Garlasco in Tv, Feltri sbotta: "Bastava poco per capire che Stasi non avesse commesso il delitto, magistratura zoppa". Il rischio di ripetere l'errore con Sempio
A Domenica In non è mancato uno spazio dedicato al caso Garlasco, Vittorio Feltri ha ribadito ancora una volta la sua convinzione sull'innocenza di Alberto Stasi

"Domenica In" non è solo intrattenimento in questa stagione, la presenza nel cast di Tommaso Cerno, direttore de "Il Giornale", consente infatti anche di approfondire i fatti di attualità del momento, e oggi, 10 maggio 2026, non ci si poteva non occupare di Garlasco. Le indagini sono infatti ufficialmente chiuse da pochi giorni, con Andrea Sempio che risulta essere ora accusato di omicidio volontario con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti, senza il concorso che gli veniva contestato fino a qualche tempo fa.
Garlasco, Domenica In puntata 10 aprile 2026: cosa è successo
Tommaso Cerno fa il punto della situazione: "Il delitto di Garlasco è terribile, c’è un colpevole per la Cassazione, si chiama Alberto Stasi, sta ancora scontando la pena, ma il 7 maggio c’è stato un colpo di scena, sono emerse nuove accuse a un’altra persona, Andrea Sempio. Siamo quindi alla vigilia della richiesta di rinvio a giudizio per un nuovo colpevole, che avrebbe agito da solo, in una scena del delitto ricostruita in modo totalmente diverso. Il colpevole con la sentenza di Cassazione, quindi ritenuto tale dalla legge italiana, chiederà quindi la revisione del processo quando ha ormai scontato quasi del tutto la sua pena. L’Italia è divisa, c’è una polemica, se sia giusto o sbagliato che questo processo nuovo prima ancora che in aula sia in Tv, anche se la Tv ha contribuito a tenere viva questa voce di dubbio che oggi porta a vedere un innocente, o comunque una persona che con pochissimi indizi è finita in carcere. Questo è ancora più grave di no avere trovato ancora il vero colpevole, un innocente in carcere è più grave di un criminale libero".
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Entra nel canale WhatsAppMara Venier fa un’osservazione: "Tutto questo dopo 18 anni", a conferma di come il tempo sia passato senza avere certezze.
Importante è il parere di Vittorio Feltri, che in questi anni ha avuto un rapporto diretto con Alberto Stasi, sottolineando a più riprese la sua innocenza: "Dal prmo giorno non ho fatto nessuna indagine ma qualche ragionamento, ho capito che Stasi non c’entrasse niente. E in effetti le indagini sono state fatte molto male, come oggi possiamo verificare, quindi una sentenza così pesante quasi del tutto scontata è potuta gravare sulle spalle di un giovanotto perbene, studioso, che non aveva mai commesso un reato, anche di questo bisogna tenere conto. Allora non possiamo che concludere che la nostra magistratura è zoppa, non voglio dire cr…a, ma zoppa".
Salvo Sottile concorda: "Ha ragione, il rischio è che adesso si crei un nuovo Stasi. Abbiamo visto una serie di cose raccolte intorno a Sempio, certamente degne di nota, intercettazioni, esami dei carabinieri, e abbiamo visto una serie di errori. Bisogna vedere se questo si traduce in una prova, nella cosiddetta pistola fumante. Come dice il direttore Feltri non c’era su Stasi, bisogna vedere se ci sarà su Sempio, il rischio è proprio di trasformare un’altra persona in un nuovo Stasi. Questa volta io mi auguro che i magistrati e i carabinieri di Moscova che hanno indagato siano coscienti del lavoro da fare rispetto ai tanti errori fatti durante le indagini che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi. Oggi ci vuole qualcosa in più, vedremo se sarà così".
