Garlasco in Tv, Nuzzi sconsolato: "Troppi giocatori". E De Rensis sbotta: "Quello è Lovati"

Nella puntata di giovedì 13 novembre 2025 è intervenuto l'avvocato di Alberto Stasi, convinto ci siano novità in arrivo nella nuova inchiesta per il delitto Poggi

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Redazione

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Antonio De Rensis
Mediaset Infinity

La giornata di oggi può essere estremamente cruciale per la nuova indagine per il delitto di Garlasco, riaperta dopo i numerosi dubbi emersi in merito alla condanna ad Alberto Stasi, che era il fidanzato di Chiara Poggi, oltre a colui che ha ritrovato in casa il corpo senza vita. È infatti attualmente in corso l’interrogatorio a Massimo Lovati, che fino a qualche settimana fa era il legale di Andrea Sempio, arrivato all’indomani di quelli agli altri due avvocati che seguivano il ragazzo quando era già stato indagato per omicidio, Soldani e Grassi.

Le loro testimonianze possono essere davvero cruciali per comprendere se davvero la famiglia abbia pagato per ottenere l’archiviazione, arrivata in maniera estremamente veloce, del figlio. Le somme di denaro che i genitori hanno versato sono state decisamente ingenti (circa 55-60 mila euro), cifra che sembra essere troppo elevata per saldare le parcelle. La Procura, non ha caso, ha iscritto nel registro degli indagati il pm che allora si era occupato dell’indagine, Mario Venditti, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.

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Garlasco, Dentro la Notizia, puntata 13 novembre 2025 – Cos’è successo

Gianluigi Nuzzi è riuscito ad avere come ospite in studio Antonio De Rensis, il cui punto di vista può essere cruciale essendo l’avvocato di Alberto Stasi, che non può che attendere con fiducia quello che sta accadendo essendosi sempre dichiarato innocente. Il giornalista fa un’osservazione importante, partendo dal "pizzino" trovato in casa Sempio, da cui sono emersi i primi sospetti di corruzione sula famiglia.

"Inserire 20-30 nel pizzino come ha fatto Giuseppe Sempio dà idea di una situazione dinamica, segno di cui non si sappia ancora bene quale sia la cifra da versare. Forse perché l’obiettivo da raggiungere non è stato ancora raggiunto, nei dettagli relativi alle tangenti di cui abbiamo parlato negli anni c’è sempre stata una somma unica" – è stata la sua osservazione.

Decisamente esaustiva e ficcante la risposta del legale: "La sua ricostruzione è perfetta. L’ipotesi accusatoria, a cui non voglio credere e non credo, è che la famiglia Sempio abbia corrotto Venditti, nominato come Gip, evidentemente per un lapsus. Credo che il fumo che adesso avvolge un’indagine complessa come questa, cosa più che giusta, inizierà a diradarsi. Sono convinto che le indagini tradizionali ci possano regalare molti elementi. Lo scontrino sarà protagonista, ma sto solo immaginando". La risposta di Bruno Vespa è: "Ce lo auguriamo tutti", poche parole, ma segno evidente del bisogno di giustizia che tutti noi abbiamo.

A quel punto è intervenuta Francesca Carollo, giornalista che ha sempre creduto nella sentenza ai danni di Alberto Stasi: "Il tema dei soldi è importante, secondo me stasera avremo una svolta, tra quello che hanno detto ieri Soldani e Grassi e quello che dirà oggi Lovati. Secondo me Lovati confermerà di avere preso 15-16 mila euro, la matematica però non è un’opinione, dobbiamo quindi capire dove siano finiti gli altri. Se le somme coincideranno la corruzione non c’è, altrimenti la situazione cambia".

De Rensis e la frecciata a Lovati

Nuzzi poi ha preso la parola rivolgendosi a De Rensis: "Ci sono troppi giocatori in questa storia di Garlasco, pero provo a tradurre quello che ha detto. Lei sta dicendo che a dicembre avremo delle sorprese sull’inchiesta a cominciare dallo scontrino. Perché – mi dica se sbaglio – potrebbe venir fuori qualcuno che dirà: ‘quello scontrino l’ho dato io ai Sempio’. E’ cosi?"

De Rensis, quindi, ha chiarito il suo punto di vista spiegando quale sia il motivo che lo spinge a ritenere dicembre un mese cruciale: "Ho preso il prossimo mese come linea importante perché il 18 è prevista l’udienza per l’incidente probatorio. A seguito di questa potrebbe esserci un eventuale richiesta di conclusione indagini (o proroga), da lì tutto inizierà a essere più chiaro. Io non so niente, immagino, è Lovati quello che sogna". Non resta che attendere per sapere cosa avrà dichiarato Lovati agli inquirenti.


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