Garlasco in Tv, "Programma colpevolista", l'attacco di Cataliotti a Berlinguer e Stasi. L'ira della giornalista e De Rensis

Animi tesi a E' Sempre Cartabianca martedì 23 giugno 2026, Cataliotti non accetta le critiche rivolte a Sempio, per questo attacca il programma e Alberto Stasi, repliche accese

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultima puntata stagionale di "E’ Sempre Cartabianca", in onda martedì 23 giugno 2026, proprio per questo come già accaduto nelle ultime settimane si è scelto di dedicare uno spazio al caso Garlasco, con un’attenzione particolare all’andamento dell’attuale indagine e ai protagonisti coinvolti.

Garlasco, E’ Sempre Cartabianca puntata 23 giugno 2026: cosa è successo

Bianca Beringuer interroga subito Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, in merito alle condizioni della mamma del suo cliente, che una settimana fa ha tentato il suicidio: "Mi risulta che le condizioni siano stabili, il problema è psicologico, un gesto suicidiario ha matrici psicologiche, è la malattia più difficile da debellare quella che attinge alla psiche. Il rischio che ci ricaschi è grosso, per questo il mio appello, che sembra poco utile, a moderare i toni. Approfitto per dire di avere saputo che anche la parte avversa ha subito offese, il mio appello riguarda tutti, ci sono tifoserie, tutti devono abbassare i toni".

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La conduttrice ci tiene a commentare: "Questa cosa della tifoseria è insopportabile, i social sfuggono a ogni controllo. Da giornalista mi auguro che questo clima che si è creato non continui, altrimenti a settembre la situazione potrebbe peggiorare, ci si dividerà ancora di più come un tifo da stadio, invece che una storia importantissima in cui una ragazza ha perso la vita. Abbiamo una persona come Alberto Stasi, che ha fatto dieci anni di carcere, forse da innocente, mentre un’altra, Andrea Sempio, rischia di essere condannato senza che ci sia una prova importante che ci dice chi sia il colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio".

De Rensis dice la sua: "Io e la mia collega dall’inizio di questa vicenda abbiamo dato un chiaro messaggio, non abbiamo mai commentato le parole dei familiari. Io sono stato investito da apprezzamenti riprovevoli fatti da protagonisti di questa vicenda ho perdonato e capito che ci sono toni usati perché lo stato d’animo non è sereno. Quello che ha detto il collega è assolutamente giusto, ma mi faccia rimarcare che nel 2007 c’è stato un linciaggio nei confronti di Alberto Stasi, fatto in maniera diversa perché non c’erano i mezzi di comunicazione di adesso, ma l’attenzione mediatica era universalmente colpevolista, tanto è vero che ancora si ricordano le voci isolate di qualche suo collega, come il direttore Feltri, che da solo insieme ad altri due o tre difendeva Alberto. Questa è una storia, come dico sempre, piena di dolore, ma non comincia oggi, il 13 agosto, quando hanno ucciso Chiara".

La conduttrice chiede a Cataliotti se a suo giudizio tuta la famiglia Sempio non si sia esposta troppo mediaticamente, sia i genitori, sia il figlio, che non ha mai risposto alle domande dei giudici, ma è andato in Tv tante volte. "Temo che questo programma stia assumendo un programma marcatamente colpevolista", dice, ma Berlinguer ribatte: "No, per me questo li ha esposti di più a queste reazioni".

Il legale replica: "Non rispondere a un magistrato è una facoltà sacrosanta riconosciuta all’indagato, in questo caso suggeritagli dai difensori. Le interviste fatte da Sempio sono state all’insegna della correttezza, educazione, chiarezza, trasparenza, non ha avuto una parola fuori luogo quanto ad accuse ad altri, ha risposto a tutte le domande, non è mai stato pagato, così come il sottoscritto. Lui ha rappresentato la sua versione, su suggerimento dei difensori non ha risposto alle domande dei magistrati, che vertevano al 95% su argomenti tecnici sistematicamente sconfessati dalle nostre consulenze. Sono elementi debolissimi".

