Garlasco in TV, la difesa di Stasi punta su nuovi elementi: dalle scarpe Lacoste alla birra dimenticata nella villetta
Nuovi elementi tornano al centro del dibattito: dalle tracce lasciate sul pavimento della villetta alla gestione dei reperti, mentre l’avvocato di Stasi guarda con fiducia a settembre.

Il caso Garlasco continua a essere uno dei grandi misteri della cronaca italiana. A pochi giorni dall’anniversario della morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, tornano sotto la lente alcuni dettagli che potrebbero avere un peso nella possibile revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Caso Garlasco: nuovi dubbi sulla scena del crimine
Tra gli elementi nuovamente discussi, come riportato da Affari Italiani, ci sono le impronte di scarpe trovate nella casa della famiglia Poggi e alcune tracce di sangue che, secondo una nuova analisi, potrebbero essere compatibili con le calzature indossate da Stasi quel giorno. L’attenzione si concentra in particolare sulle cosiddette impronte a "V", individuate nella zona della scena del delitto.
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Entra nel canale WhatsAppUna ricerca indipendente realizzata dal grafico Mario Felici, mostrata durante la trasmissione Filorosso su Rai3, ha ipotizzato che quei segni possano coincidere con il disegno della suola delle scarpe Lacoste che Alberto Stasi ha sempre dichiarato di aver indossato. Secondo questa ricostruzione, dunque, le impronte non apparterrebbero all’autore dell’omicidio, ma sarebbero riconducibili a Stasi entrato successivamente nell’abitazione per scoprire il corpo di Chiara. L’ipotesi, però, non convince tutti gli esperti. L’ex comandante dei Ris Luciano Garofano ha espresso perplessità sulla ricostruzione, sottolineando: "Ma anche se ci fossero una o due di queste presunte impronte, è poco rilevante: dove sono le altre? Perché le persone non volano".
La lattina di birra e i reperti mai analizzati
Un altro dettaglio tornato al centro dell’attenzione riguarda la cucina della villetta e alcuni oggetti presenti nelle fotografie del sopralluogo. Tra questi anche una lattina di birra consumata da Alberto Stasi la sera prima dell’omicidio, ma mai repertata dagli investigatori.
Il particolare è stato evidenziato dal professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Stasi, che durante Filorosso ha parlato anche della pattumiera contenente alcuni elementi legati all’ultima colazione di Chiara Poggi. Secondo Avato, ci sarebbe una possibile discrepanza tra alcuni prodotti ancora presenti nel frigorifero e quelli ritrovati nel cestino: "Quello che mi sembra possa emergere adesso è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera". Il consulente ha poi aggiunto: "Noi non eravamo in condizione di repertare nulla", spiegando che durante i primi accertamenti non sarebbe stato possibile analizzare direttamente alcuni elementi: "Potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera".
De Rensis attende settembre e parla di nuove rivelazioni
Nel frattempo l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, continua a sostenere che nel caso esistano elementi che negli anni passati non sarebbero stati valutati correttamente. Pur ribadendo il rispetto per la sentenza definitiva, il legale ha parlato di aspetti ancora da approfondire. Durante Filorosso De Rensis ha ricordato una delle questioni centrali della sua ricostruzione: "Ricordo ai gentili telespettatori, è una sentenza che recita da subito: ‘Alberto Stasi ha dissimulato un incidente domestico’. Quando poi noi invece scopriamo che i due carabinieri hanno detto: ‘Siamo noi che abbiamo pensato a un incidente domestico’". L’avvocato ha inoltre difeso l’immagine del suo assistito, spesso descritta negli anni come fredda e distaccata: "Dobbiamo ricordare che il carabiniere Narcisi, che è colui che accoglie Stasi, ha detto di averlo visto in uno stato di fortissima agitazione".
Infine De Rensis ha acceso l’attesa per i prossimi mesi, annunciando possibili sviluppi: "Io attendo con grande fiducia il mese di settembre. Siccome c’è gente che registra ogni sillaba di quello che dico e poi dice, ‘l’avvocato di Stasi ha detto questa cosa’, allora io mi espongo e attendo questo settembre, che a mio modesto avviso ci porterà tante novità riferite al 2007". Mentre la Procura di Pavia procede con nuove consulenze sulla posizione di Andrea Sempio, unico nuovo indagato, il caso Garlasco continua così a riaprire interrogativi su prove, reperti e ricostruzioni della scena del crimine.