Non si può non parlare delle ultime intercettazioni emerse recentemente, in cui Sempio parla del delitto in macchina, sminuite dai suoi legali, che hanno sottolineato stesse scimmiottando un podcast, pur senza avere certezze di quale. Cerno sottolinea: "Sembra ossessionato, sembra quasi una confessione, che non può avere quel valore". Il 14 aprile 2025 lui ammette che l’interesse non fosse reciproco, parla delle tre telefonate fatte a casa Poggi, arrivando a imitare la voce di Chiara, che gli avrebbe detto: "Non voglio parlare con te"., oltre a nominare i video intimi fatti dalla vittima con il fidanzato. Queste affermazioni vengono fatte a distanza di un mese dalla riapertura dell’indagine, non c’era quindi alcun accenno a questi filmini, per questo per chi indaga queste intercettazioni sarebbero centrali.
La giornalista Giovanna Botteri dice la sua: "Mi colpisce tantissimo questa storia, ci stiamo quasi dimenticando della vittima, lei e i suoi genitori non trovano pace. Salvo parla di indizi, io non faccio parte di uno schieramento, ma mi ricordo di quando la stampa aveva condannato Stasi definendolo ‘il biondino dagli occhi di ghiaccio’, c’è stato una sorta di processo mediatico. Prove e indizi sono diverse, è importante arrivare con delle prove, essere sicuri per dare pace a questa povera ragazza, questa povera mamma e questo povero papà. Mi dispiace che si parli d questo video, del fratello, è un tormento senza fine per una famiglia che ha già subito un dolore terribile, non si merita tutto questo".
Venier ci tiene però a precisare come questo possa servire per "cercare di avere la verità". A questo punto interpella ancora Feltri: "Non ho mai saputo la verità da fonti ufficiali, bastava a suo tempo seguire attentamente le cronache per capire che Stasi non potesse avere commesso quel delitto. Adesso che viene ‘incolpato’ o sospettato questo Sempio si sta ripetendo questa cosa, le indagini vengono fatte male. Devo fare una confidenza, sono molto amico del Procuratore Capo di Milano, una signora molto brava, si chiama Nenè, vado spesso con lei al ristorante, ho parlato con lei di questo, sottolineando come fosse stato fatto male. Io avevo letto la sentenza di primo grado, fatta benissimo dai magistrati, che dimostrava l’innocenza di Stasi. Poi ho letto altrettanto bene la sentenza d’appello, anche qui era chiara una risultanza, che Stasi non fosse incolpabile. A distanza di qualche tempo arriva la Cassazione, stravolge tutto e lo condanna, questa mia amica ha fatto riaprire il caso, solo lei, la buona volontà e la bravura di questa donna magistrata ha consentito di riaprirlo. Non è una cosa piccola, sarà difficile fare una ricostruzione seria, ma anche dimenticare un fatto del genere e dimenticare un ragazzo bravo, studioso, perbene, è disgustoso, non lo tollero. La mia deplorazione va a chi condusse a suo tempo le indagini, ma soprattutto a coloro si sono permessi di condannare per due volte ingiustamente il povero Stasi. Non so se Sempio sia o non sia colpevole, si deve indagare. Ma se si indaga in un modo cialtrone, come mi sembra stia avvenendo anche ora non si arriverà a nulla, ne sono certo, purtroppo".
Cerno ci tiene a rilevare come la famiglia Poggi, che si è mostrata contraria all’attuale inchiesta, abbia il diritto di pensare e dire quello che vuole, ma "ho la certezza che questa indagine sia ancora all’inizio, ma già toglie quei piccoli indizi non probanti che avevano portato alla condanna di Stasi è evidente. Solo la rilettura degli atti porta a un’interpretazione che già crolla. Abbiamo un ragazzo in carcere per una condanna che non sta più in piedi. Questo è un dovere civile, e penale, che non possa avvenire. Chi sia il colpevole lo stabiliranno i giudici, se anche non fosse nessuno non può rimanere in carcere un presunto innocente condannato sulla base indagine che questa nuova indagine ha fatto crollare".
Sottile corregge parzialmente il collega: "Non sono d’accordo nel dire che questa sia un’indagine cialtrona. I magistrati di Pavia e i carabinieri hanno avuto il merito di riaprire un processo che era chiuso". Botteri non ci sta: "Il processo mediatico è molto pericoloso, fatto al di fuori delle aule, ci vuole un dibattimento dove ci sia la possibilità di accusare, oltre che di difendersi".
