nessuna Procura lo ha fatto. Figuriamoci se avrei potuto farlo, sono invenzioni di chi le propone o le manipola, sono già andato per vie legali nei confronti di chi utilizza questa discovery, quindi la dottoressa Bugamelli, è una cosa oscena. Se l’avessi fatto il reato sarebbe prescritto, è squallido che qualcuno oggi abbia scritto che per me le cose si mettono male. Chi l’ha proposto ha estratto da alcune frasi che sono de relato". Su questo replica De Rensis: "Deve tutelare la sua grandissima dignità, sono certo che non guarderà in faccia a nessuno". Garofano dice ancora la sua: "Diffido chiunque altro rilanci questa notizia becera, che non corrisponde a verità. Io non ero nemmeno consulente, lo erano i miei collaboratori, non sapevo tutti i particolari. Mai sarei andato a dissipare qualcosa di così delicato e riservato".
Interviene quindi Brindani: "Querelerà anche l’avvocato Tizzoni? È lui che ha diffuso questa falsità". Garofano risponde: "Il suo spirito lo dedichi ad altro".
L’impronta 33 e le telefonate
Si passa a parlare dell’ormai nota impronta 33 presente sul muro dove è stato trovato il corpo, che per la Procura appartiene a Sempio. Lui ha detto la sua al Tg1: "Noi abbiamo fatto la nostra consulenza, l’abbiamo fatta vedere anche ad altri tecnici, a noi non risultano quelle minuzie che servono per attribuirla a qualcuno. La Procura non la ritiene insanguinata, è stata trovata in un punto in cui c’erano altre impronte, alcune identificabili, altre no. Era mia? Va bene, era in un punto in cui toccavano tutti, non era insanguinata, quindi? Come me la leghi al delitto? Mi è capitato delle volte di andare giù in cantina, non è in un punto anomalo, ma dove la scala fa una curva e le persone possono toccare. Più difficile scollegarla da un contatto casuale in un’altra occasione che riuscire a collegarla al delitto".
Arriva la precisazione di De Rensis: "Ci sono consulenti che dicono cose diverse, gli avvocati si collegano a loro". Giletti attacca Garofano: "Per voi nel 2007 non era utile, oggi la tecnologia la ritiene utile", lui risponde: "Per me non contiene un numero sufficiente di minuzie, era il parere dei RIS, vedremo in un processo se sarà utile". Taccia vuole fare una precisazione: "Voglio ricordare che sulle dita di Chiara Poggi non c’è alcuna impronta riconducibile a Sempio, c’è un Y che non si può attribuire".
Si passa alle note telefonate fatte da Sempio quando l’amico Marco Poggi era in vacanza, la sua versione data a Bruno Vespa non convince Giletti: "Sapevo che era in vacanza, ma non quando sarebbe tornato. Avevo cercato di contattarlo, non ero riuscito. Ho chiamato a casa, mi è stato detto che non c’era, ho riprovato a contattarlo ma non riesco, quindi il giorno dopo consapevolmente chiamo casa, chiedo quando sarebbe rientrato, da lì non ho più chiamato". A detta del conduttore le versioni sono contrastanti: "A volte dice di non sapere se fosse partito, poi se fosse tornato. Non quadra". Taccia replica: "Non ha mai cambiato versione, tutti gli amici confermano la sua. Gli amici dicono che Marco non aveva detto la data della partenza", per Giletti non regge se si sono visti la sera prima.
Si chiude con un’altra questione dibattuta, la visione dei video porno da parte di Marco Poggi e Sempio, visto che anche quest’ultimo ha detto di avere dei filmati simili sul suo PC. Giletti: "A Garlasco tutto il giro guardava porno? Anche Stasi". Taccia risponde: "Non guardavano insieme i porno a casa di Marco Poggi, non lo so, ma non ci vedo niente di male. Il problema è come uno guarda i porno e se poi fa qualcosa di più preoccupante. Infatti lui non l’ha mai fatto". De Rensis chiosa: "Se la professoressa Cattaneo e la BPA dovessero riscrivere in maniera diversa sono curioso di sentire le argomentazioni contrarie di qualche opinionista".
