Garlasco in Tv, Sottile: "Mettono in cattiva luce Alberto Stasi". De Rensis sbotta: "Troppo fumo negli occhi"

La puntata di Far West di lunedì 20 gennaio 2026 ha dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, tra nuova dinamica e movente, nel mirino dei Poggi c'è ancora Stasi: ecco cosa è successo

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Redazione

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Salvo Sottile ha dedicato ampio spazio , al delitto di Garlasco nella prima puntata di "Far West" del 2026, che va ora in onda di martedì, a partire dal 20 gennaio, provando a fare il punto sulle indagini, ma cercando anche di capire cosa potrà accadere a breve. È trascorso quasi un anno dalla riapertura dell’inchiesta, ma stiamo assistendo a un nuovo colpo di scena, la famiglia Poggi ha messo in campo i suoi periti nella convinzione che il colpevole sia solo chi è già stato condannato e si trova in carcere da dieci anni, Alberto Stasi.

I legali di entrambe le parti, Poggi e Stasi, si stanno rispondendo a colpi di comunicati, come se non ci fosse un altro indagato, Andrea Sempio, che quasi tende a essere dimenticato nonostante la Procura sia di diverso avviso, visto che è ancora indagato per concorso in omicidio.

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Garlasco, Far West puntata 20 gennaio 2026: la consulenza dei periti cambia tutto

Si parte con un servizio incentrato su foto e video porno che erano presenti sul PC di Alberto Stasi, che sarebbero stato visti da Chiara la sera prima del delitto mentre si trovava nella sua casa a Garlasco in attesa del ritorno del fidanzato, che era tornato nella sua abitazione per circa quindici minuti. O almeno questa è la posizione dei periti incaricati dalla famiglia Poggi di esaminare il computer.

I periti informatici Porta e Occhetti sostengono che lei quella sera avesse scaricato le foto del fidanzato appena tornato da un viaggio a Londra, oltre ad alcune cartelle presenti sul dispositivo, ma senza accedere ai file pornografici. Di diverso avviso è invece il nuovo consulente dei genitori della vittima, Fabio Falleti, che ha sfruttato nuovi tool informatici per analizzare la copia forense: "Alle 21.53 c’è un salvataggio della tesi fatto da Alberto Stasi. Si pensa che questo salvataggio sia vicino a quando i due ragazzi sentono una macchina sgommare nei pressi della casa, cosa che li spinge a uscire fuori per controllare. Poco dopo Stasi va a casa sua, Chiara resta sola con il dispositivo di Alberto, fa un salvataggio alla tesi per metterla in sicurezza, poi inserisce una sua chiavetta, intorno alle 21.58. A quel punto inizia la sua navigazione sul PC, prima viene aperta la cartella "Animali", successivamente alle 22.00 dalla nostra analisi la cartella "Militare". Dalle anteprime si possono scorrere le immagini porno, così da capire benissimo il contenuto di quella cartella. C’è un altro dato importante da sottolineare, la foto aperta da Chiara la sera è la prima foto aperta da Alberto Stasi la mattina appena accende il computer. Il nostro risultato è ripetibile al 100%".

Salvo Sottile chiede subito il parere a riguardo ad Antonio De Rensis, legale di Stasi, visto che questa consulenza di parte rimetterebbe in discussione tutto, oltre a "mettere in cattiva luce il suo assistito", sottolinea. L’avvocato non esita a rispondere: "Chiedo scusa se ho gli occhi arrossati, c’è troppo fumo negli occhi. Siamo di fronte a ricostruzioni che nessuno ha visto o letto, sono proclami, si proclama di avere scoperto qualcosa, presto si scoprirà che non si è scoperto niente, è questione di poco. È stupefacente che le presunte consulenze che non sono depositate e che nessuno ha letto generino certezze, mentre tutte le consulenze della Procura, dei RIS, di Previderè generano incertezze perché ricordano gli asini che volano. Se per qualcuno questo è lo stesso metro di giudizio".

Il giornalista è interessato a conoscere a riguardo il parere del generale Garofano: "L’avvocato ha ragione, noi abbiamo una consulenza che deve essere depositata, ma dalle parole del dottor Falleti sembra che quei risultati siano acclarati. Secondo quanto dice, questi sarebbero risultati acquisiti da software open source allora non disponibili, che aprirebbero uno scenario completamente diverso nella vicenda. Se vero, colmerebbero la mancanza che era presente nelle sentenze, dove non era stato individuato il movente"

De Rensis replica: "Io immagino che avremo sorprese anche per questo software, non credo provenga dalla NASA. Ne parleremo a tempo debito". La giornalista Cavallaro sottolinea inoltre come i due fidanzati parlassero della possibilità di scaricare filmini porno da Internet, quindi con altri attori, segno di come lei fosse informata di tutto. A questo aggiunge una considerazione: "Fidiamoci della consulenza dei Poggi, ma a che serve visto che Alberto Stasi è stato condannato e l’ergastolo non glielo possiamo dare?". A questo risponde De Rensis: "Come per le altre persone, ci sarà Stasi bis, tris, qualcuno lo sta processando di nuovo, solo la Procura è in un grande silenzio. In generale quando c’è tanto silenzio se io sono indagato mi preoccupo, non credo che la Procura non ascolti quello che viene detto, ma risponde con il silenzio. Forse perché dietro quei silenzi ci sono dei fatti, dobbiamo solo aspettare, ma non tanto".

