Garlasco, Giletti si difende: "Sciacallaggio? Sciarelli ha scoperto la verità". E De Rensis: "Non vorrei sposare lui"

Nella puntata de Lo Stato delle Cose, scontri tra l'avvocato De Rensis e la giornalista Petracalvina, che mette in mezzo Garofano: cosa è successo da Giletti

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella puntata de Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti lunedì 10 novembre 2025, in prima serata su Rai 3, si torna a parlare del delitto di Garlasco e, come sempre, non mancano scontri tra l’avvocato Antonio De Rensis e la giornalista Ilenia Petracalvina, che spesso accende il dibattito in studio. A intervenire via telefono è anche il Generale Luciano Garofano, che bacchetta il conduttore e la Petracalvina. Ecco cosa è successo nella puntata del 10 novembre 2025 de Lo Stato delle Cose.

Garlasco a Lo Stato delle Cose, puntata 10 novembre 2025: cosa è successo

La puntata de Lo Stato delle Cose comincia con una piccola novità: diversamente dal solito, l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi nel delitto di Garlasco, è presente tramite collegamento video e spiega subito il motivo: "Domani mattina, alle 09:30, sono in aula a Ferrara per un caso molto complesso di suicidio in carcere". Poi punge la giornalista Ilenia Petracalvina, chiedendo a Massimo Giletti "Riuscirò a parlare stasera?". Il conduttore interviene all’istante: "Eh, se inizia subito così, avvocato…". La Petracalvina, capendo il motivo della domanda, risponde: "Ce l’ha con me, sempre". Ricordiamo, infatti, che spesso in studio la giornalista interrompe l’avvocato mentre parla. A questo punto Giletti conclude: "Deve avere pazienza. Se una volta portasse anche l’avvocato Bocellari, avrebbe un legale che la difende in diretta da Ilenia Petracalvina! Se la porta una sera, possiamo avere qualche speranza".

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I rapporti opachi tra Silvio Sapone, Andrea Sempio e l’avvocato Federico Soldani

Poi si entra nel vivo della serata, partendo dallo scambio di chiamate tra l’ex carabiniere Silvio Sapone e Andrea Sempio durante il weekend tra il 21 e il 22 gennaio 2017, ricordando anche il messaggio e le telefonate di Andrea all’ex avvocato Federico Soldani effettuate proprio quella stessa domenica. Anche qui c’è un aspetto da sottolineare, perché gli inquirenti pensano che sia Soldani il denominatore comune tra Sapone e Sempio nella storia della corruzione. Quando il conduttore chiede se sia normale questo scambio di parole tra l’ex capo della polizia giudiziaria e l’indagato, l’avvocato De Rensis risponde con una sottile ironia: "Di domenica un traffico telefonico fra il capo della polizia giudiziaria di Pavia e un indagato per omicidio…bisognerebbe fare una ricerca per capire con quanta frequenza accade una cosa del genere nel territorio italiano. Se è anomalo? Non sto dicendo che lo sia, ma non mi è mai capitato in decenni che pratico la mia professione di vedere questa roba". Poi la Petracalvina ricorda che Sapone aveva detto che il suo obiettivo era verificare quale delle 8 utenze di Andrea Sempio fosse quella attiva, ma Giletti sottolinea: "Eh, ma se chiama sempre lo stesso numero…scusate".

Si passa all’intervista di Ilenia Petracalvina all’ex capo della polizia giudiziaria di Pavia, Silvio Sapone, in cui gli chiede delle presunte uscite anomale – giocate per 1000 euro al mese in una SNAI vicino a Lucca – e del tenore di vita troppo elevato per le sue possibilità economiche nel 2017. L’uomo – come già sappiamo – ha sempre negato tutto, ma ora la Guardia di Finanza ha scoperto che sul conto intestato al figlio, dove è delegato a operare anche Sapone, ci sono state una serie di uscite presso il centro SNAI, luogo dove si scommette, a Porcari, vicino Lucca, per un valore di circa 1000 euro al mese. Una coincidenza? Con un’intervista fatta alle persone presenti nella ricevitoria in questione, si prova a chiarire i dubbi, ma con scarsi risultati: "Pare fosse un habitué di questo posto (Sapone, ndr)". Un’altra fonte anonima dice: "Lavoro qui da trent’anni, ma lui qui non l’ho mai visto. Non è che ha dato il suo bancomat a qualcuno? Tanti mandano altri nelle varie regioni di Italia a giocare, non ci vanno di persona, non si sporcano la faccia. Magari lui potrebbe aver fatto una cosa del genere. Abbiamo avuto un periodo in cui veniva un ragazzo alto con un accento del Nord che giocava, ma non so chi fosse". Dopo aver guardato la foto del figlio di Sapone su Instagram, la fonte dice di non averlo mai visto lì e ribadisce che "loro non si sporcano, sanno che ci sono le telecamere". Insomma, ancora una volta nessuna certezza, ma il dubbio resta.

