Garlasco in Tv, la mamma di Sempio, l'odio social e i toni troppo alti. "Ora l'opinione pubblica ha cambiato idea"
Dario del Giorno sabato 20 giugno 2026 ha dedicato uno spazio al caso Garlasco, focus sulle condizioni della mamma di Sempio e sul modo in cui si parla dei suoi protagonisti

La puntata di "Diario del Giorno" di sabato 20 giugno 2026 ha dedicato uno spazio al caso Garlasco, con gli ultimi aggiornamenti relativi all’andamento dell’inchiesta e ai suoi protagonisti. Negli ultimi giorni le novità non sono mancate, è trascorsa infatti una settimana da quando Alberto Stasi ha ritrovato la libertà dopo avere ottenuto l’affidamento in prova, mentre solo pochi giorni fa la mamma di Andrea Sempio, l’attuale indagato, ha tentato il suicidio, senza fortunatamente riuscire nell’intento, ma si trova comunque ancora in ospedale.
Garlasco, Diario del Giorno puntata 20 giugno 2026: cosa è successo
Daniela Ferrari, la mamma di Andrea Sempio, si trova ricoverata da mercoledì presso l’ospedale di Vigevano presso il reparto di Psichiatria, dove è stata trasferita dopo avere trascorso qualche giorno in Rianimazione dopo avere ingerito una forte dose di tranquillanti. L’episodio ha inevitabilmente posto degli interrogativi, in modo particolare sulla forte esposizione mediatica a cui sono sottoposti da tempo e in modo costante tutti i protagonisti legati, direttamente o indirettamente, al caso Garlasco.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLa donna da tempo aveva manifestato una fortissima preoccupazione per le condizioni del figlio, come era stato evidenziato da un’intercettazione con il figlio. In quell’occasione lei lo aveva chiamato piangendo sottolineando: "E’ una cosa impossibile", in riferimento a una trasmissione dove si parlava di uno spostamento in avanti nell’orario della morte di Chiara oggi.
Rita Cavallaro spiega meglio il dialogo tra i due: "Si tratta di un’intercettazione relativa ai primi mesi in cui era partita l’indagine di Pavia, ascoltando le varie trasmissioni la mamma sentiva già allora come la situazione fosse pesante. Del resto, lei l’aveva vissuta anche nel 2016-2017 ma meno, oggi l’informazione ha più spazi, determinate cose a lei fanno male. Lei dice di avere sentito definire il figlio assassino, ma nessuno lo ha fatto, anzi nel caso di Sempio non si sta mettendo in atto quello che è stato fatto a Stasi all’epoca. Questa volta c’è un grande garantismo, che io vedo e pratico assolutamente, alle informazioni in Tv si sono aggiunti gli attacchi sui social, ma io non me la sento di dare tutta la colpa ai social. Io stessa sono vittima di odio social, oggi ho ricevuto una minaccia di morte, ma non importa, ho le spalle larghe. Purtroppo la signora Daniela, a cui va la mia vicinanza, viene da mesi e mesi in cui non ha più retto questa situazione, questo ha pesato su una persona che ha una fragilità da tempo, come ci hanno detto i familiari".
Costanza Calabrese interpella l’ex magistrato Simonetta Matone in merito al ruolo delle intercettazioni, decisamente numerose in questo caso: "Quella è una conversazione che non ha alcuna rilevanza processuale, mi dispiace per la signora, credo non sia comunque mai stata in reale pericolo di vita, visto che è stata ricoverata in Codice Giallo. E’ una persona che va attenzionata per lo stato psichico in cui si trova, è estremamente provata da quello che accade, ma è anche una persona che è stata capace di scrivere lettere orribili, piene di aggressività, odio e violenza a Stasi. Noi dobbiamo trovare un punto di equilibrio in queste vicende, ma trovo demenziale nel racconto mediatico che per anni ci siamo concentrati sul ‘mostro, il biondino dagli occhi di ghiaccio’ e quant’altro, ora l’opinione pubblica alla luce dell’indagine di Pavia ha cambiato idea. Io dico sempre che le cose vanno guardate con obiettività, vanno letti tutti gli atti, le intercettazioni come quella denotano solo una grande preoccupazione per quello che sta facendo la Procura di Pavia".
A riguardo interviene anche Elisabetta Aldrovandi, legale di Alberto Stasi, a cui la conduttrice chiede come abbia reagito la mamma del 42enne, la prima a essere oggetto di grande pressione mediatica: "La situazione è particolarmente avvelenata, le lettere erano state scritte dalla mamma di Sempio tra dicembre 2018 e gennaio 2019, non sono mai state rese pubbliche, lo sono diventate solo con la Discovery, a quel punto la difesa di Alberto Stasi ha deciso di depositarle agli atti, nessuno ha voluto strumentalizzarle. La mamma di Alberto adesso anche lei è vittima di offese, insulti, diffamazione aggravate a mezzo punto, adesso Garlasco rischia di diventare un pozzo avvelenato. Questo accade a Stasi, alla mamma, a noi professionisti, ma abbiamo le spalle larghe, una forma mentale che ci difende di difendersi, noi siamo subissati di mail e segnalazioni. Io mi occupo per Alberto delle diffamazioni, ricevo centinaia di comunicazioni alla settimana. Indipendentemente dalla verità storica e da quel professionale acclarata, oltre a quella che eventualmente sarà determinata in un eventuale processo a carico di Sempio, credo sarà fondamentale cercare di abbassare i toni. Si deve evitare che le proprie posizioni diventino tifoseria, ma soprattutto smetterla di utilizzare i social pe diffamare, insultare, minacciare il prossimo, noi non siamo consapevoli delle conseguenze psicologiche che le nostre frasi offensive possono avere sull’altro. Dobbiamo però essere consapevoli che se diffamiamo commettiamo un reato".
La giornalista vuole infine sapere dalla legale come abbia trascorso Alberto Stasi la sua prima settimana fuori dal carcere: "Una settimana di liberazione, anche se è difficile perché deve a 360 gradi riabituarsi a una realtà che per 10 anni aveva in buona parte lasciato in un angolo. E’ un momento molto delicato per lui".
