Garlasco, l’errore che ribalta le indagini e la rabbia degli avvocati di Stasi: richiesta choc dopo lo scontro in tv
Con il comunicato della Procura sulla contaminazione della garza si aprono nuovi scenari: De Rensis e Bocellari pronti a chiedere la revisione della condanna

Si apre una nuova fase per il delitto di Garlasco. Con il comunicato della Procura di Pavia (che ha stabilito che la garza utilizzata sul corpo di Chiara Poggi è stata contaminata solo in sala autoptica), infatti, si spalancano nuovi scenari per il caso più discusso della cronaca nera italiana. La caduta dell’ipotesi di Ignoto 3, tuttavia, non fermerà gli avvocati di Alberto Stasi, pronti a chiedere una revisione della condanna. Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, la verità sulla contaminazione
Le indagini sul delitto di Garlasco sono arrivate (forse) a un punto di svolta. Nella giornata di oggi, infatti, il comunicato della Procura di Pavia ha confermato che l’ormai famigerata garza utilizzata per estrarre materiale biologico dalla bocca di Chiara Poggi è stata contaminata. Il tanto discusso DNA maschile di ‘Ignoto 3’, tuttavia, non sarebbe altro che frutto di un errore avvenuto solo in fase di autopsia. La contaminazione, in sostanza, sarebbe del tutto involontaria e riconducibile al cadavere di un giovane che con Chiara ha condiviso solo la sala autoptica. "Il comunicato della Procura di Pavia conferma la convinzione da sempre espressa dal nostro consulente: si è trattato di una palese contaminazione. Se si guardano i dati e non le suggestioni ogni passaggio conferma, anche se non ve ne era bisogno, la responsabilità di Stasi" ha dichiarato ad Adkronos Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi.
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Entra nel canale WhatsAppLa reazione degli avvocati di Alberto Stasi: cosa faranno
Dopo che la Procura di Pavia ha fatto chiarezza sulla chiacchieratissima contaminazione della garza, dunque, il caso Garlasco sta per entrare in una nuova fase. Il comunicato, tuttavia, non fermerà la difesa di Alberto Stasi. "Chi accoglie con favore la contaminazione, dimentica che questi gravissimi fatti compromettono in radice le valutazioni svolte nel processo a carico di Stasi e sono già di per sé idonei ad ottenere una revisione della sua condanna" hanno spiegato Giada Bocellari e Antonio De Rensis, aggiungendo: "I diligenti accertamenti svolti dalla Procura di Pavia ed il relativo esito comunicato stamattina evidenziano un fatto gravissimo che, a prescindere dalle ulteriori iniziative che si valuteranno di assumere, dimostra, ancora una volta, la totale inaffidabilità degli accertamenti svolti nel 2007, che si somma a tutti gli ulteriori errori commessi ed emersi negli ultimi mesi".
