Garlasco, l’incognita e la svolta sul Dna (ancora attribuibile a Sempio) prima dell’aula: cosa succederà

A meno di un mese dall’udienza per le indagini preliminari sui risultati degli accertamenti dell’incidente probatorio la difesa ha una strategia sulle impronte

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Le indagini sul delitto di Garlasco stanno per entrare nel vivo e, a meno di un mesa dalla prima udienza chiave (fissata per il prossimo 18 dicembre), non sono da escludere clamorosi colpi di scena. Stando a quanto rivelato da Il Tempo, infatti, le tracce di Dna rinvenute sulle unghie di Chiara Poggi rimangono ancora un’incongita e – a contrario di quanto era emerso nelle utlime settimane – potrebbero ancora essere attribuite ad Andrea Sempio. La difesa del 37enne vigevanese, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha però una strategia ben chiara. Scopriamo cosa succederà e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco, il ‘mistero’ intorno al Dna sulla mano di Chiara Poggi si riaccende

Dalla riapertura del caso dello scorso marzo il delitto di Garlasco ha vissuto tantissimi momenti più o meno caldi all’interno del dibattito pubblico. Da Ignoto 3 all’inchiesta per corruzione fino alla pista satanica e le ipotesi più svariate, tra i ‘temi’ più discussi c’è sempre stato senza dubbio il materiale biologico rinvenuto mignolo della mano destra e sul pollice della sinistra di Chiara. Nelle ultime settimane si era parlato di un Dna "aplotipo, parziale, misto e non consolidato" e quindi non riconducibile ad Andrea Sempio o altri. Stando a quanto riportato dal quotidiano Il Tempo, tuttavia, le cosa starebbero diversamente: nel documento d’udienza dello scorso 26 settembre, infatti, la genetista Denise Albani avrebbe sostenuto che il Dna non solo sarebbe attribuibile, ma addrittura in grado di svelare la linea paterna dell’individuo.

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La strategia di Andrea Sempio

Il prossimo 18 dicembre – come anticipato – i periti super partes si presenteranno davanti al gip per discutere i risultati dell’incidente probatorio e quindi degli accertamenti biologici di tutte le impronte rinvenute sulla scena del delitto. Se nel caso dei reperti della spazzatura sono state trovate solo tracce di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, dunque, non si potrà dire lo stesso proprio sul materiale biologico trovate sulle unghie della vittima, in passato ritenuto insufficiente per essere compatibile con quello di Andrea Sempio. Gli ultimi sviluppi, però hanno sicuramente messo in allarme la difesa del 37enne vigevanese, che ieri si è riunita al Laboratorio Genomica di Roma proprio per discutere la strategia da adottare sul tema centrale del Dna. Come spiegato dall’avvocato Liborio Cataliotti, l’intento è chiaro: "Abbiamo analizzato i report genetici e le immagini della scena del crimine fatte subito dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Grazie al contributo di Andrea Sempio abbiamo identificato i luoghi in cui può esserci stato un contatto comune tra Sempio e Chiara. Questo perché siamo pienamente convinti, e forti della scienza, che se ci fosse stato contatto tra i due questo sarebbe indiretto. Potrebbe essere spiegato solo con il contatto di un oggetto comune, che entrambi possono aver toccato".


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