Garlasco in Tv, svolta dopo l'incidente probatorio: “Nessuna impronta di Sempio”. La scoperta su Marco Poggi

Ignoto X condotto da Pino Rinaldi si rivela sempre un ottimo programma per gli approfondimenti sul delitto in cui è stata uccisa Chiara Poggi, emergono risultati sorprendenti

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Redazione

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Andrea Sempio
RaiPlay

La puntata di oggi, martedì 11 novembre 2025, di "Ignoto X" non poteva non occuparsi degli ultimi aggiornamenti sul delitto di Garlasco, sempre con una dovizia di dettagli che è difficile trovare in altri programmi. Questa volta l’inviato che se ne occupa, Carmelo Schininà, si trova a Milano davanti alla caserma dei carabinieri di via Moscova, da dove è partita la nuova indagine volta a capire cosa non era andato in passato.

Si deve però mettere in evidenza una novità importante che arriva dal Tribunale di Pavia: è stata anticipata una parte importante dell’incidente probatorio, la cui conclusione sarebbe prevista per il 18 dicembre prossimo.

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Ignoto X, 11 novembre 2025: le ultime novità su Garlasco

Secondo quanto riferito dall’inviato, non ci sarebbero impronte digitali nell’incidente probatorio attribuibili ad Andrea Sempio. I carabinieri di Moscova stavano analizzando 50 impronte digitali, il nuovo dattiloscopista Giovanni Di Censo (nominato a luglio) ha anticipato parte del suo studio, quello relativo alle impronte digitali da cui potevano emergere esiti importanti.

Ce ne sono due di cui non si era parlato prima, una attribuita a Marco Poggi, presente sulla parte esterna della porta del garage, e una attribuita a un carabiniere, quello che ha messo i sigilli alla casa dopo l’omicidio. Tutte le altre impronte non sono invece attribuibili perché non hanno i 15 marcatori richiesti a livello giuridico per dire espressamente a chi appartengano. Sapere che nessuna di queste sia di Andrea Sempio non può però che fare sensazione. Eventuali impronte del ragazzo nell’incidente probatorio avrebbero potuto essere fondamentali, visto che si tratta di un esame irripetibile, il cui esito avrebbe potuto essere portato in aula se si arriverà a processo.

Non si deve però dimenticare il valore dell’ormai nota "impronta 33" presente sulla scala dove era stato trovato il corpo d Chiara Poggi, che è stata già attribuita dalla Procura all’indagato attuale. Il giudice l’ha però esclusa dall’esame irripetibile, sarebbe comunque discussa in sede processuale (se ci sarà il dibattimento).

Il giornalista ha poi riferito una dichiarazione dei legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che ha letto in diretta: "Relativamente alle ultime notizie come non ci siamo preoccupati di fronte alle indiscrezioni più varie, allo stesso tempo non cantiamo vittoria oggi. Anche se ora si può parlare di un atto processuale e non della sua ipotesi". In aula non sarà quindi possibile parlare di impronte dell’indagato sulla scena del crimine, al netto dell’impronta 33, questo i due avvocati vogliono sottolinearlo.

Rinaldi ci ha tenuto così a sottolineare qualcosa che lui aveva ribadito più volte in merito a questa indagine, ovvero la mancanza di qualcuno che seguisse tutto l’iter per non farsi scappare nessun dettaglio. Questo ci spinge anche a rileggere con attenzione diversa quanto accaduto nel passato.

Le ricerche di Chiara e la versione di Savu

Si è poi tornati a parlare di quello che Chiara aveva memorizzato nella sua chiavetta USB, ci sono dei dettagli che non possono essere sottovalutati. L’8 giugno, quindi poco più di due mesi prima dell’omicidio, lei ha fatto una ricerca su pedofilia, abusi e cocaina, argomenti considerati insoliti per i suoi naturali interessi. Spicca in particolare un articolo in cui si parlava di vittime di preti pedofili in America e un’ nchiesta sulla pedofilia: in quest’ultimo caso l’articolo diceva che "i devianti sono tra noi, hanno le stesse facce e le stesse vite maledettamente normali di tutti gli altri. Siamo noi a credere che il male riguardi gli altri, e invece è lì a un passo da noi".

Quattro giorni più tardi era stata la volta di un articolo sul rapporto tra cocaina e violenza, si dice che "questa droga ha la capacità di liberare aggressività e comportamenti sadici, oltre a una sessualità perversa". Perché si stava interresando a questo? Semplice curiosità o potevano riguardare qualcuno di lei vicino?

Spazio poi a un altro aggiornamento dell’inviato, in merito alle cose mai repertate e inserite nell’incidente probatorio, tra cui la famosa spazzatura che era presente in casa legata alla colazione che Chiara aveva consumato quella mattina. Delle 8 impronte che erano state trovate emerge che 6 di queste sono della vittima, quelle sul sacchetto della spazzatura e dei cereali, le altre non sono attribuibili.

Pur non avendo certezze sulle reali motivazioni, Rinaldi ha messo in evidenza che le ricette fatte dall’allora 26enne siano avvenute in coincidenza con il riavvicinamento con le sue cugine, le gemelle Cappa. Due giorni dopo il delitto Paola aveva invitato a cercare il responsabile tra i suoi ex colleghi di Pavia e quelli attuali a Milano, a suo dire era qualcuno che le aveva fatto avances, lei lo aveva respinto ma aveva preferito non parlarne per paura. La ragazza aveva maturato questa idea perchè anche lei aveva vissuto un’esperienza simile a soli 9 anni, ma ne aveva parlato a genitori e fratello solo quattro anni prima.

Il conduttore ha voluto così tornare su un personaggio di cui si è parlato spesso, Flavius Savu, condannato per un’estorsione a luci rosse ai danni di Don Gregorio Vitali, all’epoca rettore del Santuario della Madonna della Bozzola a Garlasco. Quando era latitante lui aveva sostenuto qualcosa che può essere importante su Chiara: lei sarebbe venuta a conoscenza di un grosso giro di scandali sessuali nel santuario. Le ricerche fatte sono quindi legate a quello?

Recentemente l’uomo ha scritto una lettera a un giornale sottolineando come ritenga giusto scarcerare Alberto Stasi. "Mi sento fortunato per la mia cattura, altrimenti sarei già morto" – ha scritto. Importante la testimonianza del suo avvocato Roberto Grittini: "Lui non avrebbe alcuno sconto di pena rivelando questo, ma non è un mitomane. Credo sia doveroso credergli, per capire se si tratta di un postulato o di un teorema. A me sembra coerente, lui allarga i confini, vedranno gli inquirenti. Non so se si debba andare fuori dall’Italia, ma non lo escludo".


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