Garlasco in Tv, la Procura contesta il percorso di Sempio: "Inverosimile". Nuzzi: "Non sarà un processo basato sulle prove"
Spazio al caso Garlasco a Dentro la Notizia venerdì 15 maggio 2026, con focus sulle contestazioni rivolte ad Andrea Sempio e a quello che potrebbe accadere a breve

Ultima puntata della settimana per "Dentro la notizia", in onda venerdì 15 maggio 2026, ancora con uno spazio ad hoc dedicato al caso Garlasco, in attesa dell’approfondimento più lungo all’interno di "Quarto Grado". Si sta provando a comprendere qualcosa di più della personalità di Andrea Sempio, accusato di avere ucciso Chiara Poggi, attraverso le intercettazioni che lo riguardano.
Garlasco, Dentro la Notizia puntata 15 maggio 2026: cosa è successo
Si parte con un nuovo audio di Andrea Sempio, risalente al 9 febbraio 2017, alla vigilia del suo primo interrogatorio nella vecchia indagine, quella che la Procura sostiene sia stata archiviata troppo velocemente. Gli inquirenti che si stanno occupando della nuova inchiesta l’hanno risentito, ritenendolo rilevante: "Dare una risposta, su/tu dimmi, stare bene addosso, ok, e in più dobbiamo anche metterci dentro un paio di Frau e devi convincere [incomprensibile].. A dare tutto questo. Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è andare lì e fare la vittima".
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Entra nel canale WhatsAppC’è però anche un altro audio, dove fa un passo avanti per gli inquirenti, arrivando adddirittura a indicare quello che potrebbe essere l’orario del suo ingresso nella villetta di Garlasco, alle 9.30. "E’ successo qualcosa quel giorno… [Incomprensibile]. Era sempre lì a casa.. [Incomprensibile]. Io non so se lei ha detto che lavorava.. [Incomprensibile].. Però c**o, oh. Alle nove e mezza a casa [Incomprensibile]. Scovato, perché [Incomprensibile] Domani mattina a Pavia a mezzogiorno…".
Interviene a riguardo la criminologa Annamaria Giannini per cercare di capire come interpretare le frasi: "Ci sono alcune parti di incomprensibile, quindi la ricostruzione è importante per avere un’idea di tutta l’intercettazione. I contenuti dei soliloqui non possono essere una prova univoca di confessione, ma vanno incrociati con altri aspetti per capire se possono essere una prova. E’ fondamentale capire se quello che dice è qualcosa che avrebbe comunque potuto sapere, come ripassando un contenuto per calmare l’ansia, o se non avrebbe potuto saperle da altre fonti, quindi vengono fuori da quello che ha esperito direttamente. I contenuti possono riguardare aspetti diversi, tentativi di controllare l’ansia, ma anche ripetere a se stesse cose. Il passaggio ‘devo fare la vittima’ può essere la descrizione di uno stato che vuole rappresentare, ma che non necessariamente ha a che fare con una colpevolezza. Può essere una sua convinzione pensando di presentarsi in un modo, il contenuto può aiutare se la prova dovesse essere congruente".
Dalle tracce lasciate per terra, da quelle di sangue e dalla tempistica c’ è la convinzione da parte degli inquirenti che Sempio sia uscito dal retro di casa Poggi, dove c’è un punto che unisce il circondario, si sarebbe affrettato per raggiungere la casa della nonna. "Inverosimile", questa è la definizione data dalla Procura in merito al percorso che l’indagato dice di avere fatto la mattina del 13 agosto 2007. Nel 2008 aveva detto di essere stato in auto insieme al padre, uscendo da casa della nonna in via Canova si sarebbe diretto verso la loro abitazione, che era in via Rossini, per poi passare da via Pascoli, solo in quel momento ha scoperto per caso dell’omicidio, vedendo ambulanze e gente per strada. Il percorso è però illogico, via Pascoli dista solo 400 metri da via Canova, è in direzione opposta a via Rossini. La Procura contesta, è convinta che lui si sia mosso diversamente, uscendo da dietro di casa Poggi, costeggiando il canale a secco sarebbe fuggito dalle campagne. Dopo circa 4 minuti si arriva all’altra estremità per arrivare a via Toledo, a quel punto c’è una via pedonale, via Canova, dove abitavano i nonni di Sempio e oggi dove vive lui.
Interviene anche Marina Baldi, genetista di Sempio: "Stiamo lavorando al suo percorso, considerando anche la scena del crimine. L’uscita sul retro dovrebbe farci trovare tracce di Andrea sulla scena del crimine, ma non le vediamo al momento. Valutiamo anche gli audio, quello che viene detto forse può avere altre interpretazioni. In alcuni casi secondo me sono stati male interpretati, hanno varie e diverse interpretazioni, ascoltava podcast, per questo ripeteva quelle frasi". Nuzzi obietta: "All’epoca nessuno sapeva della pennetta in cui era presente il video". Questa la risposta di Baldi: "La parola penna a noi non sembra di sentirla, stiamo parlando con un esperto di questo". Il conduttore continua: "Non sarà un processo sulle prove, una guerra tra super consulenze e perizie, la difesa Sempio ne sta preparando sei. Se Stasi è innocente deve essere risarcito, deve riavere indietro i soldi dalla famiglia Poggi, ma deve avvenire rapidamente attraverso il processo di revisione, che è già in corso".
Un anno fa Stasi era stato sentito dal Procuratore Napoleone, a cui aveva parlato di Chiara: "Lei aveva una vita molto…scandita, rutinaria, direi, senza imprevisti, quindi andava al lavoro, tornava, molto di famiglia, diciamo così. Non ho in mente cose particolari, almeno non me le ha mai riferite. D’altra parte, comunque stavamo insieme da un po’ di tempo, ma non convivevamo, perché ogni tanto anch’io mi faccio domande, ma mi rendo conto che tante cose uno le può sapere se è nella stessa casa, alcune abitudini, alcune cose. Io dico sì, ci provo un attimo a pensare, però io vivevo a casa mia con i miei genitori, lei con i suoi, tante parti di quotidianità che tutti noi abbiamo non le ho vissute, non le conosco. Tipo qualcuno mi ha chiesto una volta: ‘Ma lei metteva il pigiama anche prima di andare a letto?’. Non te lo so dire esattamente, un conto è la serata che passiamo al mare, il weekend al mare, ha tutta un’altra routine, altri orari, altre situazioni, io non so cosa faceva quando era a casa durante l’anno. Quindi ci sono delle cose che purtroppo mi mancano. Lei qualche volta usciva con le amiche, ne aveva alcune che potrei dire del cuore, ma non so se, insomma, le più strette.".
Nuzzi sottolinea un concetto importante: "Arriverà la giustizia su Chiara, assicurare la verità ai genitori, ma soprattutto tutelare questa inchiesta dalle tante, troppe fake news che hanno bombardato l’opinione pubblica. Il traguardo è quello della verità, speriamo che sia la volta buona e che si capisca chi ha fatto cosa".
