Garlasco in Tv, la differenza tra la mamma di Stasi e quella di Sempio. De Rensis duro: "Un giornalista a volte deve arrendersi"

E' Sempre Cartabianca ha dedicato uno spazio al caso Garlasco martedì 19 maggio 2026, focus sulle azioni contrapposte dei protagonisti e sul lavoro della Procura

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"E’ sempre Cartabianca" ha deciso di dedicare uno spazio di approfondimento al caso Garlasco, che da tempo sta scuotendo l’opinione pubblica e non solo, nella puntata di martedì 19 maggio 2026. La Procura di Pavia ha da poco chiuso le indagini, indicando come unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, morta il 13 agosto 2007, Andrea Sempio, che si dichiara però innocente.

Garlasco, E’ sempre Cartabianca puntata 19 maggio 2026: il quadro di accuse contro Sempio

Gli inquirenti che hanno lavorato per più di un anno per raccogliere gli indizi non hanno dubbi, Chiara Poggi è stata uccisa dopo un rifiuto a un approccio sessuale da parte di Andrea Sempio. Il desiderio del ragazzo non sarebbe mai stato corrisposto, ma sarebbe stato alimentato dalla visione di video intimi che la vittima custodiva nel suo computer. La difesa del 38enne è però già al lavoro per preparare una serie di consulenze e prove, volte a smontare il castello accusatorio della Procura.

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Sono però addirittura 21 gli elementi che dimostrerebbero la sua colpevolezza, tra i più rilevanti c’è il falso alibi, lui ha esibito uno scontrino di un parcheggio a Vigevano per sostenere di essere stato lì quella mattina, ma per gli inquirenti quel tagliando non sarebbe suo. La tesi dei magistrati è confermata da un’intercettazione dei genitori dell’indagato, in cui il papà dice alla moglie: "Lo scontrino lo hai fatto tu". Da non sottovalutare anche le tre chiamate fatte trail 7 e l’8 agosto 2007 da Sempio a casa Poggi, dove Chiara era sola in casa, in un soliloquio del 2025 lui avrebbe ricostruito una delle telefonate, in cui lei gli avrebbe attaccato il telefono. Pochi mesi prima di morire la 26enne ha inoltre prima protetto con una password, poi trasferito su una pennetta i video che lei aveva fatto con il fidanzato in intimità, si pensa che lo abbia fatto pensando che qualcuno li avesse visti. Sempio in un altro soliloquio del 2025 parla proprio di questo, per gli inquirenti questi suonano come una confessione, anche se per la difesa lui starebbe commentando un podcast. Altrettanto cruciali sono le prove scientifiche, la ragazza avrebbe lottato per difendersi, è in questo momento che lei avrebbe accumulato il DNA di Sempio, oltre all‘impronta sul muro delle scale dove c’era il cadavere, che la Procura ritiene sia attribuita proprio a lui.

Bianca Berlinguer chiede innanzitutto ad Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, a che punto dell’indagine si sia arrivati: "Il prossimo passaggio importante è capire se l’indagato si farà interrogare" – dice. Proprio in giornata Marina Baldi, genetista del team di Sempio, ha ritenuto improbabile un interrogatorio, di questo parla la giornalista Alessandra Viero: "E’ possibile sia così, non so perché. La sua difesa ha sempre detto di non volerlo fare parlare finché non avrebbero conosciuto le carte della Procura, ora sono state depositate, le abbiamo lette, quindi è una scelta difensiva. Si deve capire quale sia l’impatto a livello mediatico nel farsi interrogare o meno". Su questo interviene De Rensis: "C’è un impatto anche processuale. Anche le attenuanti possono derivare dal comportamento processuale, una chiusura totale…". Viero continua: "So che la difesa sta lavorando a sue consulenze per rispondere all’informativa dei carabinieri, che è molto corposa".

