Garlasco in Tv, la versione di Stasi sui video intimi e Sempio. "Mai sentito da lei delle chiamate". Il nuovo boomerang dell'accusa
Dentro la Notizia ha parlato di Garlasco giovedì 14 maggio 2026, focus sulle parole di Alberto Stasi agli inquirenti e alla posizione di Andrea Sempio

"Dentro la notizia" è regolarmente in onda anche oggi, venerdì 14 maggio 2026, con uno spazio ad hoc dedicato al caso Garlasco e a quello che sta emergendo con la nuova inchiesta che vede Andrea Sempio accusato di omicidio. Gianluigi Nuzzi annuncia di avere una serie di esclusive che potrebbero dare una visione più completa della situazione.
Garlasco, Dentro la notizia 14 maggio 2026: cosa è successo
Si parte con l’ennesimo soliloquio di Andrea Sempio, quello in cui lui parla del video intimo e dice che lei ha cambiato posizione. "La storia del video è stata… E’ stata .. Il video.. Lo devo aspettare.. Da un momento all’altro… Ok..Cioè Chiara.. Lei nel video sembrava proprio..Si è spostata…Sì".
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Entra nel canale WhatsAppGianluigi Nuzzi osserva: "Dice: ‘Lei si è spostata’, sembra quasi che lui abbia visto le immagini". Arriva il commento di Martina Maltagliati, che si occupa da sempre del caso per ‘Quarto Grado’: "Stiamo sulle evidenze, le notizie che ci arrivano, ormai confermate dalla Discovery degli atti ci danno una certezza, Chiara Poggi il 2 giugno 2007 copia i suoi video intimi sulla sua chiavetta. Le date sono importanti, il 1° luglio nasconde dal desktop del suo computer i video più intimi, mentre il 20 luglio sappiamo che Andrea Sempio con Marco Poggi copiano da un CD ROM il video della bravata fatta a scuola. L’ipotesi è che in quella circostanza lui possa avere fatto vedere il video a Marco Poggi e possa avere preso qualcosa che c’era lì. Lui avrebbe però nascosto di averlo fatto".
Nuzzi prosegue: "Quindi Sempio potrebbe avere visto quel video. Io vado per logica, tu sei la povera Chiara, hai questi video intimi con il tuo fidanzato, pensi che qualcuno li abbia visti, temi che te li abbiano sottratti, condividi questo pensiero con il tuo fidanzato o ti tieni tutto dentro per evitare la guerra termonucleare? Stasi è stato interrogato su questo".
Questa la versione data da Alberto Stasi al Pm Napoleone su quanto emerso: "Chiara non mi ha riferito delle telefonate ricevute, se in quel momento l’avesse reputato importante magari me lo avrebbe detto. Non so delle telefonate di Sempio, né mi ha parlato di lui. Che io sappia i video che avevamo girato non sono circolati. Pochi giorni dopo l’omicidio la famiglia venne a casa mia, tutti e tre, suo papà, sua mamma e suo fratello. Prendendomi quasi da parte suo fratello mi chiese se fosse vero dell’esistenza dei video sessuali, diciamo così, tra me e Chiara. Io li ho conservati nel computer o forse in un hard disk esterno o chiavette, ma sempre nella mia esclusiva sera, cioè il computer era a uso mio personale, esclusivo. So che Chiara avesse il computer, era nella sua camera, ma non so che uso ne facessero tra i due (lei e il fratello, ndr). Non sono a conoscenza di questi dettagli. Tenderei a escludere che Chiara mi avesse riferito che il fratello curiosasse, non mi ricordo, ma direi di no".
Arriva l’intervento di Caterina Collovati: "Quello che abbiamo sentito è il soliloquio più importante da smontare. Non è vero che Chiara l’avrebbe detto, dipende dal carattere di ognuno di noi, potrebbe non averlo detto per non sentirsi dire: ‘Ma come? L’hai lasciato lì alla mercè di chiunque?’. Questo non lo possiamo sapere, non avrebbe nemmeno detto di qualche tentativo di approccio, delle telefonate ricevute, magari pensi che un amico di tuo fratello la smetta con una risposta respingente. Sempio ci deve spiegare come fa a sapere della pennetta, già nel 2017 c’era stata una sua intercettazione dove parlava e diceva: ‘Loro hanno l’abitudine di filmarsi dopo avere visto un film porno’. Che ne sapeva dell’intimità di questi ragazzi se lui non aveva visto? Questa è la cosa dell’informativa più complicata per gli avvocati".
