Garlasco in TV, De Rensis provoca: "Mi metta nella cuccia del cane". Poi la rabbia del web: "Come si permette?"

Nella puntata de Lo Stato delle Cose, il legale di Stasi, De Rensis, si confronta con la giornalista Petracalvina e l'ex Capitano Cassese, mentre Giletti fa una gaffe

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella puntata de Lo Stato delle cose, in onda su Rai 3, durante la prima serata di lunedì 17 novembre, e condotta da Massimo Giletti, assistiamo a diversi dibattiti sul delitto di Garlasco. Prima il confronto tra l’ex Comandante Francesco Marchetto e l’ex Capitano Gennaro Cassese, poi lo scontro verbale tra l’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, e la giornalista Ilenia Petracalvina. Ecco tutte le novità sul delitto di Garlasco nella puntata de Lo Stato delle Cose del 17 novembre 2025.

Garlasco a Lo Stato delle Cose: il confronto tra Cassese e Marchetto scatena Giletti

Nella puntata del 17 novembre 2025 de Lo Stato delle Cose, ascoltiamo le parole dell’ex comandante Francesco Marchetto, presente nella trasmissione tramite collegamento video. L’uomo racconta il giorno in cui il corpo di Chiara è stato trovato privo di vita, il 13 agosto 2007, dicendo di averla vista sulle scale col volto pieno di sangue. Subito dopo si parla dei verbali dell’interrogatorio di Alberto Stasi del 13 agosto e del fatto che la foto di Chiara sarebbe stata mostrata a lui prima di sentire la sua testimonianza.

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A tal proposito, Marchetto chiarisce: "Quando i marescialli del reparto operativo hanno finito di sentire Stasi, me l’hanno portato in ufficio perché volevo fargli due domande. La prima era se fosse entrato in quella casa, la seconda era ‘come era il viso della povera Chiara?’. E’ in quel momento che Stasi ha detto che il viso era pulito, bianco, ed è lì che ho tirato fuori la foto che i due brigadieri, intervenuti poco prima, avevano già fatto sviluppare. Lì gli ho contestato il fatto che il volto di Chiara era una maschera di sangue. Poi, al verbale delle ore 23:45, mi ricordo che il mio superiore ha detto: ‘Io gli ho fatto le domande, poi gli ho chiesto come era il volto della povera Chiara. Stasi gira intorno alla mia scrivania e dalle spalle mi indica la fotografia che io nel frattempo mi ero fatto mandare dal reparto operativo’. Sono due fasi diverse, anche perché io, quando ho fatto la seconda domanda, poi sono uscito per andare a parlare con la dottoressa Muscio. Quando sono rientrato, non ero più da solo ed è iniziato il famoso verbale delle 23:45". Il conduttore allora chiede a Marchetto: "Lei, mostrandogli quella fotografia, crede di aver influenzato la descrizione di Stasi?", e l’ex comandante risponde: "No, perché Stasi era già stato sentito alle ore 16 dai colleghi del reparto operativo".

Ma la giornalista Ilenia Petracalvina ricorda che l’ex capitano Gennaro Cassese ha raccontato un’altra storia al riguardo, una verità molto diversa: "E’ avvenuto che Marchetto, prima che i colleghi di Pavia avessero modo di ascoltare Stasi, l’ha portato nel suo ufficio, in presenza di un altro carabiniere, e risulta che Alberto è stato proprio incalzato dal maresciallo perché le sue risposte non erano ritenute esaurienti. Nel mentre, è stata esibita una foto di Chiara a Stasi, al quale contesta il volto bianco. Poi, durante l’indagine del 2013, è uscita la notizia che Marchetto era indagato per falsa testimonianza rispetto alla bici. La singolarità è che quando ho sentito io Stasi successivamente, ero insieme al maresciallo Marchetto, che però non aveva detto di averlo già sentito. In quel verbale gli è stato poi contestato veramente il colore del volto della ragazza e in quella circostanza Marchetto non ha evidenziato che gli avesse già fatto vedere una foto. E’ un comportamento inopportuno che avrebbe potuto influenzare l’indagine. Per poterne avere la certezza, bisognerebbe capire che cosa avrebbe raccontato il dottor Stasi se non avesse visto prima quella foto", dichiara Cassese in un’intervista.

