Garlasco in TV, Eleonora Daniele gela l'ospite in diretta: "Non invito gente che apre la bocca e da fiato, hai sbagliato"
Tensione in diretta sul caso Garlasco: tra richiami, precisazioni e parole durissime, il confronto a Storie Italiane accende il dibattito e mette al centro il ruolo dei periti.

La puntata odierna di Storie Italiane si è trasformata in qualcosa di molto più di un semplice approfondimento sul caso Garlasco. Quello che doveva essere un confronto tecnico sul materiale informatico è diventato uno scontro verbale diretto, con toni sempre più accesi e una tensione che ha attraversato lo studio in più momenti. Al centro, l’intervento deciso di Eleonora Daniele contro Massimo Lugli.
Il video di Sempio e l’avvio del confronto
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Entra nel canale WhatsAppLa discussione prende avvio parlando del video con Sempio da giovane rinvenuto sul pc di Chiara. In studio sono presenti l’ex maresciallo dei Carabinieri Marchetto e i periti informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti. Fin dalle prime battute, il clima appare teso, soprattutto quando la conduttrice interviene sulle osservazioni di Massimo Lugli, che vengono percepite come ripetitive. Eleonora Daniele lo interrompe e, visibilmente contrariata, afferma: "Cioè, non so, ogni volta che tu racconti una cosa, no? Qui pasticciacci, come li hai chiamati, brogliacci. Pastrocci?. Pastrocchi. E qua c’è un pastrocchio, dall’altra parte c’è un altro pastrocchio. Ma perché?".
La replica di Massimo Lugli e la questione delle indagini
La risposta di Massimo Lugli non si fa attendere. L’opinionista cerca di spiegare la propria posizione: "Non è perché stiamo esagerando. E poi comunque quando si indaga… Non è vero che si indaga a 360 gradi. Si indaga su una pista. È come sparare al bersaglio. Noi qui stiamo facendo esattamente l’opposto. Se stringe la rosa e si va verso il centro. Non si parte dal centro e si va fuori. Perché così, quando facciamo le cosiddette indagini a 360 gradi…". Il tentativo di intervento di Bacco viene subito interrotto, mentre Lugli prosegue: "Dai che mi interrompo".
I numeri di telefono e lo scontro frontale sul caso Garlasco
Il dibattito si sposta poi sul tema dei numeri di telefono e delle verifiche effettuate. Lugli sostiene: "Allora, io sostengo che tante cose di cui adesso si stiamo scandalizzando probabilmente sono prassi reale. E poi, chi l’ha detto che tutti i numeri non sono stati attenzionati? Avranno dato un’occhiata a questa rubrica…". A questo punto Eleonora Daniele reagisce tra lo sconvolto e la risata: "Ma chi l’ha detto? L’ha detto il perito, stiamo parlando del perito". La risposta di Lugli è altrettanto netta: "Non è che qualunque cosa dicano è il Vangelo".
La frase che fa esplodere la tensione a Storie italiane
Il momento più duro arriva quando Lugli pronuncia parole che fanno perdere la pazienza alla conduttrice: "Se avessimo qui il procuratore, allora forse avremmo una risposta. Perché non è che chiunque si alza e apre bocca gli dà fiato. Io non ci sto". Eleonora Daniele interviene immediatamente e, con tono fermo, replica: "Scusami, però io non invito gente che si alza e che apre bocca gli dà fiato. Perdonami, magari hai sbagliato trasmissione. Io non invito gente che apre bocca".
Il ruolo dei periti e le precisazioni finali di Eleonora Daniele
Nel tentativo di riportare ordine, la conduttrice prova a dare spazio ai tecnici: "Vogliamo fare rispondere Porta?". Il perito spiega: "Io direi a Lugli di prendere i verbali dove ci sono questi numeri e confrontarli con la rubrica del telefono che abbiamo estratto noi nel 2009. Dopodiché, se manca qualche numero, si vede chiaramente da quei verbali lì". Palmegiani sottolinea: "Volevo chiarire che è del Tribunale. L’ingegner Porta è del Tribunale, non è di parte. Non è irresponsabile dell’indagine, ma non puoi dire che sono due che si rialzano la mattina e danno fiato alla bocca". A chiudere, ancora Eleonora Daniele: "Scusami Massimo, questo non te lo permetto. Perdonami, stiamo parlando di due professionisti serissimi. E disinteressati sulla vicenda perché non fanno parte processuale. Quindi, alla fine, la loro autorità deriva da un ruolo che hanno all’interno della vicenda".