Garlasco, caos da Giletti: "Aveva il QI più basso di uno yogurt scaduto?". E De Rensis attacca: "Lui lavora e noi no"

A Lo Stato delle Cose si discute del Dna sulle unghie di Chiara e De Rensis, avvocato di Stasi, replica alle dichiarazioni di Domenico Aiello e Giletti punge

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella nuova puntata de Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti lunedì 8 dicembre, in prima serata su Rai 3, dopo aver visto l’intervista a Liborio Cataliotti, il nuovo avvocato di Andrea Sempio, c’è la discussione in studio e la replica di Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, alle dichiarazioni di Domenico Aiello, legale dell’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti. Ecco cosa è successo a Lo Stato delle Cose.

Lo Stato delle Cose su Garlasco: il Dna sulle unghie di Chiara e la consulenza Linarello

Dopo l’intervista a Liborio Cataliotti, comincia il dibattito in studio sul Dna sulle unghie di Chiara Poggi. Prima di iniziare a discuterne però, l’avvocato Antonio De Rensis commenta le parole dell’avvocato Cataliotti sul Dna: "Sa perché non commento le dichiarazioni dell’avvocato Cataliotti? Perché prima ho sentito un difensore bravo parlare. Lui ha parlato da avvocato, non ha attaccato colleghi con frasi insensate (la frecciata è per l’avvocato Aiello, ndr) e quindi io ho la massima stima per l’avvocato Cataliotti e non commento le sue parole. Posso condividere o meno, ma non ho nient’altro da dire, ha parlato da avvocato bravo".

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Poi Massimo Giletti chiede chiarimenti sulla perizia di Denise Albani, soffermandosi sulla dicitura "contribuzione forte di Andrea Sempio alle tracce" trovate sulle unghie di Chiara. A intervenire è Umberto Brindani, direttore di Gente: "La prima considerazione da fare è che l’Albani ha impiegato 94 pagine per dire che quel Dna è riconducibile alla linea familiare maschile di Andrea Sempio, ma la cosa interessante è che tu, Massimo, sei riuscito a cavare dall’avvocato Cataliotti un’ammissione per la prima volta: lui continua a dire che vale 0,0, però ha anche detto che non esclude la possibilità che ci possa essere la traccia. Sai perché lo dice? Perché l’incidente probatorio è fatto apposta per formare una prova, che il prossimo 18 dicembre andrà ad associarsi ad altri 7 elementi che ha in mano la Procura. Non basta la perizia dell’Albani, perché c’è la traccia 33, le intercettazioni, lo scontrino, la Bpa, il lavoro della Cattaneo…"

La genetista Marina Baldi, consulente di Andrea Sempio, chiarisce: "La frase del ‘moderatamente forte/forte e moderato’ è un predicato verbale, cioè non è il quantitativo né il grado di attribuzione, ma è il peso dell’evidenza che quel Dna abbia una corrispondenza con la Y di Andrea Sempio rispetto al fatto che sia invece una Y di una persona sconosciuta".

La consulenza Linarello, i Dna di Sempio e Stasi e Brindani contro Baldi sullo yogurt scaduto

Poi il genetista Pasquale Linarello parla della sua consulenza, divenuta ancora più rilevante da quando è iniziata l’indagine per corruzione in atti giudiziari, e svela un particolare: "La perizia della Albani cristallizza quello che io dissi nel 2016, ovvero che la traccia del Dna combaciava con quella di Sempio. Non ho fatto quella consulenza perché ero di parte, ho fatto quel lavoro senza conoscere nulla della vicenda, mi è stato chiesto un parere senza avere in mano gli atti. E quando ho deciso di scrivere la mia relazione, ho chiesto i documenti ufficiali e mi hanno informato, ma io il parere l’avevo dato al buio, senza sapere che quelle erano le unghie di Chiara Poggi".

Dopo aver sottolineato che le 3 repliche di De Stefano fatte sul Dna, in realtà, sono delle singole analisi e devono essere considerate tali, chiede: "Quanto è probabile che sulle unghie ci sia solo il DNA compatibile con Sempio e non con tutti gli altri componenti delle famiglia Poggi e di Stasi?". Mentre sul Dna trovato sulla cannuccia dell’Estathé, appartenente ad Alberto Stasi, dice: "Il valore biostatistico del Dna di Alberto Stasi è nettamente inferiore rispetto a quello che la dottoressa Albani attribuisce all’Y della famiglia Sempio". Ma la Baldi ribatte: "Quello di Sempio è un Dna informativo – sia autosomico che la Y -, quindi il calcolo biostatistico che ci dà un’attribuzione estremamente forte è diverso da quello che viene fatto solo con la Y, è molto meno significativo".

