Garlasco, scintille in studio con De Rensis: "Metta un cartonato mio, me ne vado". E Giletti sbotta: "Follia!"
Nella puntata de Lo Stato delle Cose non mancano tensioni in studio tra l'avvocato De Rensis e la giornalista Ilenia Petracalvina, ma Giletti risolve: ecco come

Nella puntata de Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti lunedì 24 novembre 2025, in prima serata su Rai 3, il delitto di Garlasco è uno degli argomenti centrali del programma. Al centro dell’attenzione viene posto il movente dell’omicidio di Chiara Poggi, e anche in questa occasione non mancano tensioni in studio tra l’avvocato Antonio De Rensis e la giornalista Ilenia Petracalvina, che fa arrabbiare lo stesso conduttore, costretto a intervenire per riportare l’ordine in studio. Ecco cosa è successo nella puntata de Lo Stato delle Cose.
Lo Stato delle Cose, Garlasco fa infuocare De Rensis e Petracalvina: cosa è successo
Durante la puntata de Lo Stato delle Cose, si affrontano diversi temi riguardanti il delitto di Garlasco. Il primo è quello del movente di Alberto Stasi, tuttora inesistente: si è parlato della pornografia come possibile motivo dell’omicidio, ma non vi è mai stata una certezza assoluta in merito al fatto che con Chiara Poggi avessero litigato per questa passione di Stasi.
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Entra nel canale WhatsAppQuando poi Massimo Giletti chiede all’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, di dare una sua opinione sull’argomento, Ilenia Petracalvina interrompe i due uomini dicendo che la Cassazione ha scritto quale sarebbe il movente. Il conduttore, disturbato dall’atteggiamento della giornalista, dice: "Ma ho fatto la domanda all’avvocato!", e De Rensis, un po’ infastidito, commenta: "Io glielo chiedo col massimo rispetto: perché lei, Giletti, non mette un cartonato mio e io me ne vado? Tanto è inutile…". Massimo Giletti non può che dare manforte al suo ospite: "Ilenia, ho fatto la domanda all’avvocato!", e la giornalista conclude dicendo che voleva solo precisare quel dettaglio sul movente. Una volta chiuso questo momento di tensione, l’avvocato di Alberto Stasi dichiara: "L’assenza del movente è una delle più grandi voragini di questo procedimento. Si è cercato in ogni modo di trovarne uno che coinvolgesse Alberto, ma non c’è. Io credo che questa nuova indagine potrà risolvere il problema, il movente è importante".
Non è finita qui, perché sul movente il dibattito prosegue con la Petracalvina che dice che la Cassazione parla di un problema interpersonale tra Alberto e Chiara, anche se in realtà il movente vero e proprio "non è stato stabilito". Poi, venendo lei stessa interrotta dal conduttore che vorrebbe palesemente cambiare discorso, commenta: "Posso concludere? Adesso il cartonato lo metto io". Massimo Giletti si arrende, facendole finire il discorso ma mettendole fretta: "Sì, però concludiamo". La Petracalvina ricorda che, in sostanza, secondo la Cassazione, in base a una ricostruzione fatta dai consulenti di parte, la vittima "avrebbe potuto intercettare delle informazioni dal computer del fidanzato che hanno a che fare con delle immagini in una cartella". Il conduttore è titubante: "La fidanzata scopre una roba simile e lui la ammazza: a me sembra una follia".
Poi Giletti lascia la parola a De Rensis: "Il cartonato (si riferisce a lui stesso, ndr) in 10 secondi si permette di dire che parliamo di un movente rimasto sconosciuto. Questo è il pianeta Terra, poi c’è il pianeta Petracalvina che è un’altra cosa". Quando la giornalista ribatte all’avvocato, Massimo Giletti interviene perché infastidito: "Va bene, l’hai detto e gli hai parlato pure sopra (intende De Rensis, ndr), alla terza volta mi innervosisco anche io!" Infine, è Umberto Brindani, direttore di Gente, a chiarire: "E’ vero quello che ha detto Ilenia, ma la Cassazione conclude dicendo che il movente non è stato individuato, quindi non c’è". Antonio De Rensis punge la giornalista ancora una volta, dicendo a Brindani "Il cartonato la ringrazia".
Massimo Giletti, poi, prende in esame quanto detto da Andrea Sempio nell’intervista rilasciata al programma Cinque Minuti di Bruno Vespa sul pizzino ‘Venditti archivia’, ovvero che il padre Giuseppe intendesse 20/30 euro o non 20mila/30mila euro: "Andrea ha ragione, perché i documenti vanno interpretati letteralmente prima, solo dopo si può approfondire con degli altri criteri: 20/30 significa 20 o 30 euro, non 20mila o 30mila euro", dice Massimo Lovati, ex legale di Sempio. Ma il conduttore ricorda che dall’interrogatorio è emerso che il padre di Andrea parlava di migliaia di euro in quell’appunto: "Poi, se ufficialmente dobbiamo dire che non lo sappiamo, lo diciamo, ma io le garantisco che è così. Sulla carta è così". E Lovati ribatte: "Non ci credo, perché quando il papà parla dei soldi che ha dato a legali e consulenti si esprime in migliaia. Sto parlando dell’altro pizzino che voi non mostrate mai, dove c’è una colonna di cifre in migliaia".
A questo punto il conduttore fa notare a Lovati la presenza dei punti dopo le cifre (nel foglietto, lo ricordiamo, c’è scritto "20. 30. euro") e sottolinea che quell’altro pizzino fa riferimento alle spese complessive, mentre in quello da lui citato c’è proprio scritto ‘Venditti archivia’ (nel mezzo ci sarebbe anche la parola Gip, che viene dimenticata…): "Non possiamo giocare su questa cosa, dai!", dice Giletti stizzito prima di aggiungere: "Uno spende migliaia di euro in avvocati e si segna 20 euro per la marca da bollo? Non è credibile, dai! Le voglio bene, mi è anche simpatico da morire, ma io non credo a una cosa del genere". "Anche voi siete simpaticissimi, però lì c’è scritto 20/30 euro!", ribadisce l’avvocato Lovati.