L’ex comandante Marchetto però chiarisce: "Il Capitano Cassese dice che io ho fatto vedere quella foto prima che i marescialli del reparto operativo sentissero Stasi, ma c’è un piccolo particolare che non si ricorda: i colleghi del reparto operativo lo sentono dalle ore 16:00, mentre io esco dall’autostrada alle 16:27. Spiegatemi come avrei potuto sentire Stasi prima dell’interrogatorio".

Garlasco, De Rensis vs Petracalvina a Lo Stato delle Cose: cosa è successo

Poco dopo assistiamo a un primo scontro verbale tra Antonio De Rensis e Ilenia Petracalvina, ‘attaccata’ dall’avvocato dopo averla sentita parlare di ‘buchi neri’ in riferimento alla dinamica dell’interrogatorio e ad altre circostanze: "Probabilmente pensa di essere ancora nel 2007 e dimentica che Stasi è stato condannato. Invece di concentrarsi sulla nuova indagine della Procura di Pavia, parla di fantascienza". Quando la giornalista lo interrompe, l’avvocato De Rensis dice: "Scusi esponente dell’oscurantismo medievale, mi lasci finire!", e poi aggiunge: "All’ex Capitano Cassese voglio ricordare che i processi si fanno sui verbali. A pagina 5 i carabinieri scrivono che mostrano la fotografia. Stasi descrive il corpo a pagina 1 e 2. Ciò che Cassese racconta non c’entra nulla, a meno che lui non abbia fatto una relazione di servizio nella quale smentisce le SIT fatte dai carabinieri. Tutto ciò è ripreso in una sentenza della Repubblica italiana, quindi io voglio ricordare che i processi si fanno sulle carte e non sulle ricostruzioni dietro logiche fatte nei corridoi".

Poi la giornalista Petracalvina gli chiede ripetutamente di dichiarare a quale sentenza si riferisca e l’avvocato non risponde per proseguire il suo discorso, ma lei sottolinea: "La sentenza è quella della Cassazione, è lo Stato italiano", ma De Rensis sbotta: "Siamo nel 2025 e Stasi è in galera, si concentri sulla nuova indagine che, forse, le fa molta paura! Perché lei è vent’anni che dice che Stasi è colpevole, le fa molta paura la nuova indagine!". La Petracalvina alza i toni: "C’è una sentenza di condanna. Io non ho paura di niente e non difendo nessuno!", ma Massimo Giletti è costretto a mettersi in piedi davanti a lei e dire: "Mi ascolti? Devo mettermi davanti? Almeno tu fallo per rispetto, perché se parlate in due non si capisce a casa. L’educazione vuol dire anche aspettare che un’altra persona abbia finito di parlare".

La gaffe di Giletti con Cassese e De Rensis punge: "Mi metta nella cuccia"

Poi scopriamo che c’è Gennaro Cassese in linea a Lo Stato delle Cose, ma quel che fa un po’ ridere è che all’inizio sembra che "non voglia parlare", o almeno così fanno capire al conduttore in diretta: "Scusate, mi scrivete ‘Cassese in linea ma non vuole intervenire’ e allora perché ci chiama? Questo è straordinario, nella follia di Garlasco ci sta anche. Ah, ma c’è? Allora perché mi dite che non interviene?", dice Massimo Giletti, prendendosela con gli addetti ai lavori per lo scivolone. Alla fine, l’ex Capitano dice: "Voglio fare solo una piccola premessa perché non è bello interagire con i vostri ospiti dal telefono, quindi mi limito a dire delle piccole cose in quanto vengo sempre additato quale narratore. La verità è che Marchetto ha fatto vedere quella foto, lo dice lui stesso, anche in udienza".

