Garlasco in Tv: il mistero dei vestiti del killer e la certezza dell’avvocato De Rensis
L'avvocato De Rensis difende a spada tratta il suo assistito, condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco: lui ha sempre dato la stessa versione

Il delitto di Garlasco, in cui è stata uccisa Chiara Poggi nella sua casa il 13 agosto 2007, continua a essere al centro del dibattito Tv e interessa non poco i telespettatori, come dimostrano gli ascolti dei programmi che se ne occupano e i numerosi commenti sui social a riguardo. Da dieci anni Alberto Stasi, il fidanzato della vittima e colui che l’ha trovata senza vita, sta scontando una condanna in carcere a 16 anni, ma si è sempre dichiarato innocente, ora però sono in diversi a credere che davvero il colpevole possa essere un altro (se non più di uno).
Da qualche tempo l’indagine è stata infatti riaperta, con l’obiettivo di far venire alla luce particolari che all’epoca non erano stati nemmeno analizzati o al massimo erano stati osservati in modo errato, contribuendo così a far pensare che ci sia stato uno degli errori giudiziari più pesanti degli ultimi anni. Attualmente sono tre le Procure che stanno lavorando, quella di Pavia, quella di Milano e quella di Brescia, con un’unica persona iscritta nel registro degli indagati, Andrea Sempio, amico del fratello della ragazza il cui nome era già stato emerso anni fa, ma per ben due volte si era arrivati all’archiviazione. Ora, però, tra gli indagati ci sono anche il pm che si era occupato del caso a Pavia, Mario Venditti, accusato di corruzione in atti giudiziari, e il papà del 39enne, Giuseppe, che avrebbe pagato per mettere al sicuro la posizione del figlio.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppFar luce in maniera inequivocabile sull’accaduto è però importante per tantissimi nostri connazionali, che ora temono di poter essere coinvolti in una situazione simile da cui può essere difficile dimostrare la propria estraneità.
Garlasco, l’avvocato De Rensis difende Alberto Stasi
Gran parte dell’opinione pubblica si sta convincendo sempre di più dell’innocenza di Alberto Stasi, soprattutto perché ci sono diversi aspetti che lo hanno portato alla condanna che apparivano già allora poco sicuri. Basti pensare all’idea che lui possa avere commesso l’omicidio in soli 23 minuti, di cui circa 7-8 utilizzati per tornare a casa in bicicletta, visto che dalle 9.35 in poi lui era sicuramente al computer a lavorare alla sua tesi di laurea.
A sostenerlo in diverse trasmissioni Tv è anche il suo avvocato, Antonio De Rensis, che ha assunto questo incarico negli ultimi anni, in affiancamento a Giada Bocellari, che lo assiste quasi dall’inizio. Davvero perentorie sono state le parole del legale pronunciate nella scorsa puntata di "Far West", la trasmissione condotta da Salvo Sottile in onda su Raitre ogni settimana, dove ci ha tenuto a mettere in evidenza la sincerità di Alberto.
"Alberto Stasi non ha mai mentito e ha sempre fornito una versione unica sui fatti – ha sottolineato -. Con il procuratore Fabio Napoleone stiamo vedendo una forza silenziosa che ha messo tutto in ordine. Vedo grande rigore, ordine ed efficienza. Questo è il coraggio di un magistrato".
De Rensis ha poi voluto parlare di un episodio che ancora adesso continua a fare discutere, ma che forse avrebbe dovuto essere analizzato in maniera differente. Il riferimento è a un sacco di vestiti sporchi che erano stati rinvenuti in un canale vicino alla casa di Chiara solo 11 giorni dopo il delitto. Chi li ha trovati non aveva esitato a consegnarli alle forze dell’ordine, che aveva provato a capire di chi potessero essere, ma probabilmente senza utilizzare la cura che sarebbe stata dovuta.
Si trattava di due canottiere, tre paia di pantaloni (due da uomo e uno da donna) e un paio di scarpe, contenuti all’interno di una borsa bianca di plastica, tutti di marca, quindi non potevano essere utilizzati da chiunque. Secondo i RIS non si poteva parlare di macchie di sangue, ma i dubbi restano, come ha evidenziato l’avvocato. "Trovo singolare l’episodio del ritrovamento del sacco di vestiti che avvenne pochi giorni dopo la morte di Chiara. In quel sacco c’erano scarpe e vestiti, che presumibilmente appartenevano a due uomini e forse a una figura non maschile".
Fre luce su quello ora è pressoché impossibile, ma chissà che le indagini genetiche, unite a quelle tradizionali non possano permettere di eliminare ogni perplessità sull’autore (o gli autori) del delitto di Garlasco.
