Delitto Garlasco, Giletti furioso sui tabulati di Marco Poggi: "Vergognoso". E sbotta con Lovati: "Lo faccio meglio io"
Nella puntata del 22 settembre a Lo Stato delle Cose di Giletti succede di tutto: scontri con Lovati, De Rensis e dichiarazioni di Cassese sul delitto di Garlasco

La prima puntata de Lo Stato delle Cose, il programma di Massimo Giletti in onda in prima serata su Rai3 lunedì 22 settembre 2025, riparte col botto, perché il conduttore mette alle strette l’avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati (molto nervoso), sulle telefonate dell’indagato a casa di Chiara Poggi pochi giorni prima del delitto di Garlasco. Non solo, perché Giletti affronta anche il dubbio sul cellulare irraggiungibile del fratello della vittima e riesce pure a trovare Alessandro Biasibetti, l’amico di Sempio e Marco Poggi che è diventato frate e ora ‘scappa’ dall’inviata del programma. Ecco cosa è successo nella puntata de Lo Stato delle Cose del 22 settembre 2025.
Garlasco a Lo Stato delle Cose, puntata 22 settembre 2025: cosa è successo da Massimo Giletti
La puntata de Lo Stato delle Cose comincia con l’audio di una conversazione telefonica tra Alberto Stasi e la madre di Chiara Poggi che avviene una volta uscito dal carcere dopo il primo arresto di 4 giorni: è praticamente la prima cosa che fa quando viene liberato. Nell’audio sentiamo il giovane dire alla mamma della vittima che vorrebbe passare al cimitero (le chiede il giorno di chiusura) e che vorrebbe andare a trovarli a casa, ma la donna gli consiglia di aspettare perché in questo momento, al di là dei giornalisti onnipresenti, "deve chiarirsi la situazione. Mi spiace ma siamo due parti contrapposte adesso".
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Entra nel canale WhatsAppIlenia Petralcalvina commenta: "E’ una telefonata strana, non capisco perché chieda se può andare al cimitero o meno, poteva cercare lui gli orari. Perché la chiama? Loro non si sentivano mai. Perché non parlava di quella che era l’accusa? A me sembra quasi una farsa che lui fa nel dire questa cosa". Antonio De Rensis non ci sta: "Noto per l’ennesima volta che Alberto Stasi è stato psicanalizzato anche nei respiri. Qualunque cosa egli abbia fatto, qualunque gesto, anche la telefonata alla mamma, che è un gesto delicato, di rispetto, di grande consapevolezza di ciò che stava vivendo in quel momento ma al tempo stesso dell’affetto che lo legava a Chiara, alla famiglia… ecco, sentire ‘Perché ha telefonato alla mamma… beh, io alzo le mani!".
La Petracalvina insiste: "Ma perché? Non si sentivano mai? Sei uscito dal carcere, arrivi a casa e…". L’avvocato di Stasi la interrompe e le domanda: "Lei viveva a casa Poggi?", ma la giornalista ribatte: "No, però lo so per certo: le famiglie non si sentivano, Chiara e Alberto non avevano rapporti con la famiglia dell’altro". "Lei dimentica che nel momento in cui viene arrestato Alberto la mamma di Chiara telefona alla madre di Stasi dicendo che non crede minimamente alla colpevolezza di Alberto" ricorda De Rensis, subito frenato dalla giornalista: "Ma era successa una cosa gravissima!". Ma Giletti ribadisce il suo pensiero al riguardo: "Se la madre fosse stata davvero convinta che Alberto fosse il colpevole, gli avrebbe tirato giù il telefono, dai!".
Andrea Sempio tra impronte e chiamate a casa di Chiara Poggi a Garlasco
Poi l’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio presente tramite collegamento video, si sofferma sul coinvolgimento del suo assistito nel caso, dato che il conduttore parla delle impronte trovate: "Se cade il concorso cade anche la posizione del mio assistito. Non è vero che dalla BPA del RIS non è trapelato nulla: secondo le mie informazioni, l’assassino era solo uno".
Si parla poi dei dubbi sulle telefonate di Andrea Sempio a casa Poggi nelle giornate tra il 7 e l’8 agosto 2007: ben tre, l’ultima di 21 secondi. Perché ha chiamato a casa Poggi quando probabilmente sapeva che Marco, il fratello di Chiara, era in vacanza? E’ questa la domanda che si pone Massimo Giletti, il quale mostra quanto detto al Capitano Gennaro Cassese per giustificare le telefonate: "Marco mi riferiva che sarebbe andato via con la famiglia. Siccome non mi rispondeva al cellulare perché era irraggiungibile e non conoscendo la data esatta della sua partenza, ho chiamato la sua utenza fissa", queste le parole dell’indagato al tempo dell’omicidio.
Ma è vero che nel 2007 i telefoni prendevano? Secondo le persone della località di montagna (Falzes) dove i Poggi erano in vacanza, non è vero che non c’era linea: "Nel 2007 erano molto meglio di adesso, prendevano perché c’era meno gente che telefonava. Io avevo Vodafone". Un altro dice di non aver avuto problemi nemmeno con Tim. Anche il direttore di un hotel storico del luogo sostiene che i cellulari funzionavano al 100%. E la famiglia che nel 2007 gestiva l’hotel dove alloggiavano i Poggi che dice? Conferma tutto: "Qui funzionava, anche nel 2007". Alla reception dell’hotel di cui sopra arriva l’ennesima conferma dai proprietari attuali: "Non ci sono stanze in cui non c’è linea". E viene ricordato in studio, tramite un’informativa del 2020, che i cellulari dei genitori avevano effettuato e ricevuto numerose chiamate, con Giletti che prima chiede: "Secondo voi, i tabulati di Marco Poggi sono stati controllati per vedere se Sempio dice la verità?". Tra l’altro, al tempo era attivo il servizio "Lo sai di Tim", presente anche sul cellulare del fratello di Chiara. A tal proposito, nel documento si evince che le autorità avevano dei dubbi sulle telefonate: "Come è possibile che Marco, anche qualora fosse effettivamente irraggiungibile, non abbia mai richiamato Andrea?". "Sarebbe partito il segnale" sottolinea il conduttore.
