Garlasco in Tv, il nuovo movente del killer e lo sfogo di De Rensis: “Vivono in un'altra galassia”

Le tracce trovate sulla spazzatura e sulle unghie del pollice di Chiara Poggi al centro dell’incidente probatorio: la nuova edizione Quarto Grado riparte da qui

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il delitto di Garlasco si arricchisce di sempre più numerosi dettagli e nuovi scenari si stanno per aprire. Mentre la Procura di Pavia prosegue con le indagini (al centro del nuovo incidente probatorio ci sono ora le impronte latenti trovate sulla spazzatura della villetta di via Pascoli), infatti, l’arresto del latitante Flavius Savu potrebbe riaccendere la ‘pista satanica’ che collegherebbe l’omicidio di Chiara Poggi agli scandali del santuario della Bozzola. L’avvocato di Alberto Stasi, intanto, ribadisce la necessità di non commettere gli stessi (o ulteriori) errori a 18 anni dalle prime e tanto discusse indagini. Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.

Delitto di Garlasco: la pista satanica e il nuovo movente

Le indagini sul delitto di Garlasco stanno per entrare nel vivo (il primo appuntamento in aula è fissato per il prossimo 26 settembre, quando verrà formalizzata la proroga dell’incidente probatorio) e al centro del dibattito ci sono ovviamente le ‘nuove’ tracce biologiche rinvenute sulla spazzatura nella villetta di via Pascoli in quel tragico 13 agosto del 2007, quando fu uccisa Chiara Poggi. I risultati delle analisi sulle impronte latenti del pattume (così come quelle trovate sulle ughie del pollice destro della vittima) potrebbero infatti rappresentare un punto di svolta, e forse non il solo. Con l’arresto di Flavius Savu, infatti, è tornata in auge la ‘pista satanica’ che collegherebbe il caso Poggi all’inchiesta sugli scandali del santuario della Bozzola.

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Come ricordato ieri da Federica Sciarelli a Chi l’ha visto?, Savu – condannato a 5 anni di carcere per estorsione ai danni dei religiosi del santuario mariano e latitante – aveva sostenuto che Chiara fosse al corrente degli scandali e che fosse stata ‘eliminata’ proprio per questo: "Tutto è partito dalla chiesa. La ragazza ha scoperto tutto" disse il latitante rumeno, parlando anche di un’altra ragazza minacciata per la stessa ragione ("Io ho parlato con una ragazza. Io ho detto: ‘Sai qualcosa?’. Dice: ‘Io so tante cose, però non posso parlare’"), ma resta da chiarire l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Quel che è certo è che la ‘pista satanica’ potrebbe cadere o essere confermata a breve, dal momento che l’ormai ex latitante si è detto disposto a collaborare con la Procura di Pavia sul caso Garlasco.

Lo sfogo di Antonio De Rensis a Morning News

Al di là di quello che potrà essere il ruolo più o meno decisivo di Flavius Savu, i prossimi sviluppi delle indagini sul delitto di Garlasco sono chiaramente legati ai risultati degli accertamenti biologici sulle sopracitate ‘nuove’ impronte di Dna sulla spazzatura. "Secondo me i risultati delle impronte sulla spazzatura diranno una cosa, cioè se 18 anni fa fu una scelta investigativa corretta quella di non analizzarle perché non furono reputate importanti (…) Quando si fa un’inchiesta non si può analizzare tutto, non si può analizzare un’intera casa" ha azzardato l’opinionista e giornalista Francesca Carollo ospite oggi a Morning News, scatenando la reazione di Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Un’indagine nella quale una persona rischia vent’anni di galera non deve tralasciare un fico secco. Il problema è che a Vigevano in quell’indagine hanno tralasciato tantissime cose". L’avvocato ha poi sottolineato: "Quello che non comprendono alcuni opinionisti che vivono in un’altra galassia e che parlano di vent’anni di galera come di una cosa che non esiste, distaccata, è che i cittadini dicono ‘Se io sono indagato questi devono guardare ogni millimetro’. Ecco perché i cittadini stanno seguendo con così tanto interesse questa vicenda, perché non vogliono che accada più ciò che è accaduto da Alberto Stasi".


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