Garlasco in Tv, la strategia della difesa di Sempio per smontare l'impronta di scarpa. Cataliotti: "La nostra consulenza può essere decisiva"

La difesa di Andrea Sempio ha le idee chiare, mercoledì 20 maggio 2026 ha spiegato come intenda smontare le accuse sulla compatibilità con le impronte sulla scena del delitto

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Dentro la notizia" ha voluto dedicare uno spazio al caso Garlasco anche nella serata di mercoledì 20 maggio 2026, consapevole di come sia al centro dell’opinione pubblica e degli aggiornamenti costanti in merito alla posizione di Andrea Sempio, ritenuto dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi. Negli ultimi giorni stanno diventando centrali le lettere che Daniela Ferrari, la mamma dell’indagato, ha inviato in carcere ad Alberto Stasi tra fine 2018 e inizio 2019, periodo in cui la posizione del figlio era in realtà già stata archiviata, con toni decisamente duri.

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Gianluigi Nuzzi punta ad analizzare il valore delle lettere e se possano entrare in un eventuale nuovo processo ad Andrea Sempio. Entro 72 ore Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali dell’indagato, presenteranno ben sei consulenze con cui puntano a minare l’accusa avanzata dalla Procura.

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Il conduttore vuole sapere da Cataliotti se le lettere possano far parte delle carte dell’accusa, così da rendere ancora più pesante la posizione del suo assistito: "Non sapevo dell’esistenza delle lettere, così come non conosco la signora né il marito – dice -. Ho appreso tramite i media di questa lettera inopportuna, tutto però può sembrare meno che una professione di colpevolezza del figlio relativa all’accusa da cui io e l’avvocato Taccia lo difendiamo, quella di omicidio. Anzi, è una lettera inopportuna in quanto rivolta a un detenuto che sta soffrendo l’esecuzione della sua pena, che sia colpevole o innocente, ma anche nei toni, ma rivendica l’infondatezza delle accuse rivolte al figlio. Non spetta a me sindacare se possa essere usata per altro all’interno dell’indagine bresciana, rispetto alla quale oggi Andrea Sempio è estraneo, questo non voglio dirlo, ma è irrilevante per il processo di cui mi devo occupare, quello per l’omicidio di Chiara Poggi".

Il giornalista fa leva su una ormai nota frase presente in una delle lettere, ovvero "Con i soldi e l’amicizia lo metti in c**o alla giustizia", visto che il marito della donna è indagato per corruzione presso la Procura di Brescia. La mamma ha sempre negato ogni responsabilità sull’uso di mazzette per ottenere l’archiviazione del figlio: "Andrea non ha fatto niente, la famiglia non ha mai corrotto nessuno, io mi sento di dire alle persone: ‘State attenti, non parlate mai in macchina, non sapete chi vi può intercettare – aveva detto a ‘Quarto Grado’ -. L’accusa di aver condotto il dottor Venditti è una grandissima cavolata, verrà smentita come tutte le altre cose dette. Noi abbiamo solo affrontato spese legali, abbiamo visto solo una volta a Pavia il dottor Venditti quando siamo stati chiamati nel 2017, non lo conosciamo personalmente, nessuno della famiglia Sempio gli ha mai dato una lira. Siamo stanchi perché ogni due giorni c’è una svolta, ce ne sono state tante, ormai siamo in una spirale".

Nuzzi vuole conoscere un parere in merito alla lettera anche da parte dell’ex magistrato Carmen Pugliese: "Faccio mie le parole dell’avvocato, è inopportuna, ma il riferimento a soldi e amicizie non è partorito dalla mamma, è una frase che lei riporta, anche se la fa sua. Come mai sta venendo fuori solo ora, mi chiedo questo. Mi sembra una diffusione strumentale all’accusa sulla corruzione, anche l’avvocato ne ignorava l’esistenza". A riguardo il giornalista interpella anche la criminologa Annamaria Giannini: "La lettera sembra veicolare un contenuto chiaro, è piena di rabbia, esplicita in maniera evidentela sofferenza perché ha dovuto pagare economicamente gli avvocati, aggiunge che la sua vita è stata distrutta per le telecamere, per le accuse rivolte al figlio. Qui riporta tutta la sua sofferenza e rabbia, è totalmente inopportuna, difficile interpretarla in altro modo. Anche la frase di cui stiamo parlando è rivolta al destinatario della lettera, vero che sei detenuto ma potresti avere attenuanti, qualcosa del genere, difficile pensare ad altro".

Spazio quindi alle prossime mosse della difesa Sempio: "Abbiamo in programma un vertice con i consulenti, anche con Sempio. Lui verrà perché la memoria con gli allegati è volta a contestualizzare l’accusa. Si punta a contestualizzare i soliloqui, quella è già pronta, lo stesso vale per la nostra BPA per ricostruire la dinamica dell’omicidio, stavo leggendo prima la relazione medico-legale, quella comportamentale, che useremo solo se venisse ritenuta utilizzabile quella del RACIS, mentre non è pronta quella più significativa, volta a produrre una prova a discarico. Si punta a dimostrare che il piede di Sempio non può entrare nelle impronte, è inedita, fondata sulle stesse risultanze antropometriche fatte dalla professoressa Cattaneo". La difesa punta quindi a sostenere come non sia importante tanto la lunghezza dell’impronta, ma la larghezza, quella sarebbe troppo stretta rispetto alla pianta del piede di Sempio quando avvenne l’omicidio. "Noi abbiamo interpretato due tra i massimi esperti italiani, uno è pronto a sottoscrivere la consulenza. L’impronta di scarpa non può essere più di tanto sottodimensionata rispetto all’intera suola, che a sua volta non deve essere più di tanto sottodimensionata rispetto alla struttura della scarpa".

Una volta depositate le memorie, la difesa non esclude di portare Sempio a farsi sentire dal giudice, quindi solo in una fase successiva. "E’ una variabile molto razionale. Io vorrei che la nostra consulenza di parte possa essere valorizzata da un soggetto terzo: Pretenderemo che sia un giudice a vagliarla, può essere una prova decisiva".


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