Garlasco in Tv, la provocazione di Giletti: "Il cambio di orario è molto strano". Bocellari tuona: "I dati vanno dimostrati"
La puntata di lunedì 2 marzo 2026 de Lo Stato delle Cose ha dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, con attenzione all'ora della morte e alle varie ipotesi fatte

"Lo Stato delle Cose", il programma di approfondimento condotto da Massimo Giletti, dedica sempre uno spazio al delitto di Garlasco, con un’attenzione particolare all’andamento delle indagini attualmente in corso, ma senza dimenticare di fare luce sugli errori passati, non ha mancato quindi di farlo anche nella puntata di lunedì 2 marzo 2026.
Il conduttore parte subito parlando del deposito della consulenza informatica da parte dei legali di Stasi, Bocellari e De Rensis, fatta sul computer del loro assistito e motivo di discussione tra tutte le parti in causa. Non solo, è stata inoltre depositata la consulenza della professoressa Cattaneo, attualmente secretata, ma che sembra porti a un ampliamento dell’azione omicidiaria rispetto a quanto indicato nella sentenza.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Lo Stato delle Cose puntata 2 marzo 2026: cosa è successo
In collegamento è presente Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, che lo assiste da anni ma che raramente interviene in Tv, per questo Giletti ne approfitta per chiederle dell’accoglienza che il suo cliente aveva ricevuto a dicembre, in occasione dell’incidente probatorio, segno di come la percezione di molti nei suoi confronti sia cambiata. "Lui non ha scelto di essere una persona nota, ma si è ritrovato in una vicenda più grande di lui – dice -. Dobbiamo ridimensionare la vicenda, riportando al centro il vero focus, la morte di una ragazza in circostanze tragiche, non dovremmo dimenticarlo. Anche a me sembra che quando si va in giro, ma lo ha notato anche lui, che l’opinione delle persone comuni sia cambiata, ma non è grazie all’attività della sua difesa, ma è legata all’indagine della Procura in corso".
Si prosegue parlando della consulenza informatica fatta dagli esperti della difesa Stasi, che contraddice quanto era stato evidenziato dagli addetti incaricati dai Poggi. La ragazza non solo non avrebbe visto la cartella con le immagini porno presenti nel PC del fidanzato, ma avrebbe corretto la sua tesi mentre lui non era con lei. "Sono 18 anni che noi inseguiamo delle ipotesi ‘non si può escludere che’, tipo scambio dei pedali, prima avanzata, poi smentita, ma che resta nella testa delle persone, come se ci fossero tanti elementi, ma ognuno di questi non vuol dire niente – dice Bocellari -. Qui avevano fornito un dato uscito da un software insieme ad altri, che non è stato spiegato, questo è il problema. Quindi noi non contraddiciamo quello che dice la difesa della parte civile, ma abbiamo fatto verifiche che altri non hanno fatto".
Giletti però ribatte: "Se qualcuno dice che alle 22 Chiara apre una cartella ‘Militare’ con il materiale pornografico e lei dice che non è successo, va in contraddizione". Lei ribatte: "Ci tengo a precisare che quando si forniscono dei dati bisogna dimostrarli, non basta metterne uno e dire ‘c’è stato l’accesso’, va dimostrato. Il dato informatico è informatico, o esiste o non esiste, non varia da persona a persona, c’è un problema di fondo, è lo stesso che si è verificato con la storia dello scambio dei pedali, rimasto nella testa della gente, come se Stasi avesse scambiato dei pedali, nonostante ci fosse stata una consulenza che l’ha smentito. E invece si continua a dirlo". Su questo ribatte la giornalista Ilenia Petracalvina: "Ma voi conoscete la consulenza della famiglia Poggi?". Bocellari risponde: "Noi la conosciamo perché l’hanno fatta conoscere alla stampa".
Su questo ribatte De Rensis: "C’è una differenza, dopo l’annuncio della consulenza dei rappresentanti della parte civile è stato detto, anche nei telegiornali, con certezza ‘smontata la perizia Porta e Occhetti’. L’avvocato Bocellari ha detto che noi abbiamo consegnato dei dati, già conosciuti e conoscibili, li abbiamo spiegati a chi di dovere, senza fare annunci roboanti".
Tornano a parlare i consulenti della difesa Poggi: "La sera del 12 agosto alle 22.00 c’è stato un accesso alla cartella Militare – Nuova Cartella del PC di Stasi da parte di Chiara. Anche solo dalle anteprime si vedono le immagini esplicite. Nel 2009 non era possibile accedere a queste informazioni, Microsoft le ha svelate negli anni successivi".
