Garlasco in Tv, nuova perizia e svolta sull’impronta 33: “Emerse informazioni interessanti”. Il futuro di Stasi
La difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi ha presentato alla Procura una consulenza sulla discussissima traccia trovata sul muro della villetta di via Pascoli

Sembrava potesse ribaltare le indagini, poi l’esclusione dall’incidente probatorio non ha fatto altro che alimentare il dibattito: l’impronta 33 torna a fare discutere nell’ambito del delitto di Garlasco. La difesa di Alberto Stasi, infatti, ha presentato alla Procura di Pavia una nuova perizia sulla chiacchieratissima traccia ritrovata sul muro della villetta di via Pascoli dove, il 13 agosto del 2007, fu uccisa Chiara Poggi. Stando alle parole di Oscar Ghizzoni, il consulente incaricato dai legali di Stasi, sarebbero "emerse informazioni interessanti". La svolta è vicina? Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, nuova consulenza sull’impronta 33: il destino di Alberto Stasi
La tanto discussa impronta 33 è tornata a infiammare il dibattito intorno al delitto di Garlasco. Dopo la bufera per l’esclusione dall’incidente probatorio, infatti, la traccia trovata sul muro nei pressi delle scale della villetta di via Pascoli non ha mai smesso di essere oggetto di discussione. Questa volta sono stati gli avvocati di Alberto Stasi a tornare all’attacco: incaricato il chimico forense Oscar Ghizzoni, infatti, Antonio De Rensis e Giada Bocellari hanno depositato in Procura una nuova consulenza sull’impronta 33 che potrebbe rappresentare uno snodo fondamentale per le indagini. Stando a quanto rivelato dal consulente incaricato dai legali di Stasi, le nuove analisi sarebbero state condotte sulle foto (dal momento che i campioni non sono più disponibili) e avrebbero portato a risultati ‘interessanti’. "Non posso scendere nel dettaglio di questi risultati, di sicuro vi posso dire che è un’impronta con materiale biologico che certamente non è solo sudore o componente sebacea" ha spiegato Ghizzoni ieri a Quarta Repubblica, condotto da Nicola Porro su Rete 4, alimentando i dubbi intorno alla chiacchieratissima impronta palmare.
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Entra nel canale WhatsApp"È chiaro che sono state valutate tutte le combinazioni possibili dagli studi fatti sono emerse informazioni molti interessanti che noi abbiamo messo all’attenzione della Procura e sono attualmente sotto indagine" ha assicurato il chimico forense, che non si è nascosto nemmeno sulla possibile connessione con le impronte di scarpe ancora non identificate trovate nella villetta di via Pascoli che, secondo alcuni, sarebbero riconducibili al killer: "Abbiamo messo in relazione l’impronta con la suola a pallini attribuita all’assassino? Sì, ci sono elementi importanti di confronto e di relazione. Posso confermare che questa è una parte molto interessante in attuale indagine". La svolta, inoltre, potrebbe anche arrivare dalle tracce sul dispenser del sapone: "Sul dispenser ci sono sicuramente altre impronte. La porzione che gli investigatori dell’epoca hanno preso in esame è una porzione molto contenuta del dispenser. In questa porzione abbiamo potuto contare nove impronte digitali".