Berlinguer però non ci sta: "La interrompo per dirle che questa trasmissione è stata riconosciuta da tutti non tifa per nessuno, non accetto le sue scuse e gliele rimando. Noi abbiamo cercato di raccontare le questioni di Sempio e quelle di Stasi, in un servizio che racconta quanto successo quest’anno chiaramente si parla di Sempio visto che l’indagine riguarda lui. La questione di Alberto Stasi è chiusa, vedremo se la revisione ci sarà. Io non critico, ma più si va in televisione e più ci si espone al massacro del web, delle altre trasmissioni, tant’è che Stasi non ci è andato quasi mai". Il legale continua imperterrito: "Era vietato, aveva delle prescrizioni che lo vietavano". Anche De Rensis non può stare in silenzio: "Collega, io non intervengo mai, sai che ti stimo, ma se si parla di Alberto io parto in quarta. Il tuo assistito ha fatto benissimo a fare quello che ha fatto, ha due avvocati importanti, ha fatto bene a seguire i vostri consigli, ma Alberto da indagato non ha mai parlato con i mezzi di informazione, anche se non vuol dire nulla, mentre ha sempre parlato con l’autorità giudiziaria. Questo non fa di Sempio un colpevole o di Alberto un innocente".

Cataliotti resta della sua idea: "Alberto ha parlato con i magistrati quando era obbligato a farlo, il 13 agosto e il 17 agosto viene sentito a SIT, solo il 22 agosto gli viene rivolta la domanda: ‘Conferma quello che dice?’, sarebbe stato meglio non confermare". De Rensis a questo punto non riesce a essere diplomatico: "Se la vuoi mettere su questo piano, allora ti dico che il tuo ha dato il DNA coattivamente, Alberto Stasi è volato a darlo in piena estate, se iniziamo a fare questa roba, non va bene così". Cataliotti va avanti: "E’ proprio volato a dare le scarpe e la bicicletta, è corso dalla magistratura a farlo".

Anche Berlinguer sembra prendere le parti di De Rensis: "Devo dare atto che De Rensis quando è venuto qui ha sempre parlato del suo caso, non si è messo a dire, ma secondo me c’è questo, altro". De Rensis dice ancora la sua: "La gente ha fame di verità (frase detta da Alessandra Viero, ndr) noi dobbiamo concedere ai nostri concittadini il diritto di conoscere a fondo le cose, i giudici agiscono in nome del popolo italiano".

In studio presente anche Alessandro De Giuseppe, inviato de ‘Le Iene’, che si è occupato spesso del caso Garlasco: "Io ho avuto modo di parlare con la signora Daniela, la mamma di Sempio, in tempi non sospetti. Lei ci ha scritto a cavallo tra il 2022 e il 2023, ha voluto incontrarmi indiverse occasioni, ho trovato una donna sofferente, preoccupata, con dei dubbi. Io ho cercato di avere un confronto, anche se erano anni in cui non si poteva immaginare quello che poi sarebbe accaduto, non parlo di contenuti per rispetto della sua salute, ma ho notato profonda sofferenza, di questo si deve avere rispetto. Non dimentichiamo che ci sono tre famiglie che soffrono, serve rispetto". De Rensis chiosa: "Nel rispetto e nella solidarietà che noi esprimiamo alla mamma di Andrea non c’è una sofferenza di Serie A o Serie B, tolta quella per la morte di Chiara. C’è un’altra signora, che soffre silenziosamente, si chiama Elisabetta, ha perso anni fa uno dei due amori della sua vita, che era Nicola, morto per una malattia autoimmune, probabilmente dovuta allo stress accumulato negli anni nel difendere suo figlio. L’altro amore, il suo ragazzo, ora uomo, per dieci anni e mezzo non lo ha potuto stringere tra le braccia. Il dolore è tanto, si manifesta in maniera diversa".

Successivamente c’è stato un vicace scambio di battute anche tra De Rensis e il giornalista Stefano Zurlo, convinto che la difesa Stasi voglia costituirsi parte civile se Sempio dovesse andare a processo. A suo dire, a manifestare questa intenzione sarebbe stata l’avvocato Giada Bocellari in Tv. La realtà sarebbe però diversa per il legale, che ribatte: "Non ho mai parlato di costituzione di parte civile. Gli avvocati di Stasi sono interessati. Questo non preclude la libertà di valutare le azioni che una parte interessata può fare". Ilgiornalista resa però della sua opinione e prosegue: "Guardi avvocato che l’ha detto, era presente anche lei". De Rensis obietta di nuovo: "Credo di avere buona memoria, dottor Zurlo, l’avvocato Bocellari non ha annunciato la cosa, quelle sono deduzioni che ognuno può fare ma questo non significa che sarà così e che l’avvocato Bocellari l’abbia detto". Zurlo però insiste e De Rensis si spazientisce: "Ma così non si può però, come si fa? L’avvocato Bocellari ha parlato di opportunità, eventualmente, capisce la parola eventualmente? Lei che è un grande giornalista poi fa le sue deduzioni".


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