Garlasco, Garofano smonta l'inchiesta: "Teorie gravissime e senza fondamento, rendono like". Così ribalta accuse e sospetti

La Procura di Pavia non ha dubbi, l'autore del delitto di Chiara Poggi è Andrea Sempio, ma Luciano Garofano non vede prove a suo carico. Ecco qual è il pensoero della gente

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Chiara Poggi Luciano Garofano
RaiPlay -IPA

Ancora poco più di un mese e le attuali indagini sul delitto di Garlasco, riaperte a febbraio 2025, potranno essere considerate concluse. Difficile infatti che la Procura di Pavia possa chiedere una proroga, il lavoro svolto dal pm Fabio Napoleone e dai suoi collaboratori è stato decisamente intenso e li vede essere certi sulla colpevolezza di Andrea Sempio. La palla passerà poi al giudice, che dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio, in attesa di capire se Alberto Stasi otterrà la revisione della sua condanna. Eppure c’è ancora chi ritiene che il castello accusatorio costruito in questi mesi sia debole e non mette in dubbio la sentenza arrivata nel 2015, come è il caso di Luciano Garofano, che si era occupato del caso all’epoca in veste di capo dei RIS.

Garlasco e la nuova inchiesta: la dura presa di posizione di Luciano Garofano

Gli errori commessi durante l’indagine effettuata a ridosso del delitto di Garlasco sono stati numerosi, si parla addirittura di più di un centinaio, su questo ci sono pochi dubbi, anche se c’è chi non ne ha in merito al procedimento giudiziario che ha poi portato alla condanna di Alberto Stasi. Un ragionamento del genere dovrebbe essere quasi naturale, ma Luciano Garofano, uno che si è occupato del caso all’epoca quando era a capo dei RIS di Parma, ritiene che gli sbagli ed eventuali mancanze non abbiano avuto alcun peso. Anzi, in occasione della sua ultima presenza al programma "Filorosso" non ha esitato a sottolineare come ritenga antipatico continuare a rivangare il passato, per poi rivolgersi ad Antonio De Rensis, legale di chi è stato poi condannato, manifestando il suo scarso apprezzamento nel parlare delle "rilevanti omissioni" che ci sono state. Questa espressione, in realtà, deriva dalla pm Giulia Pezzino, procuratore nella fase che aveva poi portato all’archiviazione per Andrea Sempio, oggi indagato.

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Il generale in un articolo per il settimanale "Oggi" non ha voluto usare mezze misure, si sente stanco per quello che sta accadendo da mesi in merito a dubbi e sospetti che continuano a essere messi in evidenza. Lui se l’è presa in modo particolare con l’autore Tv Luigi Grimaldi, che ha evidenziato la differenza, notata anche a occhio nudo, tra gli Estathé che erano presenti in frigorifero e quello nella spazzatura di casa Poggi. "Un’ipotesi del genere appare fortemente criticabile e risulta priva di qualsiasi valenza probatoria. In primo luogo, focalizzarsi sulle discrepanze grafiche e sui lotti di produzione per alludere ad anomalie è metodologicamente scorretto. La produzione industriale dei brick, e in particolare delle lattine e dei contenitori di Estathé, può subire costanti e fisiologiche variazioni di layout, packaging e lotti a seconda dei periodi, delle linee di confezionamento o dei diversi momenti di acquisto. Giudicare tali differenze come anomale è un salto logico ingiustificato, poiché l’acquisto di prodotti confezionati in momenti differenti o appartenenti a stock diversi è un fatto del tutto comune" – ha scritto Garofano.

L’ex capo dei RIS ha poi continuato la sua disamina, sottolineando come sia gravissimo pensare che l’immondizia sia stata manomessa per trovare un modo per incastrare Stasi. "Non esiste alcuna documentazione scientifica, peritale o verbale d’indagine che possa confermare o anche solo ipotizzare una manomissione o una sostituzione del brick di Estathé. Sollevare dubbi di questa portata senza elementi concreti a supporto, rischia solo di generare confusione su un caso delicatissimo, trasformando semplici osservazioni personali e speculazioni visive in un’ipotesi gravissima e priva di fondamento: ma rende molti like e continua ad attrarre tanti spettatori". Insomma, a suo dire, questo modo di agire può servire solo a ottenere visibilità, non certamente a riscrivere il delitto di Garlasco arrivando a credere che il colpevole non sia chi è stato in carcere per più di dieci anni.

Il pensiero della gente

Eppure, nonostante siano ancora diversi i paladini della vecchia sentenza passata in giudicato, sono in tantissimi a seguire costantemente i programmi dedicati al caso Garlasco. Questo certamente avviene perché c’è la netta sensazione di essere di fronte a un caso di malagiustizia, che ha portato alla condanna di un giovane che si è sempre proclamato innocente.

Ma cosa pensa l’opinione a riguardo? La giornalista Rita Cavallaro, che da tempo si occupa del tema, ha provato a raccogliere alcuni pensieri nella località in cui si trova in vacanza.

"Garlasco dimostra che quando le indagini falliscono la giustizia rischia di lasciare più domande che risposte. Molto probabilmente Alberto Stasi avrà la revisione del processo, ma ci vorrà del tempo, per quanto riguarda Sempio c’è ancora la presunzione di innocenza, ma sarà rinviato a giudizio". "E’ uno dei tanti misteri irrisolti. Ancora irrisolti. Fino a prova contraria Stasi non è l’assassino, non ci sono state vere prove ancora, le indagini sono state condotte penso male dall’inizio, sono state celate molte cose che al processo potevano essere mostrate, quindi quel ragazzo si è fatto più di dieci anni di carcere. Non sappiamo ancora, abbiamo il dubbio, la magistratura è il vero problema in Italia. Vediamo adesso cosa succede con Sempio, aspettiamo anche noi tutti i risvolti, è giusto che quella ragazza trovi pace, soprattutto la famiglia, una volta per tutte". "Secondo me non è proprio chiuso, con tutti gli elementi che stanno uscendo fuori è un caso tutto da vedere, anche perché secondo me Sempio non può avere fatto tutto da solo. Per quanto riguarda la posizione di Alberto Stasi mi pare che adesso sia chiaro che è innocente".


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