Garlasco in Tv, indagine chiusa. Cataliotti cauto: "Prove su Sempio da verificare". Nuzzi tuona: "La Procura mira all'ergastolo"

Ufficializzata a Dentro la notizia giovedì 7 maggio 2026 la fine delle indagini su Garlasco, sono diverse le prove contestate ad Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Sono ufficialmente chiuse le indagini sul delitto di Garlasco, ad annunciarlo è Gianluigi Nuzzi, in apertura della puntata di "Dentro la notizia" di giovedì 6 maggio 2026, tenendo tra le mani il documento che è stato appena trasmesso a tutte le parti interessate, composto da 18 pagine.

Garlasco, Dentro la notizia puntata 7 maggio 2026: chiuse le indagini su Sempio, la posizione dell’avvocato Cataliotti

A spiegare meglio cosa è accaduto proprio pochi minuti fa è l’inviato che si trova davanti alla Procura di Pavia: "Dopo oltre un anno si chiude la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, la Procura di Pavia ha notificato l’avviso ad Andrea Sempio, per i PM pavesi è stato lui a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007. A lui vengono contestate anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti, per avere ucciso la ragazza, secondo l’impianto accusatorio, dopo un rifiuto per un approccio sessuale. Il Procuratore Capo di Pavia Fabio Napoleone ha inoltre fatto sapere di voler inviare alla Procura Generale di Milano, legittimata a proporre richieste di revisione, anche un atto riassuntivo dei nuovi elementi probatori raccolti per valutare una richiesta di revisione per Alberto Stasi, per ora unico condannato".

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Nuzzi cita poi le fonti di prova indicate: "Ci sono tanti documenti come prova, una trentina tra quaderni, notebook e agende sequestrate ad Andrea Sempio, computer, cellulari, pen drive. Il documento è stato mandato alla famiglia Poggi, parte civile, oltre ai difensori di Andrea Sempio. Ci sono decine di intercettazioni raccolte sia dalla Procura di Pavia sia da quella di Brescia, per il filone di corruzione che vede indagato l’allora Procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e il papà di Sempio, Giuseppe".

Determinante è l’intercettazione di aprile 2025, quando lui era già indagato da un mese e si sarebbe tradito, secondo chi indaga. In quell’occasione lui parlava da solo e avrebbe riportato il contenuto delle telefonate fatte a Chiara Poggi. "Non ci voglio parlare con te", avrebbe detto il 38enne imitando una voce femminile, presumibilmente quella di Chiara. Successivamente lui ha detto: "Riusciamo a vederci?’, poi lei mi ha messo giù il telefono. "Ah ecco, che fai la dura", avrebbe detto parlando tra sé e sé. In mattinata lui avrebbe spiegato la sua versione agli avvocati, facendo il nome della youtuber Bugalalla, che aveva già parlato nei suoi video dell’ipotesi di un movente sessuale. Una parte delle sue battute in auto sarebbe stata inoltre la sua risposta a un intervento fatto da Carmelo Abbate a "Quarto Grado". Non si sa però a chi faccia riferimento parlando di essere a conoscenza del video intimo che vedeva protagonisti Chiara e Alberto Stasi.

Nuzzi interroga sulla ricezione dell’avviso Liborio Cataliotti, legale di Sempio: "L’avviso è del tutto conforme all’imputazione contenuti nell’invito a comparire che avevamo ricevuto, per la portata dell’accusa non c’è nessuna novità. Noi stiamo chiedendo l’accesso al fascicolo, ovvero le prove che hanno supportato l’imputazione più pesante che può esserci nel nostro sistema penale. Ne sapremo di più in quel momento". Ci si chiede quindi come fosse possibile che Sempio sapesse un anno fa che Chiara avesse scaricato un suo video intimo: "E’ una sua affermazione dire che lo sapesse e deriva da un’intercettazione. Fa riferimento a una penna, ma non specifica quale video ci fosse contenuto. Segnalo che fin dal 2009, quindi dal processo Stasi, era noto che ci fosse una pen drive decisiva ai fini della soluzione del giallo, non è una novità. Andrà verificato se quella pen drive di cui parlava Sempio fosse riferita al video intimo tra i due fidanzati. Del movente sessuale si parlava in più blog, risalenti ad almeno un mese prima. ".

ll conduttore chiede a Carmen Pugliese, ex magistrato, il valore a livello legale: del soliloquio: "Lui è solito ai soliloqui. Io credo che un’intercettazione non possa avere un valore assoluto se non viene ascoltata per intero e inserita nel contesto delle altre. Secondo me è importante anche il tono, se vuole scimmiottare quanto sentito sarà importante l’impostazione della voce".

