Garlasco in Tv, Nuzzi: "La famiglia Poggi si sente sotto assedio". Spunta una nuova inchiesta per atti persecutori

A Dentro la Notizia mercoledì 13 maggio 2026 spazio al caso Garlasco, Gianluigi Nuzzi sottolinea la difficile posizione della famiglia Poggi, troppo spesso criticata

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Dentro la notizia" è regolarmente in onda anche oggi, mercoledì 13 maggio, con aggiornamenti puntuali sul caso Garlasco e i dettagli che stanno emergendo dalla nuova inchiesta, a indagini ufficialmente chiuse, con Andrea Sempio unico indagato per omicidio. Gianluigi Nuzzi annuncia di avere un’esclusiva relativa a una nuova inchiesta, che si aggiunge a quella "ufficiale" per la morte di Chiara Poggi.

Garlasco, Dentro la notizia puntata 13 maggio 2026: le parole di Marco Poggi e le intercettazioni che fanno discutere

Vedere ora come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi inevitabilmente suscita interrogativi sulla posizione di Marco Poggi, suo amico da anni, anche all’epoca del delitto. In occasione dell’interrogatorio a cui è stato recentemente sottoposto in Procura a Pavia il fratello della vittima ha dato la sua versione dei fatti: "Non lo so, cado dalle nuvole, mi sembra folle, impossibile, assurdo", queste sono le parole più frequenti dette dal 38enne, che lui ha ripetuto a più riprese pensando di ritenere impossibile che un suo amico possa avere ucciso sua sorella.

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Gli inquirenti sono convinti che il delitto possa essere avvenuto a causa di una fantasia erotica dopo avere visto un video intimo della 26enne con il fidanzato Alberto Stasi, dopo un suo approccio respinto dalla giovane.

"Io posso dirvi che non ho visto il video di Chiara e Stasi, non l’ho fatto vedere ai miei amici. E’ tutto surreale, che io sappia Sempio non aveva alcun contatto con Chiara", questo riferito nell’interrogatorio. Insomma, Marco sostiene di non avere visto il filmato, ma non potrebbe escludere che qualcuno della comitiva possa averlo fatto. Ed effettivamente la teoria avanzata da Marco era stata confermata dall’indagato stesso in una delle tante interviste: "Io con lei non avevo nessun tipo di rapporto, il nostro livello di conoscenza era un saluto quando ci si incontrava in casa", aveva detto.

"Non mi so dare una spiegazione plausibile, se la devo dare l’unica plausibile è che Sempio ha preso una chiavetta USB che c’era in camera di Chiara e se la sia portata a casa, ma non penso che un mio amico venga a casa mia e mi ruba qualcosa. Poi Chiara se ne sarebbe accorta" – ha detto ancora Marco Poggi agli inquirenti.

Questo porta Gianluigi Nuzzi a fare un’osservazione: "Non sono esperti di diritto, i Poggi vivono la situazione come un assedio, pensano che la Bocellari e De Rensis, che giustamente tutelano gli interessi di Stasi, agiscano per un pretesto. In realtà, la difesa ha trovato ristoro dagli indizi che sono stati raccolti ora".

A questo punto il giornalista chiede a Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi e cugino della vittima, perché gli zii siano spesso ostili alla nuova indagine: "La parola ostilità suona male, ma ci ferisce. Come ben sapete, il percorso processuale sin da quando è partito con Stasi sia con Sempio adesso noi abbiamo sempre partecipato chiedendo anche approfondimenti, ma le nostre richieste non sono mai state mai state accettate. Noi all’epoca avevamo chiesto di analizzare le unghie, su cui oggi si discute tanto, già nell’appello del 2011, istanza negata dalla difesa di Stasi e dal Tribunale di Milano. Ora abbiamo chiesto di guardare l’impronta 33, che è importantissima, ma dobbiamo rimandare a un eventuale processo, se dobbiamo cercare la verità sarebbe stato meglio farlo in contraddittorio".

Su questo interviene Carmelo Abbate: "Per me Alberto Stasi è un cittadino modello perché è riconosciuto colpevole e non si sottrae mai a un atto di indagine nei suoi confronti. Si dichiara innocente, si costituisce in carcere, ha tutto il diritto e la legittimazione di dire di esserlo, ma di fare le indagini difensive per dimostrarlo. Io continuo a contrastare le sentenze e a difendere Stasi con tutto il corpo e la passione, continuerò a farlo fino alla fine. Con Reale e i consulenti abbiamo posizioni diverse, ma penso si possa farlo con la dignità di non colpire la famiglia della vittima. Chi non riesce a stare nei confini fa un errore".

