Garlasco in Tv, la cornetta può essere la svolta. De Rensis: "La dinamica che ha portato in carcere Stasi va ridisegnata"

Salvo Sottile ha dedicato ampio spazio a Garlasco nella puntata di Far West del 31 marzo 2026, con attenzione all'orario della morte di Chiara Poggi e alle indiscrezioni sulla BPA

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Il delitto di Garlasco è uno dei temi come di consueto di "Far West" nella puntata in onda martedì 31 marzo 2026, dove si punta a fare luce su quanto sta emergendo nella nuova indagine, che vede indagato Andrea Sempio per concorso in omicidio.

Garlasco, Far West puntata 31 marzo 2026: l’ora della colazione di Chiara Poggi

Salvo Sottile interroga subito il medico legale Giuseppe Fortuni, in merito al suo pensiero sulla possibilità che Chiara Poggi sia morta almeno mezz’ora dopo la colazione (secondo quanto trapela dalla consulenza Cattaneo): "Ci possiamo agganciare ad alcuni dati statistici, c’è la migrazione di alcune cellule bianche che arrivano sulle ferite solo dopo mezz’ora fino a un massimo di un’ora, questi c’erano su alcune ferite, poi cessano di migrare quando il cuore si ferma. Questo vuol dire che sono passati almeno 30 minuti, forse anche di più".

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Non possiamo essere certi che Chiara avesse davvero finito di fare colazione, ma non possono che suscitare dubbi due cucchiaini trovati nel lavello, che non sono però mai stati analizzati. Di questo parla Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Noi abbiamo il lavaggio fatto di quello che presumibilmente è stato utilizzato la sera prima, poi ci sono i due cucchiaini, sono aperte tutte le ipotesi, possono essere stati usati dopo avere lavato i piatti, la mattina, ma forse andavano esaminati. E forse è retorico".

Presente in studio Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, convinto che Chiara abbia avuto una discussione con Stasi in cucina, dove sarebbe iniziata l’aggressione: "Noi abbiamo rinvenuto elementi oggettivi che ci consentono di posizionare non solo la discussione, ma anche una fase violenta in cucina, nello spazio di attraversamento della porta che dalla cucina porta al soggiorno. È oggettiva la presenza del DNA del condannato sull’Estathè, questo si unisce ad altri elementi che a oggi hanno portato alla condanna". Interviene De Rensis: "È un dato oggettivo anche che nessuno può sapere, se non Alberto Stasi, che lo ha dichiarato al Procuratore Napoleone, quando ha bevuto il thé. Se parliamo di dati oggettivi vanno analizzati nella loro completezza".

Fortuni dice la sua sul piano medico legale: "Statisticamente parlando il momento di massima probabilità del decesso è quello delle ore 11, con una forbice va da un’ora-un’ora e mezza prima o dopo, più ci allontaniamo più la possibilità è minima. Il suo è il contenuto gastrico di un piccolo pasto completamente digerito, risale ad almeno mezz’ora prima, ma probabilmente anche di più".

De Rensis prova ancora a ricostruire cosa sarebbe accaduto il 13 agosto 2017: "Sono contento di come si stia svolgendo il dibattito, nel rispetto delle posizioni di ognuno (il riferimento è alla lite con Garofano in TV della sera prima), C’è un altro dato oggettivo, parte della colazione è stata fatta sul divano, la ragazza potrebbe essere stata sul divano, potrebbe avere smesso di mangiare per il sopraggiungere di qualcuno, quello lo dicono i resti della colazione".

Redaelli fa una precisazione ulteriore sulla colazione: "Si è fatto l’incidente probatorio perché si pensava che quella fosse l’ultima colazione di Chiara, altrimenti non credo che la Procura lo avrebbe proposto". Il legale ricorda un aspetto spesso trascurato: "L’orario della morte da parte della Procura è stato a processo in corso retrodatato in maniera consistente e super circoscritta, non possiamo dire il contrario".

Sottile conclude il discorso con una frase eloquente: "Se Chiara Poggi avesse fatto colazione con l’assassino quello non potrebbe essere Alberto Stasi", in riferimento evidentemente all’alibi del ragazzo, al computer dalle 9.36.

Le indiscrezioni sulla BPA dei RIS di Cagliari

I RIS di Cagliari hanno da tempo consegnato la loro BPA, volta a ricostruire dinamica e responsabilità dell’omicidio sulla base delle macchie di sangue, iniziano a emergere alcune indiscrezioni a riguardo. Si confermerebbe la presenza di un solo aggressore, che avrebbe usato una sola arma con superfici diverse. Una delle ipotesi più attendibili potrebbe essere quella di un martello da carpentiere, caratterizzato da due lati diversi, uno battente e l’altro affilato e tagliente, un utensile simile sarebbe sparito da casa Poggi. L’assassino avrebbe inoltre sferrato l’ultimo colpo quando la vittima si trovava già sulle scale che conducono al garage, non più davanti alla porta a libretto che conduce a queste, come si era detto all’epoca.

Sottile interpella Fortuni in merito all’arma che potrebbe essere stata utilizzata: "Ci sono lesioni da contundente, dipese dalla parte battente dello strumento, lesioni da fendente, che non corrispondono a questa coda di rondine. Forse può essere più adatto un martello da muratore, che ha una lama verticale opposta a quella battente, opposta alla lama. C’è una lesione da punta sopra l’orecchio, che non corrisponde a nessuna delle parti di quel martello, difficile pensare a un unico oggetto, ma sicuro non è quello a coda di rondine".

