Garlasco in Tv, Nuzzi mostra l'interrogatorio di Sempio: "Accuse da far tremare le gambe". Ma Cataliotti smonta tutto in diretta

Mostrate per la prima volta a Dentro la Notizia lunedì 15 giugno 2026 le immagini dell'interrogatorio di Sempio, con accuse pesantissime, anche se il legale si mostra tranquillo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Primo appuntamento della settimana per "Dentro la Notizia", che ha dedicato uno spazio al caso Garlasco con un filmato esclusivo, finora mai andato in onda quello relativo all’interrogatorio di Andrea Sempio svolto in Procura a Pavia, dove lui si era avvalso della facoltà di non rispondere. Nonostante questo gli inquirenti avevano presentato il quadro accusatorio ai suoi danni.

Garlasco, Dentro la Notizia puntata 15 giugno 2026: cosa è successo

Il 6 maggio scorso Andrea Sempio si era presentato in Procura per l’interrogatorio come previsto, ma aveva scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione ai pm che lo accusano di avere ucciso Chiara Poggi.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

"Noi riteniamo che lei abbia mentito sul contenuto delle tre telefonate fatte a casa Poggi quando è stato sentito a sommarie informazioni quando è stato sentito a sommarie informazioni nell’ambito del procedimento 2025-2007. Nel 2016 non è appena è stato indagato si è subito attivato immediatamente insieme al padre al fine di reperire i soldi per pagare gli investigatori e ottenere una rapida definizione del procedimento, poi magari è stato costretto, non lo so. Però, allo stato, non ce l’ha detto. Ha fornito facilmente una mendace versione dei fatti nel corso dell’interrogatorio svolto in data 10 febbraio 2017. In data 26 febbraio 2025 non appena è stato contattato telefonicamente per essere contattato presso il Comando Carabinieri di Voghera ha preso la macchina e si è recato presso il centro commerciale XXX dove ha gettato nella spazzatura un foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati contenente degli appunti che si ricollegano all’omicidio di Chiara Poggi. Il profilo genetico estrapolato dai margini ungueali di Chiara Poggi è compatibile con il suo DNA e incompatibile con quello del condannato, nonché con qualsiasi componente maschile della famiglia Poggi. Chiara Poggi durante l’azione omicidiaria portata a termine in uno spazio di tempo prolungato in più luoghi della casa con la significativa reiterazione violenta di colpi inferti con un oggetto contundente si è difesa come ha fatto materialmente vedere il consulente Cattaneo. Si è difesa, il DNA di Sempio è l’unico DNA compatibile rinvenuto sulle unghie della vittima. Sulla seconda parete destra delle scale che conducono al seminterrato dove giaceva il cadavere di Chiara Poggi è stata rinvenuta la sua impronta palmare, è un’impronta di appoggio della mano destra compatibile con le misure antropometriche dell’impronta di scarpa insanguinata, periziata solo nella presente indagine, sul gradino zero. L’impronta palmare di Andrea Sempio di appoggio alla parete è stata impressa da una mano bagnata, la mano di Sempio era bagnata non semplicemente di acqua in quanto l’acqua non reagisce alla ninidrina. L’impronta della mano di Sempio era visibile prima che i RIS di Parma spruzzassero la ninidrina, l’impronta della sua mano non era semplicemente sudata, in quanto il sudore nel tempo non lascia impronte visibili".

Terminato il filmato, Gianluigi Nuzzi sottolinea la situazione: "Qui ci sono una serie di prove che, messe insieme dovrebbero far tremare le gambe a Sempio. E invece io lo vedo che a un certo punto lui guarda l’orologio".

L’elenco di indizi fatto dal Procuratore aggiunto Civardi è in realtà molto più lungo, a conferma di come la Procura di Pavia ritenga solido il quadro di accuse, il conduttore chiede quindi all’avvocato Liborio Cataliotti quale sia l’aspetto che preoccupa maggiormente la difesa: "Nulla di sorprendente o che non fosse da noi previsto, nulla che non sia previsto giù in astratto dal Codice di Procedura Penale. Il signor Procuratore ha illustrato in modo più meticoloso di quanto solitamente avviene le fonti di prova che accuserebbero Andrea Sempio, certo un dato lo devo rimarcare, questa è una rappresentazione unilaterale, che non tiene conto delle consulenze depositate da questa difesa e addirittura financo dalla difesa della famiglia Poggi nell’incidente probatorio. Non c’è nulla in particolare che ci preoccupa, nulla a cui crediamo di non avere offerto risposta".

Il legale smonta però le accuse anche in merito all’ormai nota impronta 33, su cui Stasi si era rammaricato dopo avere saputo delle 15 minuzie che la Procura identifica con Sempio: "Avessimo avuto questo dato già nel 2007", aveva detto Alberto un anno fa. "Non è vero, è nel processo Stasi che questa impronta è stata esaminata e non, come oggi, su una fotografia, Era stata esaminata con dei reagenti, era un’impronta latente, cioè nascosta, con ben due reagenti, non rilevarono tracce di sangue, anzi era stata ritenuta non assegnabile a nessuna persona, come noi lo riteniamo oggi, a maggior ragione se il tentativo lo si fa su una foto. Non solo, era stata ritenuta dal responsabile impronte dei RIS di Parma Mattei, lo stesso sentito oggi, che non fosse ricollegabile all’omicidio, quindi non lasciata dall’omicida. Oggi dal nostro punto di vista in modo forzato, per non dire fantasioso, la si vuole ricollegare necessariamente a un’impronta che è di scarpe che è dell’assassino, ma collocata due gradini sopra e a oltre un metro di distanza rispetto a questa. E’ un evidente tentativo di dare una paternità e una collocazione temporale, al momento dell’omicidio, di questa impronta, mentre all’epoca aveva rivelato qualcosa di diverso".

La situazione di Alberto Stasi

Nuzzi non dimentica di parlare di Stasi, che era ha riabbracciato la mamma, oltre a poter guidare, potrà comunque lasciare la sua dimora se autorizzato per andare in vacanza.

Il procuratore Lisa Imparato ha invece commentato la situazione del 42enne, che da sabato ha lasciato il carcere: "E’ bene distinguere due profili, quello di accettazione della pena, e quello dell’ammissione della colpa. La prima ci dice tanto del suo comportamento nel carcere, questa presuppone accettazione delle prescrizioni e delle regole all’interno dell’istituto penitenziario. Stasi ha sempre rispettato le norme, mostrato empatia rispetto alla vittima, pur manifestando la sua estraneità ai fatti, questo non deve essere confuso. I magistrati ci stanno dicendo che la sua valutazione attuale sia meritevole del beneficio, anche se non ci stanno dicendo che sia innocente". Ora la palla passa comunque alla Procura Generale di Milano, che potrebbe decidere di chiedere in autonomia la revisione


Potrebbe interessarti anche