Non manca anche un’intervista a Giulia Pezzino, ex PM che aveva partecipato all’interrogatorio di Andrea Sempio nel 2017 e che poi si è dimessa. La diretta interessata, però, non intende rilasciare dichiarazioni e critica il modo di lavorare dei giornalisti in tale circostanza: "Trovo francamente invasivo il vostro modo di venire sotto casa mia e di presentarvi qua, chiamare, chiedere, cercare, domandare. Questo lavoro va fatto con correttezza". E quando l’inviato le fa notare che aveva lasciato la magistratura in un periodo un po’ strano, ovvero un mese prima dell’apertura dell’indagine su Sempio e con l’inchiesta ‘Clean’ (‘Sistema Pavia’) che si stava allargando sempre più, la Pezzino ribatte: "Vi invito ad avere un comportamento eticamente corretto". Poi il giornalista le ricorda l’intercettazione di Andrea Sempio in cui si parlava di un "Altro PM" e la Pezzino non la prende benissimo: "Voi state facendo, a mio avviso, un’operazione di sciacallaggio vergognoso sulla morte di una ragazza".

Una volta tornata la linea in studio, Massimo Giletti si rivolge direttamente all’ex PM Giulia Pezzino, guardando dritto verso la telecamera: "Io capisco che avere dei giornalisti che fanno domande non è facile, e non sei nemmeno tenuto a rispondere, per carità, però la parola ‘sciacallaggio’ non credo se la meriti una classe giornalistica che ha trovato, scovato anche Elisa Claps. Federica Sciarelli veniva accusata di insistere troppo, di dare fastidio alla Chiesa e poi ha scoperto la verità proprio insistendo. Io penso che la verità debba essere il nostro obiettivo, poi si può fare bene o male il lavoro, ma fare delle domande anche a un Magistrato è importante perché quel PM ha preso una decisione". Poi si passa a Fabio Lambertucci, il GIP che aveva firmato la richiesta di archiviazione di Andrea Sempio, anche lui restio a comunicare con i giornalisti e, infatti, non dice nulla riguardo a quanto accaduto nel 2017.

Garlasco, Petracalvina cerca il confronto duro tra Garofano e De Rensis e Giletti ci mette lo zampino

L’attenzione, poi, è tutta per Antonio De Rensis, in particolare per la sua partecipazione a Storie Italiane, il programma condotto da Eleonora Daniele e finito di recente sotto i riflettori proprio per la lite tra l’avvocato di Alberto Stasi e il Generale Luciano Garofano. "Ho visto uno scontro durissimo tra lei e il Generale. Lei è stato un abile provocatore", dice Massimo Giletti. Ilenia Petracalvina commenta: "Il tema dell’ingenuità De Rensis lo spara a Garofano, ma lui ha sempre dato il messaggio della buonafede per il fatto che sicuramente è stato un po’ preso di sorpresa. De Rensis ha fatto anche l’etimologia". Antonio De Rensis specifica: "Ho fatto anche l’etimologia perché fra le mie poche doti ho quella di conoscere l’italiano. Io ritengo che se tu sei stato colui che ha diretto i RIS nella precedente indagine e sei stato un Generale dei Carabinieri apprezzato, puoi dire ‘Ma questa indagine quando è iniziata?’. Io ho usato le parole ‘avrebbe potuto’, non ‘avrebbe dovuto’. Però sono assolutamente convinto che quando si partecipa a una trasmissione e si esprimono opinioni, si deve dire se si è opinionisti o consulenti, perché cambia molto per i telespettatori".

