Garlasco, l’interrogatorio e il grande vantaggio di Andrea Sempio: l’annuncio dell’avvocato Cataliotti

Liborio Cataliotti, avvocato di Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, svela quale sia la strategia della difesa, convinta di poter dimostrare l'estraneità ai fatti del suo assistito

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Il 18 dicembre scade l’incidente probatorio, attualmente ancora in corso, per la nuova indagine per il delitto di Garlasco, in quella data potremmo conoscere, salvo ulteriori proroghe, quale sia il destino di Andrea Sempio. Il ragazzo, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, uccisa nella sua casa nel 2007, è infatti finito nuovamente nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in omicidio dopo l’archiviazione, decisamente frettolosa ottenuta anni fa.

Gli indizi contro di lui sembrano esserci, anche se ora a complicare la sua posizione ci pensa la perizia genetica effettuata dalla dottoressa Denise Albani, incaricata dalla Procura, che ha riscontrato una compatibilità tra il forte e il molto forte tra la linea paterna del 37enne e il DNA che era presente sulle unghie dell’allora 26enne. Almeno ufficialmente, lui non sembra essere preoccupato, sostiene di avere frequentato spesso l’abitazione di via Pascoli, per questo eventuali sue tracce potrebbero essere ritenute "normali".

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Garlasco, le prossime mosse della difesa di Andrea Sempio

Fino ad ora gli inquirenti non hanno ancora avuto modo di conoscere la versione di Andrea Sempio in merito a quanto fatto da lui il giorno del delitto di Garlasco, mesi fa era stato chiamato per fornire il suo interrogatorio, ma lui aveva evitato di presentarsi, su suggerimento dei suoi avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati, avvalendosi di un cavillo. Quest’ultimo è stato recentemente sollevato dall’incarico, sostituito da Liborio Cataliotti, ma la strategia della difesa non sembra essere cambiata, nonostante la perizia sul DNA possa complicare la sua posizione.

A rivelarlo senza indugi è proprio Cataliotti in un’intervista al quotidiano ‘La Provincia Pavaese", a suo dire continuare a stare in silenzio potrebbe volgere a loro favore: "Un vantaggio che vogliamo custodire gelosamente – ha detto -. Questo prevede il Codice, Sempio non parlerà con i magistrati perché al momento non è ancora svelata la linea dell’accusa".

Insomma, per ora l’attendismo sembra essere ritenuto la scelta migliore, così da stabilire successivamente cosa sia meglio fare, quando saranno scoperte altre carte da parte della Procura.

Cataliotti smentisce inoltre l’intenzione, come invece era stato ventilato recentemente secondo alcune indiscrezioni, l’intenzione di chiedere di inserire l’impronta 33 nell’incidente probatorio, cosa su cui erano contrari Taccia e Lovati, L’impronta 33, lo ricordiamo, è una traccia palmare decisamente importante, visto che si trova sulla scala dove era stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi.

"Non ha senso chiedere una perizia su questa impronta – spiega l’avvocato Cataliotti -, prima che ci vengano comunicati gli esiti della nuova analisi Bpa (che si occupa dello studio delle macchie di sangue), ovvero lo studio scientifico delle tracce ematiche repertate nella scena del crimine, che fa parte dagli accertamenti previsti nell’incidente probatorio".

All’epoca del delitto di Garlasco i Ris che si erano occupati dell’indagine non erano riusciti ad attribuirla a qualcuno di preciso, la Procura di Pavia che si sta occupando nuovamente del caso è invece convinta che appartenga a Sempio in base a 15 "minuzie dattiloscopiche", tre in più delle 12 sufficienti a garantire la coincidenza.


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