Garlasco in Tv, la Procura: "Stasi poteva essere scagionato 19 anni fa". Nuzzi sbotta: "Ricostruzione drammatica"
Indagini chiuse per il delitto di Garlasco oggi, 28 settembre 2026, emerge una verità drammatica in merito all'operato dei RIS nel 2007, duro il giudizio di Nuzzi a Dentro la Notizia

Si sono ufficialmente concluse oggi, lunedì 28 settembre 2026, le indagini sul delitto di Garlasco a carico di Andrea Sempio, senza alcuna richiesta di proroga da parte della Procura di Pavia. I magistrati hanno notificato quanto raccolto agli avvocati dell’indagato, che ora avranno 20 giorni di tempo per preparare memorie o consulenze in grado di rispondere all’impianto accusatorio costruito. "Dentro la Notizia" ha così deciso di parlarne in maniera approfondita nella puntata odierna.
Garlasco, Dentro la Notizia puntata 28 settembre 2026: cosa è successo
Gianluigi Nuzzi apre la puntata di "Dentro la Notizia" con il comunicato della Procura di Pavia per notificare la fine delle indagini per il delitto di Garlasco a carico di Andrea Sempio. "La Procura sostiene due cose. E’ stato fatto un depistaggio all’epoca subito dopo l’omicidio, o quantomeno i RIS non depositarono due analisi segrete fatte sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, la prima aveva evidenziato una traccia del DNA della vittima, cosa che aveva portato all’arresto di Stasi, poi sono state fatte successive analisi non comunicate al pubblico ministero. Questa è una ricostruzione drammatica, un depistaggio vuol dire uccidere la verità, uccidere la giustizia, uccidere i diritti delle persone. Ora bisogna vedere se questo troverà riscontro. L’altro elemento riguarda l’agonia della povera Chiara, lei aveva cercato di difendersi dal suo aggressore, poi è morta dopo, 15, 30 o addirittura 60 minuti".
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Gli inquirenti hanno svelato anche altri elementi raccolti contro il 38enne, oltre a quelli già emersi nel corso dell’inchiesta. L’ora dell’omicidio è stata spostata in avanti, ci sono poi il DNA trovato sulle unghie della vittima attribuibile alla linea paterna della famiglia Sempio, l’impronta 33 riconducibile all’indagato, così come il suo piede, compatibile secondo il PM con le tracce di scarpe trovate sulla scena del crimine. Ora che è arrivata la notifica della chiusura delle indagini alle parti inizia un nuovo conto alla rovescia, che consentirà di capire quale sia il futuro giudiziario dell’indagato. I suoi difensori avranno 20 giorni per esaminare gli atti, presentare memorie e chiedere, se lo riterranno opportuno, che il proprio assistito venga interrogato, spetterà poi alla Procura decidere come procedere. L’ipotesi più probabile è quella di una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato, che potrebbe arrivare tra 30 giorni, al più tardi tra nove mesi. Sarà poi compito del Giudice per l’Udienza Preliminare stabilire se mandare o meno Sempio a processo.
I difensori di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata, stanno infatti lavorando a una richiesta di revisione del processo, il cui deposito potrebbe arrivare già a breve.
Per quanto riguarda la scarpa, la professoressa Cattaneo dice che "un incremento ponderale nel tempo del piede può aumentare in maniera significativa larghezza e volume", se oggi Sempio ha un piede più grande o largo, come sostiene la sua difesa, è quindi perché è passato tanto tempo. I suoi consulenti hanno depositato una scarpa 42 Frau, la Procura sostiene sia compatibile con il piede di Sempio, che ha invece sempre detto di avere un 44. Il fatto più clamoroso è che le analisi sul pedali prima davano il DNA di Stasi, poi in due successive analisi del RIS questo non è stato rilevato. Il dato che smentiva il primo non è stato comunicato al pubblico ministero.