A questo punto scopriamo in diretta che mentre l’avvocato De Rensis parlava, la Petracalvina stava chattando con il Generale Garofano per chiedergli se volesse intervenire: "Sto chiedendo se vuole replicare all’avvocato, penso sia giusto dare voce anche a Garofano", dice la giornalista. Ma il Generale pare sia a un convegno, quindi non riesce a rispondere. Giletti insiste: "Proviamo a dargli un colpetto di telefono, vediamo se risponde, datemi un microfono". De Rensis però non ci sta: "Mi perdoni, io sono scapolo, non è che vorrei sposarmi con Garofano che in ogni trasmissione io e lui facciamo la coppia. Ci siamo chiariti". Pietracalvina ribatte: "Lei lo attacca e la conseguenza è dare voce pure al Generale. Se no, facciamo la tv Derensiana, di De Rensis!". L’avvocato di Alberto Stasi replica: "Non ho attaccato nessuno, usi dei termini più moderati. Io non attacco, espongo, però capisco che nel suo oscurantismo medievale le domande sono attacchi". Petracalvina chiarisce che "Non c’entra l’oscurantismo, c’entra il fatto di fare un giornalismo obiettivo, imparziale, che dia voce a tutti".

Subito dopo la Petracalvina chiama il Generale Garofano al telefono. Mentre si sentono gli squilli, l’avvocato torna ad ‘attaccare’ la giornalista: "La dottoressa Petracalvina non credo potrebbe essere una brava mediatrice, è una grande giornalista, ma non una mediatrice". E, in effetti, quando il Generale risponde, non comincia benissimo la conversazione: "Buonasera, siamo in diretta e c’è il momento in cui l’avvocato De Rensis parla di lei". L’avvocato De Rensis, sentendo queste parole, sbotta: "No, no! Riportate bene come sono andati i fatti!" Al legale di Stasi va benissimo, perché Garofano chiede di richiamarlo dalla regia "tra 5 minuti" e così De Rensis ha tutto il tempo di intervenire: "Dottor Giletti, deve dire al Generale che avete mandato il video della trasmissione, perché se non partite da lì c’è un fraintendimento e poi mi dispiace." Giletti lo rassicura: "Ma guardi, se vuole poi faccio ripartire il video in ascolto del Generale. Ora devo andare in pubblicità… mi fanno questo gesto con la mano (mostra il gesto del ‘time out’), capito? Neanche fossi Sinner, che per fortuna ha vinto!"

Poi la chiamata al Generale Garofano, che dice: "Non c’è nessun punto di cui parlare. In quella trasmissione io e l’avvocato ci siamo chiariti, perché lui intendeva dare al termine ingenuo un significato fedele a quello che è la lingua italiana, quindi astraendolo dal contesto. Non voglio tornare su questo aspetto perché ci siamo chiariti e quando due galantuomini si chiariscono non hanno da aggiungere niente altro. Circa la domanda sul fatto che io avessi o meno palesato il mio intervento in una trasmissione, io ho risposto anche a quello, ma ho pure sottolineato – e mi dispiace di aver alzato la voce in quella occasione – che non ricordavo e che era una domanda che esulava dal contesto del termine ingenuo e concludo dicendo che io avevo tutto il diritto di dire o non dire della mia posizione".

L’avvocato Antonio De Rensis commenta: "Io ribadisco che il Generale è l’unico che ha fatto la fattura, si è opposto, dopo 8 anni, al deposito della sua consulenza e lo ha dichiarato spontaneamente, con grande onestà intellettuale, e credo ciecamente alla sua buonafede. Ho spiegato l’interpretazione fra dovuto e potuto. Rinnovo la mia stima al Generale e in sua assenza ho detto che sono scapolo e mi dispiacerebbe che ci facessero sposare. Speriamo di poterci confrontare, uscendo da questo argomento, per altre cose, perché non vorrei che questo confronto diventasse un matrimonio a distanza, benché lei mi sia simpatico". Giletti ironizza: "Va bene, facciamo subito il divorzio allora!" Ma la Petracalvina vuole lo scontro accesso: "L’avvocato mette le cose come piacciono a lui, in realtà l’aveva attaccata durante la trasmissione, l’ha fatto sotto gli occhi di tutti". Garofano, però, si dice stanco di tutto questo teatrino: "Io e l’avvocato ci eravamo chiariti. La preghiera che vi faccio è di non rimestare sempre le stesse cose per gettare dubbi su persone trasparenti e professionali. Vi prego. Buona serata e grazie". Chiuso il collegamento, Giletti commenta: "Vorrei dire una cosa ma preferisco non dirla, perché è meglio. Vado avanti, se no poi qualcuno si urta".


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