Le lettere della mamma di Sempio e la differenza con la mamma di Stasi

La conduttrice vuole dalla collega un pensiero sulle parole dure che la mamma di Sempio ha avuto nei confronti della mamma di Stasi: "Certamente mi hanno colpito, sono parole sgradevoli e inopportune, immagino fosse esasperata, si parla di una famiglia sul lastrico per le spese di difesa, comunque sgradevole e non opportune, non spetta a me giudicarle. Trovo invece più maturo Sempio oggi, a ‘Quarto Grado’ ha detto di non sentirsi vittima della giustizia, pensa che i magistrati non siano cattivi e che sia necessario chiarire i dubbi se ci sono. E’ un atteggiamento più costruttivo rispetto a quello della madre". Anche l’avvocato vuole dire la sua: "Non ho mai giudicato i comportamenti personali di chi soffre, mi limito a dire una cosa, c’è una donna che si chiama Elisabetta, vent’anni fa aveva due amori, uno si chiamava Nicola, e non c’è più, morto per una malattia autoimmune un anno dopo l’annullamento dell’assoluzione, l’altro si chiama Alberto ed è in carcere da dieci anni e mezzo. Quante lettere avrebbe potuto scrivere la mamma di Alberto? A tante persone, a chi ha cancellato l’alibi del computer, a chi ha ribaltato il pigiama della povera Chiara con le impronte dell’assassino, a chi ha parlato per anni e anni di immagini pedopornografiche che non c’erano, quante lettere avrebbe potuto scrivere? Non le ha scritte, è una donna che vive in silenzio il suo dolore con una dignità unica. Ovviamente la prima e unica grande vittima è Chiara, una ragazza meravigliosa che non c’è più, ma in questa storia c’è tanto dolore collaterale".

Marco Oliva prova ad analizzare il comportamento delle due mamme: "L’avvocato ha ragione, guardando ai giorni d’oggi la mamma di Stasi potrebbe mandare una lettera, ma non lo farà, ne sono certo. Qui siamo di fronte a due mamme che hanno vissuto un dolore e hanno reagito diversamente. La mamma di Sempio con quelle lettere sgradevole, ma per lei il figlio veniva tirato in mezzo in una vicenda in cui non c’entrava niente, riteneva e ritiene il figlio innocente. La mamma di Stasi, che riteneva il figlio innocente, dopo il terzo grado di giudizio ha messo mano al portafoglio, prendendo investigatori privati e facendo seguire Sempio per raccogliere delle prove". Berlinguer lo interrompe: "Perché non è legittimo? La mamma di Alberto è convinta dell’innocenza del proprio figlio non è legittimo cerchi in qualche modo di dimostrarlo? Se questa inchiesta è stata riaperta qualche problema ci sarà". Oliva replica: "Non ho detto che non sia legittimo, sto provando a capire la mamma di Sempio, che imputa alla mamma di Stasi la riapertura, visto che sono stati gli investigatori privati da lei chiamati a far aprire quella vicenda. Ricordiamoci che quando lei scrive Sempio è uscito dalla vicenda, c’era stata l’archiviazione. Magari aveva dentro un sentimento sbagliato, è stato un modo diverso di dimostrare l’innocenza dei loro figli".

L’avvocato ci tiene a rispondere: "Ci sono dei momenti in cui un giornalista che scrive opinioni si deve arrendere. La frase che abbiamo letto: ‘Con i soldi e l’amicizia la metti in c**o alla giustizia’, alziamo le mani per una volta. E’ una frase scritta a un ragazzo, all’epoca Alberto era molto più giovane, in galera, che si professa innocente, certamente l’idea che si possa arrivare alla giustizia con i soldi e l’amicizia è una frase brutta. Non può esserci un parallelismo con l’intraprendere un’azione giudiziaria". Oliva continua: "Può essere una frase che può portare gli inquirenti a pensare alla corruzione (il papà di Sempio è indagato per questo, ndr), ma può essere alla frase di una mamma che crede che con i soldi si possa riaprire un’indagine chiamando investigatori privati". De Rensis ribatte: "Quindi secondo lei è riferita a Stasi?". Il giornalista dice la sua: "Non l’ho detto, lei ha detto di non voler interpretare, non lo faccio nemmeno io, vedremo quale sarà la versione adatta". Il legale replica: "Non ho capito niente, ma è un problema mio. Mi arrendo io".

L’indagine sulla corruzione: l’inchiesta su Sempio chiusa troppo velocemente

Ora che la situazione è del tutto opposta impossibile non tornare a quanto accaduto nel 2017, periodo in cui Andrea Sempio era stato indagato per la prima volta. Tutto era avvenuto in maniera velocissima, in soli tre mesi si era arrivati all’archiviazione. Ci sono diversi dettagli che non quadrano, a partire dalle intercettazioni, durate solo 15 giorni, ma a generare sospetti è stata la scelta di non trascriverle mai perché ritenute da chi le ascoltava non comprensibili o non rilevanti ai fine dell’indagine. Eppure la Procura di Pavia li ha ascoltati tutti, facendo emergere un quadro del tutto opposto, come quella in cui lui dice: "Alle nove e mezza a casa", per gli investigatori potrebbe parlare proprio del delitto.