Di questo aspetto parla espressamente il comunicato della Procura: "Nei Raw Data i predetti consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20/09/2007) del campione bu_p, lo stesso campione che rivelò la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi, totalmente negative. Si tratta, secondo i consulenti, di contro-analisi idonee a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo del proc. pen. 2025/2007 R.G.N.R. (Procura di Vigevano)".
A commentare è Liborio Cataliotti, uno dei due legali dell’attuale indagato: "Il dato più forte è la data di fine indagini, allora era 6 maggio, oggi è 28 settembre 2026, sono esattamente sovrapponibili, quella è l’imputazione. La novità è cristallizzata nel comunicato stampa, mi sembra significativo, dove sostiene una tesi, l’alterazione della prova utilizzata a carico di Stasi nel suo processo, che non c’entra nulla con l’accusa di oggi a Sempio. Per quanto riguarda Sempio, dopo che noi abbiamo portato un elemento a discarico, ovvero che il suo piede non può calzare l’impronta presente in casa, ci viene risposto dell’incremento ponderale del piede, ne prendiamo atto, e che Sempio può avere calzato la scarpa 42. Noi abbiamo portato due testimoni, che dichiarano con riscontri che lui calzava già all’epoca il 44. Abbiamo fatto poi esperimenti giudiziali con 42, 43 e 44, vedremo se li può calzare o no".
Duro è il giudizio di Carmelo Abbate: "Prima di parlare di Sempio dobbiamo soffermarci su Stasi, quello che emerge è terribile, terrificante, devastante per tutta la giustizia italiana. L’ipotesi è che Stasi sia stato incastrato, di questo parliamo. Il famoso DNA sui pedali, il sangue di Chiara su pedali su cui si è costruita una narrazione mediatica e un processo, prima era sangue e poi è diventato DNA, non è mai esistito. Non solo, era il DNA del cucchiaino, non esisteva il DNA di Chiara sui pedali, era il cucchiaino che la ragazza aveva messo in bocca". Su questo interviene però Nuzzi per sottolineare che "quest’ultimo aspetto non è scritto nel comunicato". Abbate prosegue: "E un’aggiunta che faccio io, da tempo sostengo uno scambio di campioni. L’ipotesi che emerge è che si sono accorti di questo scambio, ma soprattutto effettuate delle controanalisi in gran segreto negli uffici dei RIS di Parma si sarebbero accorti e lo avrebbero nascosto al pm e a tutti. Alberto Stasi viene arrestato il 24 settembre sulla base di una risultanza investigativa, che in quel momento si ha coscienza non esista".
Nuzzi precisa: "La questione del cucchiaino per ora non è stata comunicata, ma cambia poco rispetto all’accusa pesantissima che la Procura sta contestando ai RIS".
Il conduttore chiede quindi al legale quali possano essere le loro prossime mosse: "Il primo passo è la copia degli atti di indagine sopravvissuti al 6 maggio, diverso è un comunicato stampa. Notiamo che le controconsulenze fatte rispetto alle nostre sono redatte dagli stessi consulenti della Procura che già avevano fatto le prime, non ci aspettiamo grandi novità. Noi però depositeremo ulteriori nostre analisi difensive, si fronteggiano consulenze, dire che la nostra non sia dotata di scientificità mi sembra azzardato visto che la nostra fa propria quanto rilevato dal tenente colonnello Mattei, che nel 2007 aveva fatto i rilievi sulle impronte per terra. Il nostro medico legale al 90% fa proprie le risultanze peritali del processo Stasi, mi sembra azzardato dire che il suo parere non valga".
Abbate rivela poi di avere un’ultimora importante: "In merito al DNA sui pedali nei giorni scorsi ci sarebbe stata un’acquisizione in presenza. I Carabinieri sarebbero arrivati negli uffici del RIS di Parma per accertare i fogli di lavorazione, su mandato della Procura di Pavia. E’ lo stesso procedimento nello stesso fascicolo, temo i reati possano essere prescritti, ma sarebbero gravissimi".
