Garlasco, il Dna di Sempio sul telecomando e l’ipotesi del punto di contatto: la difesa si prepara
La compatibilità tra l’aplotipo Y sulle unghie di Chiara Poggi e la linea paterna di Andrea Sempio ha scosso il caso, ma i legali sono certi della sua innocenza

L’inchiesta sul delitto di Garlasco è stato scossa da un vero e proprio terremoto. L’esito degli accertamenti della genetista Denise Albani, che ha evidenziato la ‘compatibilità’ tra i frammenti genetici trovati sulle unghie di Chaira Poggi e il Dna di Andrea Sempio, potrebbe infatti ribaltare per sempre il caso. I legali e i consulenti di Sempio, ovviamente, sono già al lavoro per preparare la difesa e – come spiegato dall’avvocato Liborio Cataliotti – le ipotesi di un ‘punto di contatto’ (inizialmente si parlò della tastiera del pc) rimane sempre in piedi. Scopriamo cosa sta succedendo e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, il Dna di Andrea Sempio e la reazione dei suoi avvocati
Il materiale biologico rinvenuto sotto le unghie delle mani di Chiara Poggi è stato ritenuto ‘compatibile’ con il Dna di Andrea Sempio e la notizia ha ovviamente scosso il già chiacchieratissimo caso Garlasco. Tramite il confronto con una banca dati di oltre 39mila profili genetici, infatti, la genetista Denise Albani ha evidenziato la "piena concordanza" tra il frammento prelevato nel 2007 dal corpo della vittima e la linea paterna del 37enne vigevanese, al momento unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Il colpo di scena ha fatto e sta facendo parecchio discutere: se da un lato gli avvocati di Alberto Stasi (Antonio De Rensis e Giada Bocellari) sono pronti a chiedere la revisione del processo, dall’altro i legali di Andrea Sempio stanno preparando la difesa, anche e soprattutto considerato che la prima udienza chiave sulla nuova perizia si terrà il prossimo 18 dicembre. "Per noi non significa niente" ha già fatto sapere Angela Taccia, avvocato e amica di vecchia data di Sempio, seguita dal collega Liborio Cataliotti, che ha ribadito come l’aplotipo Y preso in esame non possa considerarsi completo. "Sono meri dati biostatistici ed è un Dna misto, non si sa lasciato quando" ha ribadito il legale di Sempio, tornando dunque alla vecchia ipotesi secondo la quale Chiara Poggi sarebbe potuta entrare in contatto col Dna del suo assistito in maniera indiretta.
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Entra nel canale WhatsAppL’ipotesi del punto di contatto: il telecomando e la PlayStation
"Il nostro consulente Armando Palmegiani, che curerà un elaborato difensivo, ha già individuato tra i quindici e i venti punti di contatto" ha spiegato Liborio Cataliotti. In passato si era parlato della tastiera del pc di Chiara Poggi, ma l’avvocato di Andrea Sempio ha rilanciato un’ulteriore ipotesi: "L’ipotesi che a noi è sembrata più evidente è il telecomando che accendeva la tv sotto la quale c’era la PlayStation. E per un dato banalissimo. La tv era accesa ed è stata accesa la mattina dell’omicidio. Quello è un punto di contatto comune che inevitabilmente la ragazza ha toccato". Sempio, dal canto suo, ha ribadito la sua innocenza dichiarandosi "amareggiato".