La replica di Marchetto è tempestiva: "Io ho fatto vedere la foto dopo il primo verbale reso da Stasi ai colleghi del reparto operativo. In ogni caso, ciò è avvenuto dopo le 18:00 o le 19:00". Insomma, alla fine nessuno dei diretti interessati cede. A far scatenare i social però è l’avvocato Antonio De Rensis, da sempre ‘grande ammiratore’ di Cassese, pungendolo per bene con la sua ironia: "Io ricordo a Cassese che ha fatto il narratore, ad esempio in un documentario di 54 minuti dal titolo Le verità di Garlasco. E voglio ricordargli che ho tantissime domande da fargli e se avrò l’onore, la gioia, il piacere di potermi confrontare con lui con il massimo rispetto, mi renderà un uomo felice. Quindi deve dirmi soltanto dove e quando posso confrontarmi con lui per imparare molte cose, perché, probabilmente, quello che ho letto negli atti processuali forse non è corretto. Allora voglio apprendere da lui e spero di incontrarlo. Lei mi dica quando e io vengo a piedi dove vuole". Cassese risponde: "Avvocato, sarà un piacere pure per me conoscerla, perché anche io ho qualcosa da chiederle, si figuri. Se lei volesse venire anche nel giardino della mia villa, ne sarei onorato". L’avvocato De Rensis chiude la conversazione dicendo "Io vengo, e mi può mettere anche nella cuccia del suo cane e le faccio le domande da lì!"

Le polemiche sui social dopo il secondo scontro De Rensis-Petracalvina a Lo Stato delle Cose

Infine, riportiamo una frase che ha scatenato l’ira dei social: "Si legga i verbali". In sostanza, Massimo Giletti chiede a Umberto Brindani, direttore di Gente, se la visione della foto di Chiara possa aver condizionato la descrizione del corpo di Alberto Stasi, cambiata in un secondo momento: prima il giovane di 24 anni è sicuro che la parte destra del volto di Chiara è bianca, poi dice che forse quel ‘bianco’ è solo ciò che pensava di aver visto. Per Brindani, però, non è Stasi l’assassino perché lui avrebbe sempre detto che il corpo della vittima si trovava in fondo alle scale e non nei primi gradini, dove la salma di Chiara è stata gettata dal responsabile.

L’avvocato De Rensis sottolinea che è normale non ricordarsi bene tutto quando si è sotto shock come Alberto in quel momento, ma la Petracalvina lo interrompe: "Alberto è stato sentito poi il 17 e il 22 agosto, e in quelle occasioni – avvocato si legga i verbali – parla di scale! Lui dirà solo che era sulle scale". Poi ripete una seconda volta la frase "si legga i verbali", più precisamente quando ricorda che nell’ultimo interrogatorio, quello da indagato, Stasi cambia versione sul volto di Chiara. "Replico e poi mi taccio. Consento alla gentile dottoressa Petracalvina di dire ‘si legga i verbali’ perché è una signora. Se fosse stato un uomo, avrebbe avuto una risposta diversa", chiarisce De Rensis.

Dopo il confronto in studio, durante la puntata del 17 novembre 2025 de Lo Stato delle Cose, non mancano le polemiche sui social in relazione a quanto detto dalla giornalista Ilenia Petracalvina all’avvocato Antonio De Rensis. Su ‘X’, infatti, si legge: "Se non sei d’accordo con De Rensis, gli dici: ‘Racconti cosa dicono i verbali’. Ma ‘si legga i verbali’ è pura provocazione senza senso", "Petracalvina perché tutta questa acredine? La sua tesi inizia a vacillare?", "#garlasco: ‘Le consento di dire ‘si legga i verbali’ solo perché è una donna, fosse un uomo le risponderei in maniera diversa’. Gioco, partita, incontro…", "Troppa gente sta perdendo la bussola ormai… la Pietracalvina dice a De Rensis di leggersi le carte degli interrogatori di Stasi. Lei lo dice a un avvocato? Che con le carte ci campa! Bah".

E ancora: "#lostatodellecose: Come si permette la Petracalvina di rivolgersi all’avvocato De Rensis in modo così arrogante?", "‘Si legga i verbali’ detto da una giornalista all’avvocato della difesa… Niente, fa già ridere così. Che cima", "L’avvocato De Rensis è un uomo leggendario", "La Petracalvina dice all’avvocato de Rensis di leggersi i verbali … vi rendete conto???", "‘Si legga i verbali!’ Così gli ha detto! Nun ce posso crede!", "Secondo la giornalista l’avvocato non conosce i verbali? ‘Si legga i verbali’ non si può sentire", "Ma come può dire a un avvocato: si legga i verbali, ma stiamo scherzando?", "Ma come si permette questa di dire si legga i verbali", "Tenete De Rensis", "Che arroganza la Pietracalvina. Dice a De Rensis di leggersi i verbali…"


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