Garlasco, la posizione di Andrea Sempio sempre più difficile. Cade il presunto movente di Stasi
In attesa che la Procura si sbilanci, il rinvio a giudizio di Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, sembra probabile, si alleggerisce la posizione di Stasi

Il 2026 è iniziato da pochi giorni, ma potrebbe davvero portare alla svolta nella nuova indagine per il delitto di Garlasco, in cui il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi a soli 26 anni. Pur essendoci già un condannato in via definitiva, l’ex fidanzato della giovane Alberto Stasi, la Procura di Pavia è convinta che la verità sia un’altra, per questo ha riaperto l’inchiesta facendo finire nuovamente nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, che aveva ottenuto l’archiviazione per due volte.
A breve, però, il 37enne potrebbe essere rinviato a giudizio, soprattutto ora che la perita Denise Albani ha rinvenuto una "compatibilità tra il forte e il molto forte" tra il DNA presente sulle unghie della ragazza e la linea paterna del giovane.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Andrea Sempio-Alberto Stasi: le loro posizioni a confronto
Riuscire a dimostrare di essere del tutto estraneo ai fatti e di non essere stato presente nella villetta di Garlasco quando Chiara Poggi è stata uccisa potrebbe diventare sempre più difficile per Andrea Sempio. Fino a qualche tempo fa si riteneva che non ci fosse alcun collegamento tra la vittima e l’indagato, se non la conoscenza in comune con Marco Poggi, ma ora lo scenario sembra stia davvero cambiando.
Ad avvallare questa teoria anche un vecchio video in cui si vede Sempio insieme a un gruppo di amici intenti a creare disordine nell’aula al di fuori dell’orario di lezione, rinvenuto nel computer della ragazza e visionato dai carabinieri il giorno dopo l’omicidio. Perché il filmato si trovava su quel dispositivo?
A questo si aggiungono poi dei dettagli tutt’altro che irrilevanti, soprattutto per la Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone: la presenza del DNA dell’indagato sulle unghie della vittima e sulla nota impronta 33 presente sul muro dove si trovava il cadavere, particolari che non farebbero pensare a una sua frequentazione assidua della casa, come lui ha sostenuto recentemente. Non si deve inoltre dimenticare, come riferito da ‘Il Giornale’, la nuova orma rinvenuta sul pavimento del salotto caratterizzata da una suola a righe, del tutto diversa quindi da quella a pallini, che i vecchi inquirenti avevano attribuito a Stasi. Questo contribuisce evidentemente a far pensare che nella villetta fossero presenti più persone, anche se magari con un ruolo differente nel delitto.
Uno scenario come questo non può che rendere più semplice dimostrare l’innocenza di Alberto Stasi, che lui ha ribadito a più riprese nel corso degli anni pur rispettando la decisione dei giudici, arrivata comunque dopo due assoluzioni. Come hanno ribadito a più riprese i suoi avvocati, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, si punterà a chiedere la revisione non appena sarà conclusa l’attuale indagine e sarà chiaro tutto quello che ha in mano la Procura.
Anzi, ora l’ex fidanzato di Chiara può avere dalla sua un altro dettaglio non trascurabile, che ha contribuito negli anni a dare un quadro negativo della sua reputazione. Nella sentenza di condanna, infatti, il movente non è mai stato chiarito, ma tra le ipotesi sollevate dall’accusa c’era quella relativa a una possibile lite sorta tra i due fidanzati legata alle immagini pornografiche che lui aveva sul suo PC. Tutto sarebbe scaturito la sera prima del delitto, quando lui si era allontanato da casa Poggi per andare a tranquillizzare il cane spaventato dal temporale, minuti in cui la vittima avrebbe controllato il materiale presente sul dispositivo. Niente di più sbagliato, lei ha infatti dato un’occhiata alla tesi del ragazzo, come riscontrato dai periti Porta e Occhetti, che si erano occupati del caso anche in passato.
