Garlasco in Tv, il mistero del Dna femminile e il servizio de Le Iene ‘silenziato’. Cosa sappiamo  

Mentre si avvicina la data in cui si concluderà l'incidente probatorio, emergono nuove omissioni sul caso dell'omicidio Poggi. E Lovati torna protagonista. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Nel grande circo mediatico del caso Garlasco, omissioni e forzature lasciano intravedere la possibilità di altre verità, forse tralasciate grossolanamente. Un punto ancora troppo sottovalutato è la presenza, ad esempio, di un campione di Dna femminile riscontrato sulla maniglia della porta dietro cui venne ritrovato il corpo di Chiara Poggi. E poi ci sono le allusioni continue, quelle dell’ex legale di Sempio, Massimo Lovati, secondo cui sarebbero diversi i reperti ‘non genuini’ presi in considerazione. Per non parlare dei sospetti sulle ‘pressioni’ per far rimandare l’ennesima puntata esplosiva de Le Iene. Che forse potrebbe scoperchiare il vaso prima del fatidico 18 dicembre. Vediamo tutti i dettagli qui sotto.

Garlasco in Tv, il mistero mai risolto del Dna femminile

Il conto alla rovescia è quasi finito: il 18 dicembre è la data in cui si concluderà l’incidente probatorio sulle nuove indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. I magistrati dovranno finalmente decidere come proseguire, e con quali provvedimenti farlo. Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, è già convinto che il suo ex assistito ne uscirà pulito, e il colpevole ufficiale rimarrà il già condannato Alberto Stasi. Lo stesso Lovati, però, non ha mai nascosto i suoi dubbi sulla reale identità dell’assassino (o degli assassini) di Chiara Poggi.

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In ogni caso, i risultati dell’incidente probatorio non porteranno, probabilmente, all’identificazione genetica perfetta del killer. Ma potranno chiarire nuovi particolari, come l’orario della morte, le dinamiche esatte dell’omicidio, l’eventuale presenza di più persone e le armi utilizzate. L’aspetto davvero inquietante, poi, riguarda il famigerato Dna femminile rinvenuto sulla scena. Un profilo genetico non riconducibile a Chiara Poggi, trovato sulla maniglia della porta a soffietto e su altri oggetti chiave. Una traccia – la ‘numero 60’ nella relazione del 2007 – che avrebbe dovuto essere confrontata con tutte le donne che frequentavano casa Poggi. Ma che è rimasta incredibilmente ai margini delle indagini.

Le ultime dichiarazioni esplosive di Lovati

A rendere l’atmosfera ancora più tesa ci sono le nuove dichiarazioni di Lovati, che in tv, ospite de Lo Stato delle Cose, ha ribadito come molte prove potrebbero essere non genuine. Le sue parole hanno riacceso le polemiche, generando accuse incrociate tra tecnici, consulenti e avvocati. Mentre altra benzina sul fuoco arriva dall’inchiesta per corruzione portata avanti dalla Procura di Brescia, che vede indagati l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Intanto, in modo quasi inspiegabile, anche questa settimana è stata rinviata la messa in onda di un nuovo servizio de Le Iene sul caso Garlasco. I primi nodi potrebbero essere sciolti nella fatidica data del 18 dicembre. Ma tantissimi sono i punti che rischiano di restare in sospeso.


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