Garlasco, l'Estathé e l'ipotesi di manomissione della spazzatura. Garofano sbotta: "Notizia senza fondamento, ora basta"
Luciano Garofano replica con durezza a chi sostiene che la spazzatura di casa Poggi sia stata modificata nella vecchia indagine su Garlasco per avere indizi contro Stasi

Il delitto di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione da parte dell’opinione pubblica, oltre che da parte degli addetti ai lavori, a poche settimane dalla fine dell’indagine, che vede Andrea Sempio accusato dalla Procura di Pavia, convinta che sia lui l’assassino di Chiara Poggi. Gli errori commessi nella vecchia inchiesta appaiono sempre più evidenti, uno di questi sembra riguardare l’Estathé, uno degli acquisti che la vittima aveva fatto pochi giorni prima di morire.
Garlasco, il "giallo dell’Estathé" e la risposta di Luciano Garofano
In occasione dell’ultima puntata di "Zona Bianca", andata in onda giovedì 30 luglio 2026, si è provato a fare chiarezza su uno degli elementi più discussi che fanno pensare ancora una volta ai numerosi errori commessi nella vecchia indagine relativa al delitto di Garlasco. Il riferimento è al’Estathé, oggetto emerso recentemente nella spazzatura di Chiara Poggi, dove è stato rinvenuto il DNA di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e condannato per l’omicidio pur essendosi sempre dichiarato innocente.
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Entra nel canale WhatsAppLa presenza del materiale genetico del 42enne ha rappresentato una conferma della sua colpevolezza da parte di chi continua a non avere dubbi sulla sua condanna, ma restano comunque degli aspetti poco chiari. Quel DNA, infatti, risulta essere quantomeno anomalo, visto che non ci sono le sue impronte digitali sul bicchiere, c’è il suo DNA ma non la sua saliva. Non è però finita qui. Ci sono infatti anche altri quattro bicchierini integri di thé nel frigo, con caratteristiche però differenti rispetto a quello rinvenuto nel cestino, incongruenza che fa pensare a due lotti diversi, sarebbe quindi impossibile che tutti derivino dall’acquisto che la 26enne aveva fatto pochi giorni prima del delitto.
Ad alimentare ulteriormente le perplessità ci ha pensato l’autore Tv Luigi Grimaldi, che lavora da tempo al caso, avanzando un dubbio che, se confermato, avrebbe davvero del clamoroso: "Fino al 3 ottobre 2007 non c’è traccia di quell’immondizia, niente che attesa che prima di quella data il barattolino fosse nel secchio. Prima del 3 aprile quel barattolino non esiste, non c’è traccia, né come fotografie, né come scrittura. Il mio sospetto è che a un certo punto servisse una prova forte contro Stasi, che rimediasse all’epic fail della sua prima scarcerazione (l’immobile era comunque sequestrato, ndr)".
A rispondere in maniera decisa a Grimaldi ci ha pensato Luciano Garofano, che all’epoca del delitto era a capo dei RIS, provando a smorzare questa teoria.
"La bufala dell’Estathé è l’ulteriore, perversa invenzione di chi, senza alcuna prova né approfondimento, tenta di gettare altro fango sugli inquirenti del 2007 – ha detto in un post pubblicato sul suo profilo Instagram -. Si alimentano disonestamente, in piena libertà, senza alcuna dignità, sospetti di falsi e manipolazioni del tutto inesistenti, che purtroppo hanno però facile presa sull’opinione pubblica. Converrete con me che sono accuse gravissime, di cui chi le diffonde si dovrà assumere ovviamente tutta la disponibilità personale e penale. Perché vetete, la realtà dei fatti è molto più semplice. Basta avere un minimo di informazione per sapere che la grafica delle confezioni e il codice di lotto della produzione possono divergere, sia a seguito di normali variazioni di produzione, sia per acquisti effettuati in momenti diversi. Vi lancio e vi lascio una riflessione, nessuno ha mai approfondito e cercato un confronto per la notizia dell’Estathé. Perchè la notizia va bene così. Clamorosa, ma totalmente priva di fondamento. Direi che è il momento di dire basta. Chi, come Grimaldi, dà spazio in modo seriale a queste gravissime infamità, e tutti gli altri che lo seguono a ruota sui giornali, sui social, sulle televisioni, lavora costantemente, sappiatelo, per fuorviare l’opinione pubblica e continuare a offendere la memoria di Chiara Poggi e la sua famiglia, senza alcun approfondimento, senza alcuna prova, senza alcun riscontro, senza alcun verbale. Grazie della vostra attenzione".
