Garlasco in Tv, perché Alberto Stasi fuori dal carcere è un caso senza precedenti: "Ci sono cose mai viste". I tempi per la revisione

Nella giornata di oggi, sabato 13 giugno 2026, Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Bollate, a Diario del Giorno si è parlato del suo caso e dei possibili passi per la revisione

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Diario del Giorno" ha voluto dedicare uno spazio al caso Garlasco nella puntata di sabato 13 giugno 2026, giorno che è destinato a restare nella storia, visto che questa mattina Alberto Stasi ha lasciato il carcere dopo avere ottenuto l’affidamento in prova. La misura alternativa è prevista negli ultimi quattro anni di pena, la sua termina nel 2028 (era stato condannato nel 2015 a 16 anni di carcere).

Garlasco, Diario del Giorno puntata 13 giugno 2026: cosa è successo

Il provvedimento ufficializzato ieri, l’affidamento in prova, consente ad Alberto Stasi di uscire definitivamente dal carcere, senza nemmeno tornarci per dormire, come invece era accaduto nell’ultimo periodo in cui era in semilibertà. Il 42enne non ha però intenzione di tornare a Garlasco. Lui stesso ha voluto però essere presente davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano all’udienza che si è tenuta in gran segreto, lui ha risposto alle domande, per questo la Procura Generale ha dato parere favorevole alla richiesta avanzata dai suoi difensori. Lui si è sempre proclamato innocente, il Procuratore Generale lo ha definito un "detenuto pacato e collaborativo", l’affidamento in prova ai servizi sociali gli consentirà di continuare a lavorare come fatto finora come responsabile dell’amministrazione presso una società di Milano, ma senza obbligo di fare ritorno la sera nel carcere di Bollate.

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"Tutta la vicenda è un’anomalia, colpa del sistema", è stato il commento del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si era già espresso su di lui in passato.

A commentare è Rita Cavallaro, che si occupa da tempo del delitto di Garlasco: "E’ il primo vero passo verso la libertà di Alberto Stasi, formalmente non è un uomo libero, ma di fatto lo è. Questa scelta della Procura Generale di Milano di dare parere favorevole con queste condizioni è un unicum nell’unicum di Garlasco – dice la giornalista –. Ieri c’era la stessa sostituta Procuratrice Generale che c’era l’anno scorso, ma in quel caso aveva dato parere negativo alla semilibertà. Ieri ha invece dato parere positivo, sottolineando che lui potesse sia uscire sia proclamarsi innocente, manca a questo punto il principio della resipiscenza, uno degli elementi fondamentali per un carcerato che sa di dover affrontare il reinserimento. C’è un altro unicum, il fatto che lui non è stato affidato a nessun servizio sociale, non è stato messo in comunità, non deve fare volontariato, deve solo fare quello che stava facendo, ovvero lavorare. Queste due cose messe insieme non si sono mai viste".

Costanza Calabrese, al timone di "Diario del Giorno Weekend", chiede un parere anche a Pietro Senaldi, condirettore di ‘Libero’, anche in virtù dell’inchiesta in corso a Pavia, che vede indagato Andrea Sempio: "Manca la resipiscenza, ma non si può pretendere che Stasi si dichiari colpevole quando c’è un’inchiesta volta a dimostrare che il colpevole sia un altro, sarebbe un cortocircuito della Magistratura. Il clamore mediatico, ma soprattutto gli sviluppi del caso Garlasco ha portato a una decisione dei giudici che non poteva essere diversa rispetto a quanto fatto. In caso contrario sarebbe stato come assumersi una responsabilità difficilmente giustificabile se dovesse emergere che il colpevole è un altro. Anzi, chi lo ha condannato, due giudici e una Procura, non hanno mai spiegato il perché, per Pierina Paganelli si è detto che mancasse il movente, ma non si è mai capito nemmeno quale fosse quello di Stasi".

Stasi ha lasciato il carcere di Bollate, dove era detenuto, proprio questa mattina, sembra che abbia lasciato ai detenuti il suo frigo, con quello che c’era dentro, un ventilatore e altri oggetti utili a chi resta all’interno. L’iter per arrivare all’assegnazione dei servizi sociali è stato abbastanza veloce, la parte finale era stata chiesta due mesi fa, ma ieri dopo il parere favorevole al Tribunale di Milano da parte della Procura Generale i giudici del Tribunale si sono espressi quasi subito, questa mattina è arrivato il provvedimento nella struttura carceraria. Il 42enne ne ha approfittato per sfruttare un varco defilato, così da non farsi riprendere dai giornalisti.

La decisione va comunque al di là della revisione, che potrà essere comunque essere richiesta sia dai suoi legali, sia dalla Procura Generale, che non aveva escluso di poterlo fare su sollecitazione del pm Fabio Napoleone, che si sta occupando dell’attuale inchiesta ai danni di Sempio.

La conduttrice chiede poi all’avvocato Gian Ettore Gassani quali siano i tempi previsti per la revisione: "Partiamo dal presupposto che Stasi esce come colpevole, come condannato, non è un uomo libero – precisa -. Per ottenere almeno un’udienza di revisione ci vogliono almeno un paio d’anni, le statistiche non sono molto confortanti, solo un caso su cinque viene discusso per arrivare a una revisione. Nel caso specifico sono un po’ più ottimista in base a quello che sta emergendo, ma l’affidamento in prova e la revisione sono due cose diverse. La revisione, a mio avviso si farà solo quando Sempio sarà rinviato a giudizio, se lo sarà, e sarà condannato in primo grado. La revisione non è automatica, ma soprattutto non è veloce, bisogna vedere quale sarà la posizione di Sempio, noi ora non lo sappiamo".

Interviene ancora Cavallaro: "E’ vero che i due percorso viaggiano separati, ma non possiamo fare finta di nulla e considerare come da un anno a questa parte la situazione sia cambiata. Un anno fa c’era stato il parere negativo alla semilibertà, oggi c’è il parere positivo, e arriva dopo che il Procuratore di Pavia Fabio Napoleone è andato a parlare con la Nanni portando la Discovery dell’inchiesta, che punta su Sempio. La stessa Procuratrice Generale Nanni ha detto chiaramente che il percorso di revisione che stanno studiando sta andando avanti in maniera più rapida, al punto tale da avere aggiunto un altro Procuratore incaricato, indipendentemente dal percorso di Sempio. Lei ha detto che la Procura può muoversi in autonomia, mi sembra un messaggio chiaro, in virtù anche dell’esistenza del contrasto tra giudicati". ll legale fa un’altra osservazione: "Si deve sottolineare il ‘rito Garlasco’, ci sono tutte novità anche di carattere procedurale, su questo sono d’accordo con Rita. Può esserci un’indipendenza tra le due procedure, ma fino ad oggi si poteva scagionare un innocente in galera quando avevi trovato un altro colpevole certo, ora il caso Garlasco sta facendo scuola".


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