Lo scontrino può però diventare un boomerang, secondo la Procura potrebbe essere stato fatto dalla mamma. Lui l’avrebbe usato per dimostrare di essere da un’altra parte al momento del delitto, ma sarebbe inconsistente. In un’intercettazione, infatti, il padre del 38enne sembrerebbe accusare la moglie di averlo fatto. Ci sarebbe poi anche un altro appunto di Giuseppe Sempio in un’agendina, dove mette nero su bianco che il giorno dell’omicidio sarebbe stato a piedi. Una versione che evidentemente contrasta con la teoria che lo vedeva a Vigevano in auto. Non solo, l’autopsia della professoressa Cattaneo e la BPA sposterebbero l’orario della morte, ora intorno alle 11-11-30, se anche lui fosse stato a Vigevano avrebbe quindi avuto il tempo di essere in casa e compiere il delitto.

L’inviata provato ad avvicinare i genitori di Sempio per conoscere la loro opinione sull’accaduto, ma loro hanno evitato di fermarsi. A parlare per lui sono i legali, Cataliotti spiega: "Catalogo le prove in due categorie, da un lato quelle tradizionali, a cui aggiungo le consulenze, che non ci preoccuperebbero, saremmo in grado di fronteggiarle. Dall’altro lato ci sono captazioni che a noi sono state riassunte, la maggior parte delle quali sono rappresentate da soliloqui, che invece sarebbero probanti, vediamo in che termini. Mi permettono di fare appello alla prudenza, sembra che ci troviamo di fronte a un soggetto che dopo aver commesso un reato pressoché non provato, volontariamente perché consapevole di essere intercettato avrebbe fornito le prove per sorreggere l’accusa. E’ una situazione paradossale, merita che prima io verifichi le prove, continuo a essere incredulo per come vengono rappresentate".

La posizione della Procura su Sempio e della famiglia Poggi

Nuzzi prova però a riassumere la situazione: "Bisogna capire cosa sia successo la mattina del 13 agosto in quella villetta, la Procura posiziona lì Andrea Sempio, lo fa puntando secondo me tutto. Per la Procura lui è l’assassino, ha agito con crudeltà, con un movente particolarmente odioso, quello dell’odio dopo un rifiuto. Mira all’ergastolo dopo un omicidio volontario. Cambia la dinamica di quanto accaduto, Sempio sarebbe entrato, avrebbe avuto una discussione con Chiara, l’avrebbe colpita in soggiorno, non più in cucina".

Interessante è la presa di posizione di Dario Redaelli, criminalista consulente della famiglia Poggi: "Non è vero macchiette di sangue tra i due divani non siano mai state considerate, nella vecchia BPA del 2007 i carabinieri del RIS avevano identificato quel punto, ma non gli avevano dato un rilievo particolare. Noi abbiamo un’opinione completamente diversa in merito alla ricostruzione, confronteremo con quella che sarà a nostra disposizione. Noi riteniamo che l’aggressione sia partita in cucina, lo pensiamo ancora".

Nuzzi interpella il consulente in merito a quanto riferito da Marco Poggi, ancora convinto dell’estraneità di Sempio: "A lui è stato fatto sentire un audio, non sappiamo di quale si tratti. Dopo averlo sentito lui ha ribadito la sua convinzione sulla non colpevolezza di Andrea. A lui sono state fatte presenti altre prove, l’impronta 33 e le tracce genetiche sulle unghie della vittima, lui avrebbe risposto di condividere le opinioni dei suoi consulenti, che sarebbero diverse da quelle indicate dai consulenti della Procura. Si sta parlando di valutazioni della scena del crimine, non della colpevolezza, questo è utile per quantificare la responsabilità penale". Nuzzi osserva: "Io sono dello stesso parere della dottoressa Pugliese, bisogna pesare i toni delle asserzioni".


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