Alle nuove osservazioni di De Rensis risponde ancora Garofano: "Parallelamente al momento c’è un’indagine tradizionale, che spesso conta di più di quella scientifica. L’indagine della Procura di Pavia secondo me mirava a individuare una seconda verità oltre a quella giudiziaria, noi dobbiamo accettare tutti i contributi nella direzione di una verità che fa bene a tutti, alla famiglia Poggi, ad Andrea Sempio e ai cittadini, che perdono fiducia nelle istituzioni"

L’avvocato risponde, manifestando di avere massimo rispetto per la Suprema Corte: "Prego il Signore che nessun mio assistito sia condannato con dei condizionali. Le motivazioni devono dare indicativi, ‘è accaduto, si è appurato, non potrebbe essere successo o potrebbe aver visto’. Questo è molto al di sotto del ragionevole dubbio".

La nuova ricostruzione del delitto di Chiara Poggi

Si procede parlando della nuova ricostruzione del delitto effettuata dai consulenti dei Poggi, secondo cui tutto sarebbe partito in cucina visto che qui si trovava l’Estathé, sulla cui cannuccia c’è il DNA di Stasi. Sottile chiede a Garofano se sia d’accordo, visto che all’epoca lui aveva dato una versione diversa: "Io ho rispetto di tutti i contenuti, ma noi non abbiamo concluso così. In cucina c’era solo una traccia minima che non giustificava un’aggressione, al capo avrebbe proiettato delle macchie di sangue più grosse, che non c’erano. Poco cambia, le fasi essenziali sono state in soggiorno, in corridoio e dove c’erano porta a soffietto e scala". Arriva così l’opinione di De Rensis: "Sappiamo che la sera prima la spazzatura non è stata gettata, ci sono i cartoni della pizza. Alberto nel suo interrogatorio ne ha parlato, visto che lui si fa sempre interrogare, lui non ha escluso di avere bevuto l’Estathé la sera prima. Se ipotizziamo che l’inizio dell’aggressione sia avvenuto in cucina noi ipotizziamo anche la durata, cosa che però non sappiamo. Chi ci dice quanto sia durato il litigio se c’è stato? I 23 minuti comprendono il percorso in bicicletta imbrattato di sangue con arma e asciugamani, il tempo in casa rimane pochissimo. L’inizio dell’aggressione in cucina per me rimarrà un’ipotesi. Voglio vedere depositati i monili, ma secondo me non lo faranno. Questa smentisce la perizia Testi, che è a fondamento della condanna di Stasi".

Sottile fa poi una domanda al genetista Ugo Ricci: "È scientificamente possibile dire che Alberto fosse lì quella mattina in virtù della presenza del suo DNA sull’Estathé?". Lui risponde: "Certamente no, il DNA non può datare l’epoca di deposito di un campione. Non sappiamo quando sia stato lasciato su quella cannuccia".

La redazione di "Far West" ha avuto modo anche di sentire l’avvocato Compagna, legale di Marco Poggi. "La verità su Alberto Stasi si è svelata progressivamente, per capire cosa è accaduto bisogna seguire le varie tappe. Il valore della prova indiziaria deriva dalla tenuta di eventuali ipotesi alternative, se non ci sono quel dato indiziario acquista una forza che è processualmente insuperabile, ovvero quello che è avvenuto rispetto alla falsità del racconto di Stasi. Lui ha raccontato di essere entrato di corsa, al buio, ma era un racconto falso, non abbiamo trovato le impronte, né tracce ematiche sulle scarpe, né sangue sul tappetino dell’auto, difficile immaginare un’altra spiegazione se le sue parole sono false. Se può raccontare della presenza della ragazza sulle scale in quelle condizioni senza essere entrato in casa significa che sa quelle cose per averla uccisa alcune ore prima. Per quanto riguarda il DNA sulle unghie, i risultati sono sempre gli stessi, dal punto di vista della corretta metodologia scientifica non possiamo usare questi dati. Se li vogliamo utilizzare, il supporto dei dati è moderato. È comunque impossibile stabilire con questi quantitativi se quel DNA deriva da un contatto diretto o indiretto, oltre a non avere valore indiziante".

In merito alle parole di Compagna viene interpellato Ricci: "La progressione delle consulenze negli anni ha portato alla perizia Albani. Abbiamo assistito a interpretazioni altalenanti, la sua perizia pone definitivamente il parere di un perito, quindi sopra le parti, dice che il DNA del condannato non è presente, questo è categorico e lo potevamo già avere nel 2014. Ci dice poi che l’aplotipo Y dell’indagato non può essere escluso su due unghie, questo è sancito dalla perizia".


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