Giletti interroga a riguardo Bocellari, che fa riferimento alla loro consulenza: "Io non sono informatica, non faccio considerazioni tecniche. Vedremo cosa dirà il dottor Dal Checco, consulente del pubblico ministero, a quel punto ne riparleremo. Io non sono dell’idea di spiegare, ma di fare, noi abbiamo depositato la consulenza. Lei non ha visto la cartella. Le nostre consulenze non vengono mai considerate, vedremo quella fatta dal perito della Procura. Noi abbiamo dati, l’ingegner Reale li conosce bene. Non ci sono solo le dichiarazioni di Stasi, che non valgono niente, ma quelle della Travain, i suoi tabulati, lei alle 21.56 chiama il 112 perché vede una macchina nera con tre ragazzi, Stasi dice di averla vista, di essere uscito con Chiara e aspettare che passasse, ha rallentato davanti a noi e poi è andata. Poi lui ha visto i lampi e ha deciso di andare a casa per ricoverare il cane. Noi abbiamo i riferimenti temporali, al minuto. Se è riuscito a commettere un omicidio in 23 minuti e tornare a casa probabilmente è riuscito anche ad andare a casa sua correndo, non si sa perché ma lui deve sempre correre".
Ilenia Petracalvina fa un’ulteriore domanda all’avvocato: "Lei sa se i video intimi di Chiara e Alberto sono stati visti da Marco e i suoi amici?", lei risponde: "Se avessi informazioni non le direi a lei, i nostri accertamenti stanno andando avanti, quando saranno pronti e lo riterremo opportuno li depositeremo". Arriva la chiosa di De Rensis: "Lo diremo a chi lo dobbiamo dire e lo depositeremo dove dobbiamo depositarlo, sappiamo che lei è una grande tifosa della nuova indagine". La giornalista replica: "Sono tifosa della verità", ma per De Rensis: "È la sua verità".
Le ferite e i dubbi sull’ora della morte
Presente in studio il professor Vittorio Fineschi, medico legale che analizza le ferite che erano state inferte a Chiara Poggi per capire come si possa essere arrivati ad allungare i tempi del delitto. "Se le indiscrezioni fossero confermate io sarei abbastanza d’accordo, la professoressa Cattaneo potrebbe avere interpretato l’epoca di morte pensando a un periodo di sopravvivenza. Le lesività possono non essere state subito mortali, quindi dopo l’aggressione e le importanti lesioni al cranio potrebbe esserci stato un periodo di agonia, con la ragazza ancora in vita. Dobbiamo quindi avere un range elastico di possibilità sull’orario di morte, e noi abbiamo solo la temperatura rilevata dal dottor Ballardini alle 17, che è di 33,1°. Questo vuol dire che la Poggi aveva perso 4 gradi alle 17 del pomeriggio, la perdita della temperatura corporea è collegata alla Legge di Newton. Lui stima la temperatura ambientale a 23°, sono passate all’incirca 6-8 ore dalla morte". Interviene così Giletti: "Si arriva alle 9-11 del mattino, una forbice quindi più ampia rispetto alla sentenza". Fineschi prosegue: "L’eventuale periodo agonico allarga ulteriormente la forbice". Si prosegue con l’analisi delle ferite: "Ci sono sei lesività sulla testa, la più importante, quella che la conduce alla morte, è quella occipito-parietale. qui ci sono ferite con infossamento del cavo cranico, legato a più colpi con una superficie battenti. Può non essere morta sul colpo, ma lo possiamo dire con i prelievi fatti in sede di autopsia al cervello e alla cute circostante. Da questa analisi possiamo dire con buona certezza quanto può essere sopravvissuta. C’è un’altra lesione a sinistra, una più grande separata da due strisce di tessuto, al vertice della testa sono tutte battenti. Ne abbiamo un’altra in regione frontale e una davanti più a destro. Sul sopracciglio c’è una lesione triangolare, ancora con un mezzo battente, mentre alla coda del sopracciglio iniziano le incongruenze, più legata a un mezzo tagliente. Sulla superficie mascellare destra ci sono poi frammenti ossei, trasportati dal mezzo che aveva prodotto altre lesioni craniche e che ha colpito anche in questa zona, in alcune parti è stato usato lo stesso mezzo, in altre parti no. C’è anche una settima lesione, un buco nella parte laterale, in regione temporale, di forma rotonda, penetrativa, probabilmente fatta con un altro strumento".
Giletti fa leva su come capire l’orario della morte sia importante e possa riscrivere delitto e responsabilità: "La morte è stata spostata più volte, la Cassazione lo fissa tra le 9.12 e le 9.35, ma perché lo fa? È molto strano".
