Garlasco in Tv, De Rensis sbotta: “Non mi invitate più”. Scintille in diretta col legale di Cassese: "Non avete niente in mano, ecco la verità”

Ultima puntata estiva di Filorosso in onda il 31 agosto 2026, scontro tra gli avvocati Biscotti e De Rensis, che assistono Cassese e Stasi, sulle prove della Procura

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

L’edizione estiva di "Filorosso" (tornerà ogni settimana dal 23 settembre) si è chiusa con la puntata in onda il 31 agosto 2026, non poteva quindi mancare uno spazio dedicato al caso Garlasco, come avvenuto anche nei precedenti appuntamenti. Presente come di consueto Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, oltre ad altri nomi rilevanti legati all’indagine attuale e non solo.

Garlasco, Filorosso puntata 31 agosto 2026: l’ipotesi revisione di Stasi e le intercettazioni che hanno cambiato tutto

Il primo a dare la sua opinione su quanto accaduto e su quello che potrebbe succedere a breve è Valter Biscotti, avvocato di Gennaro Cassese, che aveva coordinato le indagini all’epoca del delitto di Chiara Poggi e oggi indagato in seguito alle dichiarazioni fatte nel suo interrogatorio. "Ora ci si deve concentrare su quello che sta per accadere, il giudizio della Procura Generale di Milano sulla revisione di Stasi e la chiusura delle indagini preliminari a carico di Andrea Sempio. A mio personalissimo giudizio ho visto raramente che dopo un 415 bis e la chiusura delle indagini preliminari di fatto si riaprono le indagini, questo è un chiaro e inequivocabile segno di debolezza dell’indagine della Procura".

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Importante è però l’osservazione fatta dalla giornalista Rita Cavallaro: "Nel luglio 2022 il Pm Napoleone arriva a Pavia e delega il procuratore aggiunto Venditti a consegnare le intercettazioni alla difesa di Stasi (le aveva chieste in passato prima del suo insediamento senza mai ottenerle, ndr). In quella fase c’erano delle opacità, lui lo sapeva, non è stato mandato a caso a Pavia. Io credo ci sia un grande elefante nella stanza, questa indagine non doveva essere riaperta, oggi sappiamo che quelle intercettazioni avrebbero potuto rivelare quello che sulle carte non c’era, come molti degli atti di tutta l’inchiesta del 2007. L’avvocato de Rensis viene colpito perché questa Procura è così impermeabile rispetto al passato che l’unico modo per salvarsi è delegittimare Stasi e la sua difesa". Interviene Biscotti: "Ma Stasi è stato condannato per omicidio". La giornalista prosegue: "Non importa", ma questo per l’avvocato è inaccettabile: "Non importa? Faccio finta di non aver sentito". La giornalista prosegue nel suo intervento: "Nel momento in cui i giudici si sono basati per la loro decisione su degli atti non corrispondenti al vero quella sentenza per me non vale nulla, lo dico io e sono libera di dirlo".

Biscotti non ci sta: "Devono fare la revisione", per poi rivolgersi a De Rensis: "Lei pensi a fare la revisione, che sono sei mesi che dice: ‘La faremo, vedremo’. Non avete niente in mano, questa è la verità", a questo il collega ribatte: "Ma lei chi è per dire quando la dobbiamo fare? Lei pensi a difendere Cassese. Io e l’avvocato Bocellari verremo a scuola da lei". Cavallaro continua il suo discorso: "Si delegittima la difesa di Stasi sostenendo che la Procura sia al soldo della difesa, paga i Carabinieri e quindi corrompe, si dice che l’avvocato Bocellari è amante del Comandante dei Carabinieri, per poi andare sull’avvocato De Rensis, questa è la realtà dei fatti".

Luciano Garofano, che all’epoca del delitto si era occupato delle indagini da capo dei RIS, preferisce essere però cauto: "Noi stiamo facendo ipotesi su un’indagine non chiusa contro una sentenza passata in giudicato. Dobbiamo aspettare gli esiti, ma anche gli esiti di quello che ha denunciato l’avvocato Cappa, credo che sia indubbio ci siano state delle forzature interpretative, le fonti vanno verificate. Non potrò mai dimenticare quanto Alessandro De Giuseppe in un’altra trasmissione aveva ipotizzato che la pm Muscio avesse telefonato a noi per mettere il sangue sui pedali. Queste sono cose gravissime. Tutto nacque dal fatto che la quantità di sangue sui pedali e quella emersa da un altro reperto, il cucchiaino era di pari entità, è stata fatta un’affermazione gravissima".

Antonino Monteleone non si trattiene: "È una forzatura anche parlare dello scambio dei pedali da parte di Stasi", ma su questo è ancora Garofano a parlare: "I pedali sono stati sostituiti, non scambiati". Il giornalista precisa: "So che è scritto sulla sentenza, ma che quello che è scritto io lo debba trattare come il Vangelo secondo Matteo no". Biscotti continua a essere della sua idea: "Parliamo di un omicidio, c’è una sentenza della Cassazione che annulla le due precedenti sentenze. Se il professor Giarda, che era un maestro del diritto penale, aveva scelto di fare l’abbreviato secco c’è un motivo molto importante". De Rensis risponde: "Che non c’era nulla nell’indagine". Biscotti va avanti per la sua strada: "Il mio interesse è difendere il processo penale come viene insegnato all’università, se c’è una campagna. Se una campagna mediatica può in qualche modo alterare i principi del processo penale è una cosa gravissima". Cavallaro non riesce a stare in silenzio: "Non è la campagna mediatica, è la Procura di Pavia, che sostiene che Stasi non è l’assassino di Chiara Poggi".

I "Non ricordo" di Cassese e l’indagine a suo carico

Monteleone approfitta dell’occasione per sollecitare Biscotti sul suo assistito, visto che il Colonnello Cassese risulta essere indagato perché i suoi "Non ricordo" non sarebbero stati una vera dimenticanza. "E’ un’ipotesi della Procura. Se proveranno il dolo nei suoi ‘Non ricordo’ andrà a processo e sarà condannato, ma ho fortissimi dubbi che questo accadrà". Il legale ribadisce inoltre la sua convinzione sulla debolezza dell’attuale indagine e la spiega: "Se il 23 aprile avvisi la stampa di essere pronto il giorno successivo ad andare in Procura Generale per discutere la revisione è un segno di debolezza. Mi è parsa l’impressione che la Procura Generale di Milano si sia sentita in dovere di fare una conferenza stampa e precisare di non avere chiesto niente e di non volerlo fare senza avere letto le carte. Mettiamo che tra una decina di giorni la Procura Generale di Milano evidenzi l’assenza di presupposti per la revisione… La difesa può fare la domanda, ma non va da nessuna parte, la situazione è già debole".

A questo non può che ribattere De Rensis con la sua consueta ironia: "Faccio un appello a tutti i conduttori italiani, non invitatemi più, invitate per il prossimo anno l’avvocato Biscotti così pareggia e sana il periodo in cui non ha potuto parlare. Io vado a giocare a golf, ho tante cose da fare", Biscotti accetta: "Non è una brutta idea, vada a giocare a golf", De Rensis replica ancora: "Lei è di un’educazione esemplare, mi piace, è un altro di cui mi potrei innamorare".


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