Antonio De Rensis commenta: "Voglio precisare che la sera prima della partenza di Marco, i ragazzi erano insieme. Faccio fatica a pensare che Sempio non sapesse che qualche ora dopo Marco sarebbe andato in montagna, anche perché dopo il suo ritorno era stata programmata una vacanza al mare in toscana". Ilenia Petralcalvina interviene: "Ma infatti lui ha due versioni, nella prima dice che sbaglia numero della rubrica perché è segnato uguale a quello di casa Poggi e poi ci ritorna… Non vuol dire nulla. Cosa vuole dire con questa frase, che Sempio lo tira dentro nell’omicidio? Dove?". L’avvocato di Stasi la punge: "Quando le due versioni le hanno altre persone tutto normale, quando Stasi chiama la madre di Chiara si chiedono ‘perché ha telefonato?’. Ha visto come è diversa l’interpretazione? Questo negazionismo!".
Massimo Giletti furioso tra tabulati di Marco Poggi, le parole di Cassese e Lovati e Alessandro Biasibetti
E’ subito dopo che Massimo Giletti si infuria dicendo "Intanto la vergogna che non siano mai stati acquisiti i tabulati di Marco Poggi. Lo trovo vergognoso! Perché non mi si dica che non è indagato, perché in questo documento (si riferisce ancora all’informativa del 2020, ndr) ho i dubbi dei carabinieri di Milano, che hanno ragione a dire che qualcosa non torna!" Poi la parola passa all’avvocato Massimo Lovati: "E’ una circostanza senza peso, anche se fosse una bugia non c’entrerebbe nulla con l’omicidio che è avvenuto 7 giorni dopo. Se io telefono a una persona prima sul cellulare e poi sul fisso, è perché cerco quella persona. Non c’è nulla di strano". Ma Giletti spiega: "Non capisco perché un ragazzo che non chiama mai in casa Poggi telefoni proprio in quei giorni".
A questo punto si passa all’intervista a Gennaro Cassese, che ammette: "Non abbiamo mai fatto verifiche sui tabulati di Marco. Non è stato un errore, non l’abbiamo ritenuto importante perché non avevo nessun elemento oggettivo che collocasse Sempio sulla scena del crimine. Se il RIS mi avesse detto dell’impronta 33, allora sì, l’avremmo sicuramente fatto. Ripeto: non avevamo degli elementi come adesso che potessero far venire dei dubbi sulla posizione di Sempio. Lui diceva che sapeva che Marco doveva partire ma non quando e nemmeno il giorno del suo rientro, poteva essere una stranezza ma non era supportata da altri elementi. Anche a voler attenzionare Sempio, quale ipotesi investigativa si poteva sviluppare? Noi abbiamo allargato l’indagine a tutte le persone per le quali avevamo degli elementi da verificare".
Antonio De Rensis fa i complimenti "senza la minima ironia" a Ilenia Petracalvina (è sua l’intervista a Cassese) e poi parla dell’ex capitano dei carabinieri: "Si è dimenticato che inavvertitamente è stato cancellato l’alibi di Stasi. Ma se Sempio non era attenzionato, perché lo avete mandato a casa a prendere lo scontrino? Perché il verbale è stato interrotto tre volte? Se non era attenzionato, era ininfluente lo scontrino". E il conduttore poi alza i toni tornando sui tabulati di Marco Poggi: "Io trovo incredibile che di fronte a un delitto di quella portata non si sia fatta un’indagine sulle persone che gravitavano intorno a lui. Sempio è stato ascoltato sulle telefonate, ma vogliamo andare a prendere questi tabulati? Ora non si può più fare, guarda caso…". Subito dopo l’avvocato Lovati ribadisce che le telefonate non servono a nulla perché sono di 5 giorni prima, ma il conduttore ribatte che servono per capire se uno dice la verità e il legale di Sempio conclude:"Secondo voi, perché Sempio ha telefonato? Cercava il suo amico, punto e basta!", ma Giletti sottolinea: "21 secondi per una chiamata sono tanti, si sono detti qualcosa (lui e Chiara, ndr)". E Lovati, che appare molto nervoso, insiste: "Non c’entra niente!". Giletti però non ci sta: "Lei fa l’avvocato di Sempio e fa bene a farlo, io faccio il mio mestiere e indago a modo mio, meglio di quelli che hanno fatto l’indagine a Garlasco! Di sicuro indago meglio io!" Lovati si limita a dire: "Sta indagando sul niente!".
Poi un’intervista ad Alessandro Biasibetti, l’amico di Andrea Sempio e Marco Poggi diventato frate e che era col fratello di Chiara in montagna in quell’agosto del 2007. L’uomo non vuole saperne di rispondere alle domande e non autorizza a usare la sua immagine in Tv, infatti il suo volto in diretta viene oscurato.