Arriva un commento alle ormai note intercettazioni in cui Sempio sembra sostenere di avere il video intimo di Chiara, pensando di essere intercettato, ma su questo Abbate ha le idee chiare: "Il fatto che lui potesse pensare di essere intercettato non conta nulla, so che sono intercettato, lo dico lo stesso perché sfido gli inquirenti. E’ una questione inconscia, anche se sei intercettato, non puoi stare in controllo 24 ore su 24, a un certo punto qualcosa esce. Per me questo è un elemento forte contro di lui". Questa invece l’opinione di Paolo Reale: "Bisogna partire a monte, parliamo di una valutazione tecnica, che ha portato a interpretare frasi. Francamente non sono neanche riuscito a capire alcune parole, se leggo una frase sotto a un audio tendo ad associare quelle parole ai suoni che sento, quindi andrebbe fatto un lavoro, immaginato che sarà fatto in contraddittorio in cui si andranno a capire le parole che sono state esattamente dette, per poi dargli un significato. Adesso stiamo partendo da parole che qualcun altro ha già trascritto in un certo modo e gli sta già dando un significato, mi sembra che stiamo facendo troppi salti logici, parlo da un punto di vista tecnico".

Il biglietto gettato da Andrea Sempio

Nuzzi torna poi sul biglietto recuperato il 26 febbraio di un anno fa, il giorno prima che Sempio sapesse di essere nuovamente indagato, che lui ha gettato nella spazzatura, ma riferito a una scaletta del suo spettacolo teatrale, su richiesta fatta dallo stesso giornalista. A riprova di questo viene mostrata la schermata Whatsapp relativa allo scambio di messaggi tra i due: il conduttore voleva sapere cosa avesse fatto quando aveva saputo di essere indagato nella prima inchiesta. In risposta il 38enne aveva mandato un audio, che corrisponde a quanto trovato nel foglio. La criminologa Gabriella Marano minimizza: "Troppe suggestioni, una lettura in chiave Sempiocentrica". Abbate è però di parere opposto: "I carabinieri lo chiamano il 14 febbraio per invitarlo in caserma per una notifica. Lui ha quell’atteggiamento anomalo, mi aspetto che le intercettazioni siano partite quel giorno o il giorno prima, immagino che fosse intercettato. Tu, Gianluigi gli chiedi l’audio il 31 gennaio, lui lo manda qualche giorno dopo, non essendo ancora partite le intercettazioni non hanno potuto vedere la genesi. Adesso si capisce".

La nuova inchiesta della Procura di Milano

Nel frattempo c’è una nuova inchiesta attivata dalla Procura di Milano, che coinvolge alcune persone, su un reato che prevede la reclusione da uno a sei anni e mezzo di carcere, quello di atti persecutori.

Il procuratore Pansa ha recuperato 200 querele per diffamazione e altri reati presentate dai genitori di Chiara Poggi e dal cugino Paolo Reale, oltre ad altri 100 atti dalle gemelle Cappa (e altri soggetti).

"Al vaglio della Procura ci sono le attività di una serie di blogger, direttori di giornali, altri giornalisti e comunicatori, che avrebbero diffamato – sottolinea Nuzizi -. Questo si innesta in chi ha patito le indagini come i Poggi, al centro di una serie di accuse, come accaduto da parte di chi ha messo in dubbio la presenza di Marco in montagna il giorno del delitto. Nuzzi sottolinea: "Marco non è indagato, piaccia o non piaccia, soffre per l’indagine e si sfoga con i genitori".

A riguardo emerge un’intercettazione in cui Marco Poggi si sfoga con i genitori per questo. "I legali di Stasi vogliono la revisione del processo, dato che non hanno elementi per andare a Brescia e chiedere la revisione perché glieli ha bocciati tutti, Brescia, Cassazione, Parlamento d’Europa, allora cercano in questa via, a loro non interessa se Sempio viene accusato, hai capito? A loro quello che interessa è avere qualcosa come dire: ‘Ah, c’era Sempio, non s’è potuto perché il DNA, però, neanche Stasi allora no. Ho l’impressione che gli serve a Sempio per quello", dice Poggi Senior. Interviene Marco: "Vabbè, ma è chiaro che questo deve questo deve essere tutto un giro per arrivare alla revisione".


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