Spazio anche allo scontrino che l’indagato aveva presentato un anno dopo il delitto per dimostrare di essere stato a Vigevano quella mattina, la Procura lo ritiene un fatto superato, può diventare un boomerang per l’accusa. "L’alibi appare inattendibile", scrivono i magistrati, non a caso il cellulare del 38enne non avrebbe mai agganciato una cella fuori dal Comune di Garlasco. A supporto di questa tesi gli inquirenti hanno prodotto una serie di intercettazioni utili, a detta loro, a smentire le parole dell’indagato e ad attribuire lo scontrino alla mamma. La donna gli avrebbe suggerito di conservarlo, arriva anche a piangere per il senso di colpa, inconsapevole di essere ascoltata dagli investigatori. Negli atti emerge anche una relazione che lei avrebbe avuto con un ex vigile del fuoco, secondo l’inchiesta i due si accordavano la sera prima per vedersi, cosa che sarebbe accaduta anche tra il 12 e il 13 agosto 2007, quando la donna si sarebbe recata a Vigevano per vederlo. In realtà, secondo l’uomo l’incontro non sarebbe avvenuto in quell’occasione. C’è inoltre una registrazione in cui il padre di Sempio commenterebbe ridendo con la moglie le suggestioni sullo scontrino, lasciandosi andare a quelle che i PM ritengono siano ammissioni.
Ed effettivamente c’è un’intercettazione del 2007 in cui Sempio sembra ripetere una sorta di versione di quello che avrebbe fatto quella mattina per poi giustificarsi in interrogatorio. Collovati sottolinea ancora: "Ci sono troppe difficoltà intorno a questo tema, la famiglia discute su quello, il padre dice alla moglie: ‘Lo hai fatto tu’, si dice ripetendo quello che dicevano in paese, ma lui come sapeva cosa dicessero i testimoni? Giuseppe Sempio dice anche che quella mattina il figlio fosse a piedi, quindi… Lui poi si sofferma troppo su quello che avrebbe fatto, non è il caso di ripetere la storia".
Martina Maltagliati prova a smontare questi sospetti: "Le intercettazioni andrebbero ascoltate da cima a fondo, nello stralcio: ‘Lo hai fatto tu’, si inizia con ‘Adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino lo ha fatto lui, non lo ha fatto Andrea’, poi finisce con ‘Robe da matti’. Vanno contestualizzate. Noi non prendiamo parte per nessuno, ma la mamma di Sempio ci ha sempre detto di essere uscita per andare a Gambolò, non poteva sapere che le avrebbero rilevato le celle del suo traffico telefonico. Effettivamente lei stava messaggiando con il vigile del fuoco, ma lui era a Vigevano, tutti i colleghi dell’uomo confermano che lui non si sia mosso dalla caserma. Loro non si sarebbero incontrati, nonostante avessero l’abitudine di mandare messaggi e poi vedersi. I tempi per il viaggio di Sempio non vengono contestati nell’informativa".
Nuzzi ha espressamente voluto che la giornalista fosse in studio perché il suo nome compare proprio nell’informativa in riferimento a un’intervista che lei aveva fatto lo scorso marzo a Sempio. "Quello che io penso di lei non conta molto – dice il conduttore -. Sui social tanti dicono che lei lo avesse imboccato, ma si tratta di avere imboccato una persona o avere riassunto le sue risposte perché le potesse dare in un italiano intellegibile in televisione". La diretta interessata dice la sua: "Secondo te io vado a incontrare per la prima volta lui di nuovo indagato e non prendo tutte le precauzioni del caso? Io quello che dico lo posso dimostrare, non andiamo a fare la scampagnata della domenica con l’indagato, per quanta confidenza si possa creare. Io l’ho incontrato sapendo di voler avere informazioni da lui, ma sappiamo di avere le prove per sapere cosa sia successo. Mi parlava dello scontrino, io mi rendo conto di non averglielo chiesto, quindi gli chiedo di ripeterlo, tanto che la sezione Omicidi di Milano non mi accusa di nulla, dice di avere preso lo stralcio dell’intervista perché era la sua prima, poi perché lui ‘tentenna su una cosa che mi ha appena detto'".
Nuzzi conclude: "Ci sono i velociraptor sui social della rete, per tirare sassate a chi come Martina fa il suo lavoro praticano lo sport più rapido, ma che impedisce a noi di capire cosa succede".
