Garlasco in Tv, la nuova dinamica del delitto ribalta tutto. De Rensis: "Sono imbarazzato, alzo le mani"
Ignoto X condotto da Pino Rinaldi ha dedicato uno spazio al delitto di Garlasco, dando voce ad Antonio De Rensis, che ha commentato la nuova dinamica del delitto

"Ignoto X" ha dedicato uno spazio della puntata di giovedì 15 gennaio 2026 al delitto di Garlasco, con la consueta capacità di analisi tipica di Pino Rinaidi, che cerca sempre di non lasciare niente al caso.
Si parte con gli aggiornamenti relativi al ricorso fatto in Cassazione dai pm di Brescia in merito al sequestro dei dispositivi dell’ex pm Venditti, che si era occupato in passato dell’indagine ai danni di Andrea Sempio, ma che era stata poi archiviata velocemente. La Camera di Consiglio a riguardo è iniziata in mattinata, per questo la decisione sembra essere imminente. Si starebbe cercando la prova della corruzione in atti giudiziari che viene contestata all’ex procuratore e al papà dell’indagato, che gli avrebbe fatto arrivare 20-30 mila euro circa per permettere che l’indagine venisse chiusa. Attenzione, però, come evidenziato dall’inviato, c’è una carta che la Procura potrebbe giocarsi se dovesse arrivare un no dalla Cassazione: Sapone, ex ufficiale di polizia giudiziaria, aveva chiesto la restituzione nel ricorso del suo cellulare, ma non della copia forense, questa potrebbe far emergere colpi di scena importanti.
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Entra nel canale WhatsAppIgnoto X, puntata 15 gennaio 2026: cosa è successo
Rinaldi vuole subito sapere della rilettura della dinamica del delitto fatta da Redaelli, consulente dei Poggi: a suo dire l’aggressione non sarebbe più iniziata all’ingresso, bensì in cucina, dopo che Alberto Stasi e Chiara Poggi avrebbero fatto colazione insieme. Tutto questo ribalta però il video che all’epoca dell’indagine era stato realizzato dalla parte civile. Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, commenta senza mezzi termini: "Sono un po’ imbarazzato a commentare il filmato. Dov’è l’arma del delitto quando Stasi pedala? Dov’è la colazione fatta di cui oggi tanto si parla? Dove sono le ricostruzioni di testi che hanno portato alla condanna? O questo filmato serve, e allora non serve Testi, altrimenti non so perché lo guardiamo. Si va contro la perizia Testi, caposaldo della condanna. Io accetto ogni argomentazione, non faccio il biografo di nessuno e rispetto le argomentazioni di tutti, ma ci deve essere un filo logico in quello che si dice. Se una perizia, a fondamento della sentenza di fronte alla quale tutti ci inginocchiamo, dice che l’aggressione è iniziata appena si apre la porta, ora si dice che tutto è partito in cucina, ora alzo le mani. Spero voglia parlare dell’esame degli oggetti, ho tante cose da dire su quello".
A cambiare le cose, come mette in evidenza il conduttore, ora sarebbe il DNA di Stasi trovato sulla cannuccia dell’Estathé, questo ha spinto a modificare la loro dinamica dei fatti. Rinaldi chiede quindi all’avvocato quando Alberto avrebbe bevuto il thé, così da evitare equivoci: "Noto da persone che ho sempre stimato la tecnica di citarmi. Lui ha reso un interrogatorio, al procuratore capo Napoleone ha spiegato tutto, le ipotesi portate avanti dagli avvocati della vicenda valgono solo come ipotesi. Quello che conta per l’indagato è ciò che ritiene la Procura, la sua posizione non si modifica in base alle teorie di un legale, anche Palmegiani (in collegamento, ndr) dovrebbe saperlo. Le varie argomentazioni su tutti i temi sono ipotesi, conta quello che dicono le persone nell’interrogatorio e l’attività della Procura, l’indagato e chi lo assiste deve concentrarsi su quello".
Palmegiani replica: "Martedì in una trasmissione di un’altra emittente mi è stato chiesto di quando fossero i rifiuti presenti. Ho detto che altre ipotesi non hanno nessun valore. Non entro su una situazione che mi lascia perplesso, Redaelli ha fatto una sua ricostruzione, è diversa da quella che farei io. Aspettiamo cosa dice la BPA dei RIS, poi ci muoveremo noi. Non partiamo con l’idea che sia sbagliato quello che fa la Procura".
Importante è il contributo del genetista Matteo Fabbri in merito al contenuto gastrico di Chiara Poggi, si diceva che lei avrebbe mangiato dei cereali "a secco". "Io e il prof. Avato avevamo chiesto l’esame della pattumiera per capire se il contenuto fosse congruo rispetto alla frequentazione di una casa da parte di due persone. Lo stupefacente rilievo del DNA di Stasi sull’Estathé dimostra che l’ha bevuto, a oggi non c’è alcun metodo per datarlo. Noi eravamo rimasti colpiti dallo spostamento di posizione del contenuto della spazzatura in due diversi sopralluoghi, uno a ottobre e uno a dicembre, ma questi non sono stati verbalizzati".
De Rensis chiude il suo intervento su un aspetto che aveva anticipato, l’analisi sui monili di Chiara fatta dai consulenti dei Poggi: "Ci sono sentenze chiare, una di luglio 2025, che spiegano cos’è la catena di custodia e spiega perfettamente che se questa non è rispettata parliamo di nulla. Ne parlo in generale, ci sono delle regole da rispettare, rigide, tutto quello che non le rispetta appartiene al nulla probatorio ed è inutilizzabile".