A firmare la chiusura delle indagini era stato il luogotenente Silvio Sapone, che oggi ha dato una versione diversa dell’accaduto: "Io sono un po’ asino in tema di intercettazioni, non me ne intendo. Io non mi ero occupato in precedenza di casi di omicidio, se non forse di uno. Non ho dato peso al fatto che fosse un caso delicato, per me tutti i fascicoli sono uguali".

Non solo il capo del team che si era occupato della riapertura dell’inchiesta si era dichiarato poco esperto, ci sono anche contatti tra lo stesso Sapone e Sempio ben prima che il ragazzo ricevesse l’avviso di garanzia. Il primo avrebbe provato a contattarlo ben 16 volte, quattro volte dal cellulare privato e dodici dalla Procura, lui si è difeso dicendo che l’indagato non rispondesse alle sue telefonate. Sapone ha poi riferito di aver voluto sdrammatizzare la situazione, sapendo della preoccupazione del giovane legata alla stampa, ma per il PM quella è una condotta incompatibile per chi fa l’investigatore. ll 3 novembre è stato inoltre registrato un dialogo tra Sempio e il padre, dove si parla delle chiamate con il luogotenente: "Secondo me era proprio lui che mi chiamava perché qua è lui quando mi ha proposto la roba", ha detto Andrea. "La roba" secondo la Procura di Pavia è l’accordo per comprare l’indagine.

Nel febbraio 2017 è invece Sempio Senior a dire: "Adesso bisogna trovare la formula per pagare quei signori lì", affermazione ritenuta prova dell’acquisto dell’archiviazione. Sono stati infatti analizzati i conti correnti di famiglia, tra fine 2016 e inizio 2017 ci sono prelievi in contanti per circa 45 mila euro, cosa che potrebbe essere confermata da un biglietto trovato in casa con la scritta: "Venditti GIP archivia x 20.20. euro". C’è poi un biglietto manoscritto trovato al Comando del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, contenente una bozza della richiesta di archiviazione di Sempio del 2017, nessuno ha spiegato perché fosse in un ufficio diverso da quello competente. Quelle annotazioni sono poi state inserite nel testo definitivo dei pubblici ministeri, anche se non si sa ancora chi lo abbia scritto.

Dalle nuove indagini è emerso inoltre che il luogotenente dei Carabinieri dell’epoca, Maurizio Pappalardo (oggi in pensione e da poco condannato per corruzione in un’altra inchiesta) il 24 dicembre 2016 (lui era in permesso) è entrato nell’ufficio del Procuratore Venditti per scattare con il cellulare foto a documenti segreti su Sempio. Oggi ha detto di non sapere chi sia Sempio.

Berlinguer vuole conoscere il parere dell’avvocato, visto che per ora siamo di fronte a indizi: "Io e l’avvocato Bocellari siamo concentrati su Alberto, io non parlo di Sempio, ma del fastidio, della rabbia, dello sconcerto che ho nel rivedere atti che ho dovuto studiare. Se leggesse tutti gli interrogatori di questi signori sono pieni di ‘Non ricordo’, anche in merito a foto fatte con il telefono personale. Sedici telefonate, fatte per di più tra sabato e domenica, non possono che destare curiosità".

La conduttrice ci tiene a precisare come sia importante essere imparziale anche da parte degli operatori dell’informazione, su questo l’avvocato concorda: "I conduttori devono essere e apparire super partes, se i conduttori dileggiano i professionisti, entrano in competizioni personali, non appaiono imparziali".

In chiusura arriva l’intervento di Giuseppe Brindisi: "Ci sono tre differenze tra l’indagato/l’imputato e Alberto Stasi. Alberto urla la sua innocenza, sempre, anche nelle intercettazioni quando parla con il papà, nell’inchiesta è sempre collaborativo, dà il DNA, si fa interrogare, Sempio non lo fa. Nelle intercettazioni che riguardano Sempio c’è sempre un comportamento obliquo. Stasi ha sempre parole di affetto enorme nei confronti di Chiara, mentre da Sempio sentiamo un atteggiamento quasi respingente".


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