In occasione dell’autopsia, fatta tre giorni dopo l’omicidio, Ballardini, aveva indicato l’ora della morte tra le 10.30 e le 12, con maggiore centratura intorno alle 11-11.30. L’orario diventa centrale nel processo, i consulenti della difesa Stasi la anticipano, per loro è avvenuta tra le 9 e le 10, i periti del Tribunale di Vigevano non arrivano a una conclusione unica, ma allargano ancora di più l’intervallo ("nel corso della mattinata"). C’è poi un colpo di scena nell’ottobre 2009, la perizia informatica disposta dal giudice Vitelli permette di trovare l’alibi di Stasi per gran parte di quella mattina, nella sentenza di assoluzione l’orario viene collocato non troppo dopo il risveglio, avvenuto almeno intorno alle 9.12, ora di distacco dell’allarme. Lui si basa su alcuni aspetti, le persiane erano ancora chiuse, il letto era disfatto, sul divano c’erano cereali, cucchiaino e biscotti, che facevano pensare ai resti della colazione. Nel 2014 si arriva alla sentenza di appello bis, la prima di condanna per Stasi, si stabilisce che lui abbia ucciso Chiara tra le 9.12 e le 9.35, quando si mette al computer. La Cassazione conferma poi questa finestra temporale.
Giletti chiede a riguardo l’opinione di De Rensis: "Si parla di 23 minuti, ma in casa non possono essere più di 13 o 14, nei filmati fatti con attori mancano alcune cose, arrivare a casa, aprire la porta, salire le scale, accendere il computer, mettersi a lavorare. Ogni settimana sentiamo modifiche di ricostruzioni, è iniziato in cucina, in cortile, la porta si è aperta con i calci, la voce, le mani, credo che ci siano dati incontrovertibili, con questi bisogna fare i conti. Quei 23 minuti sono il tallone d’Achille della sentenza".
ll conduttore si chiede come si sia arrivati alla modifica dell’ora più volte, arrivando ad azzardare un’ipotesi: "Sembra quasi che sia cambiato tutto quando hanno saputo che Alberto era al computer a lavorare alla tesi. La mia è una provocazione". Risponde Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’, senza alcuna remora: "L’orario è stato anticipato perché si voleva Stasi colpevole".
Su questo però non è d’accordo Petracalvina: "Nelle carte chi fissa l’orario tra le 9.12 e le 9.35 è stato Vitelli", in sottofondo si sente Bocellari dire: "Non è vero", per questo De Rensis dice: "Giada, ti ho comprato la tuta da astronauta, te la dò domani". Bocellari replica: "Non è il giudice che fissa l’orario, è l’accusa che ha un’ipotesi. La invito a rileggere le trascrizioni dell’udienza della dottoressa Muscio (era il PM, ndr), dà due finestre temporali, a quel punto VItelli la invita a chiarire in quale intendesse collocarla, dopo un attimo di esitazione la colloca nella seconda. La parte civile la colloca nella prima, la Procura Generale che fa appello avverso la sentenza di primo grado colloca la morte nella prima fase della mattina, questa sarà sempre l’ipotesi portata fino alla Cassazione nel 2015".
Giletti ribatte: "Sono convinto che avere scoperto che Alberto fosse al computer alle 9.35 abbia influenzato". Arriva così l’opinione di Garofano: "L’ora della morte è sempre stata il tallone d’Achille della medicina legale, per mancanza di parametri (qui mancava il peso) o perché è un dato che oscilla, quasi mai possiamo essere precisi. Questo lo dicono tutti i periti, nel 2009 c’è stato chi ha detto di avere come unica certezza la morte il 13". Interviene Bocellari: "Peccato che Stasi sia in galera".
Il conduttore interpella poi Marina Baldi, genetista del team Sempio, in merito alla sua ipotesi fatta recentemente sul decesso avvenuto di notte: "Io ho fatto solo un’osservazione, mi è capitato con il caso di Melania Rea che il suo contenuto gastrico fosse uguale a quello descritto da Ballardini, un bolo poltaceo con molecole di amido, quindi era in corso la digestione. In quel caso lei aveva mangiato una piadina, quindi io ho ipotizzato che potesse essere derivante da un carboidrato diverso dai cereali. Se si dice del periodo agonico potrebbe avere mangiato i cereali prima delle 9. Ho detto che una temperatura di 23 gradi il 13 agosto mi sembra bassa, ma io soffro il caldo". Il commento di Bocellari: "Trovo la dottoressa Baldi cadere sempre in contraddizioni in valutazioni che sono tutto tranne che scientifiche. Gli atti vanno conosciuti tutti prima di avventurarsi nel fare valutazioni".