Questo il pensiero di Redaelli: "Ci rimettiamo ai medici legali, io non lo sono, non posso aggiungere altro. La ferita sopra l’orecchio sinistro è di circa 5 millimetri per 2 millimetri, da quell’orecchio lei ha perso l’orecchino di perla, con un ago, quello che entra nel lobo, di una certa consistenza, rinvenuto sulle scale in prossimità del corpo. Occorre considerare a mio giudizio che la lesione possa essere dovuta anche a questo monile". De Rensis ha però sempre riferito di credere che sulla scena del crimine ci fossero più persone, le indiscrezioni sul lavoro dei RIS non lo portano a cambiare idea: "Io penso che sul posto ci fosse più di una persona, non vuol dire che abbiano fatto le stesse cose, siano entrate nello stesso momento e siano uscite insieme. Per la tipologia dell’aggressione essendo in una casa con giardino, come quella in cui abito io, se mi trovo in una stanza con la porta verso il giardino e qualcuno inizia ad aggredirmi (credo che la professoressa Cattaneo smentirà l’idea apertura-aggressione) istintivamente cerca di uscire fuori. Se avesse provato a farlo in presenza di un aggressore non gigantesco, visto che Stasi è di media-piccola corporatura, l’aggressione sarebbe forse avvenuta verso la porta esterna".

A dibattito in corso sopraggiunge in collegamento il generale Garofano, che conferma la sua teoria in merito al martello come possibile arma del delitto: "Ho trovato parecchia letteratura, soprattutto un lavoro recente di un medico legale giapponese, che ha dimostrato che la parte laterale può arrivare in modo strisciante creando le lesioni che Chiara aveva sulle palpebre. Se arriva invece con lo spigolo può creare la lesione circolare trovata sulla tempia sinistra. Non sono un medico legale, ho assistito a parecchie autopsie, ho trovato questo lavoro interessante, è una proposta che faccio e che ritengo affidabile".

De Rensis ricorda un altro elemento che non tutti hanno preso in considerazione: "C’è un altro elemento che la BPA credo ci risolverà, la macchia di sangue sotto la cornetta del telefono. Se dovessero accertare che la cornetta non fosse attaccata, la dinamica che ci ha portato in carcere credo vada ridisegnata. O è stato un estremo tentativo di chiedere aiuto o, forse, qualcuno l’ha staccata per evitare che qualcuno chiamasse e non ci fossero risposte. Ma aspettiamo i RIS". Sottile vuole sapere l’opinione di Garofano, che si era occupato dei rilievi all’epoca con i RIS di Parma: "Per noi rimane quello che abbiamo costruito. Se osserviamo tutte le macchie nella parte inferiore del muro e il mobiletto del telefono, c’è uno sciame di macchie che hanno le stesse dimensioni e la stessa direzione, dal basso verso l’alto. Se vediamo quanto è arcuata la cornetta ci accorgiamo della presenza di uno spazio idoneo per far passare una di queste macchie che provengono dai colpi ricevuti da Chiara (De Rensis scuote la testa mentre lui parla, ndr). Ci accorgiamo quindi con certezza scientifica che quelle tracce sotto la corretta sono compatibili con lo stesso sciame". L’avvocato non è convinto: "Se la cornetta fosse stata attaccata la macchia si sarebbe frastagliata, ci sarebbe stato un minimo impatto. Questo a mio modesto avviso, che sono un avvocato".

La posizione di Andrea Sempio

Si passa all’attuale indagine nei riguardi di Andrea Sempio, con riferimento ai messaggi che la mamma avrebbe scambiato con un amico vigile del fuoco, che potrebbero far pensare che a Vigevano a prendere lo scontrino del parcheggio sia stata lei. Ad alimentare la teoria sarebbero i contatti tra i due amici la sera prima del delitto, forse per organizzare un incontro. Di questo parla l’indagato: "La vicenda ha messo a dura prova mia mamma da un anno, non si è sentita bene all’interrogatorio, ma non per la domanda legata allo scontrino. Le persone pensano che siamo dentro a una soap opera, non comprendono che siamo dentro a una vicenda reale. Mia mamma ha sempre detto di essere stata a Gambolò e avere trovato il negozio chiuso, ennesimo tentativo di montare una cosa ed ennesimo tentativo andato male".

La giornalista Rita Cavallaro fa un’osservazione: "Il racconto della mamma è al minuto, dice di essere partita alle 8 e tornata alle 9.58, da Gambolò a Garlasco sono 15 chilometri, il tempo è un po’ lungo se ha trovato il negozio chiuso".

In chiusura Sottile si concede uno scambio di battute con De Rensis, dopo avere notato l’impossibilità di riprendere il collegamento con Garofano. Il giornalista dice: "Il generale non c’è più in collegamento, volevo metterlo a confronto anche per cercare di fare da paciere, visto quello che è successo…" (il riferimento è alla lite a "Lo Stato delle Cose, ndr). De Rensis replica: "Ma io non ho litigato con nessuno, anche se sono maleducato non ho litigato con nessuno" Sottile dice ancora: "Ma no, sono cose che si dicono", a questo il legale ribatte: "Ho già dimenticato". Questa la conclusione di Sottile: "Speriamo che sia dimenticato anche per il Generale".

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