Garlasco in Tv, il giallo della cavigliera di Chiara Poggi. La genetista di Sempio: "Non si farà interrogare"

A Dentro la Notizia martedì 19 maggio 2026 non è mancato uno spazio dedicato al caso Garlasco, focus su elementi trascurati e sul destino di Andrea Sempio, indagato per omicidio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Dentro la notizia ha voluto dedicare uno spazio al caso Garlasco anche nella puntata di martedì 19 maggio 2026, consapevole di come l’attuale inchiesta generi coinvolgimento nell’opinione pubblica, interessata a capire chi abbia davvero ucciso Chiara Poggi. La Procura di Pavia, che ha da poco chiuso le indagini, non ha però dubbi: a uccidere la 26enne il 13 agosto 2007 è stato Andrea Sempio, amico del fratello della ragazza.

Garlasco, Dentro la notizia puntata 19 maggio 2026: cosa è successo

Gianluigi Nuzzi fa il punto della situazione in apertura: "Tutti pensiamo ad Alberto Stasi con un punto di domanda, se è davvero una vittima ha la vita segnata per sempre. Dall’altra parte servono certezze e prudenza. C’è un dettaglio dato da un accessorio che Chiara Poggi indossava quando è stata uccisa, una cavigliera, di questo ha parlato proprio Alberto quando è stato interrogato prima della svolta dell’indagine".

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Ora che si sta analizzando ogni aspetto, compresi quelli sottovalutati all’epoca, è naturale chiedersi se questo piccolo gioiello che la ragazza amava possa contenere tracce di DNA che possono essere utili ad avere maggiori sicurezze. "Saperlo può essere determinante, visto che per l’accusa il corpo è stato trascinato per i piedi" – sottolinea il conduttore.

Il consulente della famiglia Poggi, Dario Redaelli, ha ravvisato due buchi importanti nell’attuale indagine, relativi all’impronta 33 e alla cavigliera che la giovane indossava quando è stata uccisa. La traccia sul muro è stata attribuita dalla Procura ad Andrea Sempio, ma il criminalista è di parere opposto: "Non è dell’indagato, avrebbe dovuto essere oggetto di incidente probatorio per eliminare ogni dubbio". I consulenti della parte civile avevano fatto questa richiesta ai PM, ma non era stata accolta. Secondo l’esperto sarebbe stato importante anche analizzare nuovamente quel gioiellino presente in un punto particolare del corpo, in cerca di materiale genetico, come avvenuto quando sono state osservate nel dettaglio le unghie della vittima. "Non le avevo mai visto la cavigliera in quattro anni, e di certo non l’aveva a Londra – erano state le parole di Stasi nell’interrogatorio di quasi un anno fa -. Mi ricordo di averle chiesto: ‘Ma questo da dove arriva?’ dopo essere tornato. Lei, in realtà, non mi diede una vera e propria spiegazione, mi disse una cosa tipo: ‘No, ma ce l’avevo.. e mi piaceva.. Ho voluto rimetterlo'".

Già nelle prime indagini la cavigliera era stata considerata un elemento importante, come emerso nella relazione finale dei RIS, che avevano ipotizzato un possibile trascinamento del corpo della vittima, in quel caso poteva essere stata afferrata per le caviglie. Un movimento del genere poteva far pensare alla possibile firma dell’assassino.

Di questo parla la genetista Marina Baldi, del team di Sempio: "Il trascinamento è una delle ipotesi possibili, esaminare la cavigliera può avere un senso. Si diceva però che fosse stata sottoposta interamente all’estrazione del DNA, non credo quindi abbia dato risultati interessanti all’epoca, quindi non so quanto possa essere utile. Noi abbiamo poi un gioiello che può essere stato manipolato dal fidanzato". Nuzzi le chiede poi della posizione della difesa in merito all’impronta 33, ritenuta decisiva per l’accusa, anche se da quanto sembra potrebbero essere riusciti a ridurne la portata: "C’è una rivalutazione dell’impronta stessa da un punto di vista della criminodinamica. L’avvocato Cataliotti ritiene non facilmente comprensibile l’idea che si possa avere afferrato il corpo con la mano sinistra, essersi appoggiati sul muro con la destra. Insomma, la ricostruzione che stiamo facendo e che presenteremo ha delle condizioni particolari. L’idea che l’impronta sia bagnata o sporca di sangue, ma la porta dovrebbe essere stata richiusa con il pomello, e qui non ci sono impronte".

Il conduttore vuole inoltre capire cosa abbia intenzione di fare Sempio: "Vedremo se sarà rinviato a giudizio, poi probabilmente sarà sentito in un eventuale processo. Non so se si presenterà prima in Procura, questa è una strategia dei legali, non credo sia un’ipotesi che stanno percorrendo, poi bisognerà chiedere a loro".

Si torna inevitabilmente alle lettere di fuoco che la mamma dell’indagato ha scritto anni fa a Stasi emerse solo ora, su questo è dura la condanna della giudice Annamaria Bernardini De Pace: "Un orrore terribile, specialmente la frase ‘Con i soldi e l’amicizia la metti in c**o alla giustizia’ vuol dire che se pago qualcuno riesco a ottenere quello che voglio, non vuol dire altro. Ma una mamma che ha il figlio in queste condizioni e si permette di fare battute su un’altra mamma che soffre da dieci anni, sicura che il figlio sia innocente e scrive al figlio è un orrore. Tutto è tranne che una madre".

La giornalista Francesca Carollo prova però a giustificare l’accaduto: "Sono parole di disperazione di una madre che di nuovo vede il figlio accusato". L’avvocato replica: "Se sei disperata fai male a qualcun altro?". Carollo continua: "Per la legge per ora Alberto Stasi è colpevole, chiaramente non sono belle lettere, ma sono l’emblema della disperazione di questa donna. Fanno parte di una famiglia molto semplice, hanno dovuto pagare tanti soldi per difenderlo". Bernardini De Pace non è convinta: "Non sappiamo se abbiano pagato per difendere il figlio o per ottenere vantaggi, ancora non lo sappiamo. Per me è innocente Stasi, ma non c’è prova che sia colpevole Sempio. Un vero orrore".


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