Poi viene chiamato in causa Umberto Brindani, che punge la dottoressa Baldi sul post pubblicato su Facebook in cui ha parlato di ‘Yogurt scaduto‘: "In una battuta spiritosa ha definito alcune persone dicendo che hanno il QI più basso di uno yogurt scaduto. Spero non si riferisse a me. Ma la dottoressa Baldi sa bene che nel 2017, intervistata da Alessandro De Giuseppe, ha definito quello stesso profilo del Dna perfetto, ottimo e comparabile. Allora le chiedo: Marina, non è che lei all’epoca aveva il QI più basso di uno yogurt scaduto? O ha cambiato idea?". "Può essere, poi i fermenti migliorano la qualità dello yogurt. Chiaramente molte persone si sono risentite e mi dispiace, ma l’ho detto per una ragione: stiamo cercando di spiegare questi concetti da tempo e sembra che in nessuna maniera si riesca a far comprendere delle cose. Io all’epoca lavoravo con Linarello e avevo visto quel profilo del Dna, che ha dei picchi che sono comparabili perché sono tutti al di sopra della soglia. Io però non ho visto le repliche. Il lavoro che ha fatto De Stefano, le cui ‘repliche’ con quantitativi diversi hanno dato risultati differenti, oggi inficia quel risultato, perché ora sappiamo che dobbiamo fare le repliche, altrimenti facciamo errori", risponde Marina Baldi.

L’avvocato De Rensis contro Aiello: "Solo al mondo dal 1998, non mi spavento facilmente"

Infine, l’avvocato De Rensis, su richiesta di Massimo Giletti, dice la sua sulle parole di Domenico Aiello, avvocato dell’ex PM Venditti, riguardo all’incontro segretissimo che avrebbe avuto con il Procuratore capo Napoleone e altri aspetti: "C’è un giudice delle indagini preliminari che dirige e decide. Qui si è cercato di dipingere il procuratore capo Napoleone come colui che può fare tutto ciò che vuole e decidere tutto ciò che vuole, ma non è così. C’è un giudice molto preparato che si chiama Daniela Garlaschelli che, ad esempio, a novembre ha rigettato un’istanza dell’avvocato Aiello, che chiedeva il trasferimento a Brescia, dicendo che non ha titolo per chiederla e che l’unico caso viene contemplato dall’articolo 12 (dice il Comma preciso e cita pure la modifica della Legge normativa 63, ndr) per eseguire o occultare altri reati e non è questo il caso. Visto che io e la Bocellari facciamo le comparse in tv, voglio farle vedere che in realtà ogni tanto studiamo anche i codici. Quindi c’è un giudice che decide e Napoleone deve passare da questo giudice, che però non è stato attaccato dall’avvocato, Aiello ha attaccato solo la Procura. Perché? Che attacchi il giudice o la Cassazione!".

Massimo Giletti sembra più interessato ad altri argomenti, ma punge comunque l’avvocato Aiello dopo le sue parole sui "palcoscenici molto inginocchiati", anche visto che il programma di Giletti sembra essere proprio uno di quelli che intendeva il legale di Venditti: "Lei lo sa, io di querele ne ho tante, ma quando dice che va (De Rensis, ndr) in palcoscenici molto inginocchiati… non lo so…. Ma non mi importa, è libero di dire quello che vuole. Non perdiamo tempo". E poi si rivolge all’avvocato De Rensis: "Mi parli invece di questi presunti incontri segreti. Se ci ha nascosto una cosa del genere, è molto grave".

Il legale di Alberto Stasi chiarisce la situazione senza alcuna esitazione: "Questa frase l’ho sentita venerdì scorso (a Quarto Grado, ndr), ed è stato detto che io, a più riprese, nei programmi televisivi avrei parlato di questo incontro segretissimo, cosa totalmente falsa. Ma perché si è sbagliato? Perché, a differenza mia e della Bocellari, che facciamo le comparse in TV gratuitamente, lui lavora, quindi non ha tempo per ascoltare e probabilmente gliel’hanno riferito male. Io ho detto che i colloqui con Napoleone non li ho mai fatti da solo e che sono uscito dal Palazzo di Giustizia il 13 luglio 2022, alle ore 13:30, con i cd. Poi, recatomi in studio, alle 18:45, è accaduta una cosa alla presenza di miei avvocati che io ho mantenuto segreta ed è documentata. L’ho riferita il giorno dopo, come qualunque avvocato avrebbe dovuto fare, al Procuratore Napoleone. Questa è una cosa, dire che io ho avuto incontri segretissimi è un’altra, ma è un errore fatto perché lui non ha tempo di seguirci. Non so perché ce l’ha con me, prima di questo provvedimento non lo conoscevo. Voglio tranquillizzare tutti i telespettatori: Siccome sono solo al mondo dal 1998, non mi spavento facilmente".


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