Garlasco in Tv, l'indagine alla svolta. Sottile: "Chiara uccisa due volte". De Rensis: "Non è stato Alberto Stasi"

Domenica In ha dedicato lo spazio dedicato alla cronaca domenica 3 maggio 2026 al delitto di Garlasco, a poch giorni dall'interrogatorio previsto per il nuovo indagato Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Domenica In" è in onda come ogni domenica anche oggi, 3 marzo 2026, con uno spazio come di consueto dedicato all’attualità. Questa volta Tommaso Cerno ha affiancato Mara Venier per un dibattito dedicato a quello che è il caso di cronaca del momento, pur essendo successo quasi vent’anni fa, il delitto di Garlasco. Questa è la denominazione con cui ci si riferisce all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa nella cittadina pavese il 13 agosto 2007 a soli 26 anni, dopo essere stata trovata dal fidanzato Alberto Stasi.

Dal 2015 è lui a essere in carcere con una condanna a 16 anni pur essendosi sempre dichiarata innocente, ora però è indagato un amico del fratello della ragazza, Andrea Sempio (era stato indagato anche in passato, ma sempre archiviato), accusato di omicidio da parte della Procura di Pavia, che si sta occupando da più di un anno della nuova indagine. Sono in arrivo giorni che potrebbero essere decisivi per il destino di entrambi.

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Garlasco, Domenica In puntata 3 maggio 2026: cosa è successo

A fare l’introduzione allo spazio dedicato al delitto di Garlasco è Tommaso Cerno, direttore de ‘Il Giornale’: "Parliamo di questo a 19 anni di distanza perché c’è una novità molto importante, la Procura ha convocato per il 6 maggio Andrea Sempio, lo accusa di essere l’unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, per cui c’è ancora in carcere Alberto Stasi con 16 anni di condanna. E’ un caso eclatante, forse unico, di un processo che potrebbe riaprirsi e potrebbe mostrarci un quadro completamente diverso di una storia che l’Italia aveva sentito raccontata in un modo, fino ad arrivare al carcere quello che era il fidanzato della vittima, che ha scontato la pena dichiarandosi sempre innocente. Il quadro accusatorio per lui faceva acqua da tutte le parti, c’era la cosiddetta ‘doppia concorde’, ovvero due assoluzioni in primo e secondo grado, poi la condanna in Cassazione. Questa indagine porta a rivedere tutti gli indizi e la scena del crimine, si deve guardare anche alla richiesta di revisione per chiedere che Alberto sia dichiarato innocente dopo questi anni. Un caso drammatico, Chiara è morta, ma siamo ancora nel buio, un innocente probabilmente in carcere e un presunto colpevole che potrebbe rischiare di diventare un altro Stasi se il processo non sarà fatto con tutti i crismi".

Su questo interviene Salvo Sottile: "Siamo nella situazione paradossale di una donna uccisa due volte, da un assassino passato in giudicato, Alberto Stasi, e da un altro che si prepara a essere un assassino potenziale. Le sentenze bisogna rispettarle, ma basta leggere le carte per rendersi conto di una serie di errori clamorosi fatti nella raccolta delle prove, anche negli orari del delitto. L’incriminazione di Sempio fa una cosa fondamentale, toglie Alberto Stasi dalla scena del crimine, vedremo con quali prove ci arrivi Andrea Sempio. Mi auguro che, a differenza di Stasi ci siano prove circostanziate della sua colpevolezza. Non sappiamo cosa i magistrati abbiano trovato su Sempio, la speranza è che ora abbiano fatto indagini migliori e abbiano trovato la prova che colloca Sempio sulla scena del crimine, a differenza di Stasi, su di lui non c’erano".

Importante è ovviamente il punto di vista di Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Beniamino Zuncheddu è stato liberato dopo più di 30 anni, ma senza un assassino alternativo. I prossimi passaggi fondamentali per noi non sono mercoledì 6 maggio, ma la conclusione delle indagini. All’avvocato Bocellari e a me non interessa la posizione dell’indagato. Non dobbiamo mandare in galera le persone, noi dobbiamo tirare fuori dalla galera Alberto Stasi, che l’avvocato Bocellari da 15 anni e io da 4 riteniamo assolutamente estraneo, pur rispettando la sentenza. La revisione è un fatto lontano, prima bisogna studiare le carte, come ha detto il Procuratore Generale Nanni, quando l’indagine si chiuderà ci sarà un momento non breve in cui noi dovremo chiuderci e studiare un corposo fascicolo. A quel punto se emergeranno risultati che escludono la presenza di Stasi sulla scena del crimine si valuterà una richiesta di revisione. Zuncheddu è innocente, non c’è nessun colpevole in galera, è importante fare chiarezza in una trasmissione importante come la vostra. Nessuno ha intenti persecutori nei confronti di altri, a noi interessa che venga acclarata l’innocenza di un ragazzo, ora uomo, la cui vita è stata fortemente segnata da questo. A nostro modesto avviso, noi vogliamo anche dare giustizia a una tragedia che ha coinvolto una ragazza di 26 anni, a cui è stata tolta la vita, per noi non è stato Alberto Stasi, lo possiamo dire legittimamente, pur rispettando la sentenza".

Cerno sottolinea però come la prova per avere la revisione possa arrivare da questa indagine, che può dimostrare che Stasi sia entrato in casa solo quando ha trovato il corpo, come ha sempre raccontato. "L’indagine ha portato elementi nuovi, che serviranno a chiedere anche la revisione del processo". De Rensis concorda: "Giusto, l’indagine è molto seria, approfondita, molto accurata, probabilmente quando ne conosceremo gli elementi potrebbe, parliamo con tanti condizionali, dare elementi che escludono la colpevolezza di Alberto. La revisione si deve basare su elementi nuovi, non conosciuti o conoscibili, ma non su testimonianze, elementi in generale. Non serve uno che dice chi sia stato, ma elementi legati alle indagini tradizionali che disegnano uno scenario diverso rispetto a quello che ha portato in galera Alberto Stasi".

Salvo Sottile annuncia di voler parlare del delitto anche nella puntata di "Far West" di martedì, con un angolo ad hoc che ha toccato inevitabilmente lui e il legale".


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