Garlasco in Tv, Nuzzi svela: "Il profilo di Sempio fatto dagli inquirenti è inquietante". E Taccia sbotta: "Di fatto è già ai domiciliari"

Ampio spazio a Garlasco a Dentro la Notizia martedì 12 maggio 2026, Sempio si trova a Roma per il colloquio con la psicologa, volto a spiegare meglio i suoi atteggiamenti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Gianluigi Nuzzi è regolarmente in onda anche oggi, martedì 12 maggio 2026, con una nuova puntata di "Dentro la notizia", ovviamente con uno spazio dedicato al caso di Garlasco, che sta scuotendo l’opinione pubblica e non solo. "La speranza è di fare chiarezza, non fare errori e ad assicurare giustizia a Chiara Poggi", dice in apertura.

Garlasco, Dentro la Notizia puntata 12 maggio 2026: cosa è successo

Si parte con un audio del 10 febbraio 2017, un soliloquio fatto in auto, dove Andrea Sempio parla spesso con se stesso, secondo gli inquirenti per la prima volta colloca il suo ingresso nella casa dei Poggi la mattina del delitto alle 9.30. "E’ successo qualcosa quel giorno. Era sempre lì a casa, io non so se lei ha detto che lavorava, però c***o, alle 9.30 a casa. Scovato, perché… Domani mattina a Pavia a mezzogiorno". Non tutte le parti del vocale sono chiare, è bene precisarlo.

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L’indagato per il delitto di Garlasco nel frattempo si trova a Roma, in un ufficio dove è chiuso da quasi sei ore per la perizia personologico con l’obiettivo di tratteggiare la sua personalità, che sia alternativa a quella delineata dal RACIS. Come sottolinea l’inviata "aveva un volto preoccupato", a parlare per lui ci ha pensato l’avvocato Taccia, che lo ha definito "un uomo ai domiciliari, chiuso dentro casa da giorni non va a lavorare, molto preoccupato, pressato anche dal clamore mediatico".

Nuzzi fa però una confessione: "Il profilo che hanno fatto gli inquirenti di questo signore è inquietante, ci sono parole sullo stupro, sul rapporto con le donne, allusioni apparentemente a Chiara. Su di lui sono caduti i sassi dell’accusa, formati dalle prove scientifiche e da diverse testimonianze".

Queste le parole nel dettaglio della legale: "E’ un ragazzo che da mesi tende a vivere in casa, a parte quando va a lavorare. L’ultima settimana l’ha passata in studio da noi o tumulato in casa, quindi di fatto è già ai domiciliari, se esce trova i giornalisti, che fanno il loro lavoro, ma è una situazione difficile. Noi gli crediamo, fino a oggi non ci sembra sia saltata la pistola fumante, come la chiamano da mesi, ma con il collega Cataliotti assieme al team difensivo siamo abituati a lavorare in un certo modo, cioè ascoltando con le nostre orecchie e leggere tutti gli atti processuali".

Nuzzi a questo punto si chiede: "Ma manca davvero la pistola fumante o questa è formata da tanti indizi? Ci sono l’impronta 33 sul muro dove si sarebbe appoggiata, le impronte delle suole, le Frau, di chi sono?".

In collegamento c’è la genetista di Sempio, Marina Baldi, che dice la sua sulla nota impronta 33, che la Procura attribuisce all’indagato, oltre a ritenerla bagnata anche di sangue: "Noi siamo in Italia, le minuzie per noi sono 16-17, dobbiamo seguire questa regola. Le minuzie sono oggetto di contestazione da tutte le parti, non tutti vedono le minuzie che hanno individuato i consulenti del PM. La ninidrina colora, con un colore anomalo, ma è stato fatto l’Opti, specifico per il sangue, e aveva dato esito negativo. E’ quindi difficile ritenere che ci sia del sangue lì". Il giornalista vuole inoltre sapere perché il team abbia deciso di mandare Sempio dallo "strizzacervelli", giusto per usare un linguaggio semplice: "Non pensiamo assolutamente sia matto, ma c’è stata una valutazione personologica senza vederlo, nell’ottica di prepararci a questa eventuale richiesta di rinvio a giudizio abbiamo ritenuto opportuno inserire anche questa consulenza. Lo abbimo sottoposto a colloqui e test, che servono a organizzare e comprendere la mente della persona. Andrea è molto spaventato, ovviamente, ma è forte, partecipa a tutte le riunioni, legge tutto, è interessato a tutto. La richiesta di rinvio a giudizio comporta l’udienza dal GUP, ci auguriamo che possa leggere in maniera terza la documentazione, quindi magari non accettare il rinvio a giudizio, se dovesse farlo affronteremo il dibattimento".

Nuzzi chiede un parere sull’intercettazione all’avvocato Annamaria Bernardini De Pace: "A me non sembrano indizi, sono sempre stata a favore dell’innocenza di Stasi, ma non significa che per questo Sempio sia colpevole. Per ora non vedo prove contro di lui, qui si capisce poco. Ho chiesto a uno psichiatra perché uno parli da solo, lui dice che è una situazione diffusa più di quanto si possa pensare, lo si fa perché si è carichi di sensazioni, ricordi, problemi, non si conosce nessuno con cui sfogarsi, per questo lo si fa da soli". Nuzzi riassume: "Un termometro della solitudine".

Interviene anche Armando Palmegiani, consulente della difesa Sempio: "Ci sono test, incontri, colloqui, come deve essere, non potrà nemmeno dire niente la psicologa. Alla fine ci sarà una psicodiagnosi, che sarà presentata. Penso sia stata una giornata stancante per lui, li sta facendo da due giorni. Non è spaventato da qualcosa, stiamo valutando i dati, ma sicuramente c’è una pressione mediatica e giudiziaria forte, lo vediamo tutti".

Emergono poi alcuni dettagli sull’interrogatorio di Stefania Cappa, una delle cugine di Chiara Poggi, sentita una settimana fa. "Lei era più attenta alle finestre e alle porte, ma lo legavo al fatto che lei fosse sola in casa per la prima volta. Non pensavo ad altre cause, come alcune preoccupazioni. Mi aveva parlato dei video intimi girati con Alberto, ricordo un Natale, non so quando, in cui lei mi aveva portato in camera sua per farmi vedere un regalo di Alberto, un completino intimo molto osé. Le avevo espresso il mio disappunto per il regalo, anche lei forse era un po’ delusa perché quello era il regalo di Natale. Quella è stata la prima occasione in cui lei si è aperta con me, poi nei mesi dopo mi ha parlato dei video in maniera generica, serena e semplice. Non mi ha mai detto che qualcuno potesse averli visti. Non so perché mia sorella nel 2007 avesse pensato che Chiara potesse essere stata uccisa per delle avances respinte, noi abbiamo fatto una rosa di congetture, non solo quella".

Nuzzi osserva: "C’è una cosa spiazzante, scoprire che forse abbiamo un ragazzo in carcere da innocente. Se fosse così andiamo a vedere gli errori fatti, se qualche giudice hs preso soldi, Venditti è indagato per corruzione. All’epoca non era stato trovato il movente, si era parlato di dissidi, di foto hard pedopornografiche viste da Chiara, anche se Stasi non ha avuto alcuna conseguenza penale per quello. Ma vedendo i loro messaggini alla vigilia sembra davvero che si amavano".


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