Garlasco, braccio di ferro Venditti-Procura: l'ex pm non si arrende e va al contrattacco

Mario Venditti, ex pm di Pavia che si era occupato delle indagini per il delitto di Garlasco, continua a essere indagato dalla Procura per corruzione, ma respinge ogni accusa

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Redazione

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Chiara Poggi - Garlasco
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Le nuove indagini per il delitto di Garlasco proseguono a ritmo incessante, con scoperte quasi quotidiane che non fanno che confermare i tantissimi errori che sono stati commessi dagli inquirenti che se ne sono occupati diciotto anni fa, all’epoca della morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2017. Nonostante ci sia da dieci anni una condanna passata in giudicato inflitta ad Alberto Stasi, che era il fidanzato della vittima e colui che l’ha trovata senza vita, si fa strada l’idea che lui non sia davvero responsabile dell’accaduto, come lui ha sempre sostenuto.

La Procura ha così iscritto nuovamente nel registro degli indagati, come era già accaduto in passato, Andrea Sempio, amico del fratello della ragazza, Marco, la cui posizione era stata archiviata per due volte in maniera decisamente frettolosa. Proprio per questo nel mirino è finito anche il pm che si era occupato della sua situazione, Mario Venditti, oltre al suo collega Pietro Paolo Mazza, indagati nel cosiddetto sistema Pavia per corruzione e peculato. Venditti non ha intenzione di arrendersi, convinto di essersi distinto per "40 anni di specchiata carriera", per questo è pronto al contrattacco ritenendo infamanti le accuse che gli sono state rivolte.

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Garlasco, l’ex pm Venditti respinge le accuse della Procura

Essere accusato per corruzione in atti giudiziari non può che essere grave, soprattutto se questa viene rivolta nei confronti di un ex pm che si è occupato nel corso degli anni di casi scottanti e importanti, il più eclatante dei quali è certamente il delitto di Garlasco, quello in cui è stata uccisa a 26 anni nel 2007 Chiara Poggi.

La Procura ha cercato negli ultimi giorni di raccogliere più informazioni possibili attraverso i suoi device, anche se nelle ultime ore è arrivata una mossa che poteva farlo sperare in positivo. I giudici hanno infatti ordinato la restituzione di tutti i beni sequestrati a Venditti e a Mazza, tra cui telefoni, pc e altri dispositivi elettronici. In realtà, , saranno restituiti i dispositivi solo a Mazza, perché quelli di Venditti sono ancora sotto sequestro per l’altra inchiesta che lo vede accusato di corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Andrea Sempio, con l’accusa di aver scagionato in cambio di soldi il figlio nella prima indagine a suo carico del 2017 sul delitto di Garlasco.

Non solo, secondo quanto rivelato da ‘Repubblica’, anche questa mossa potrebbe cambiare poco le sorti dell’ex magistrato. Il suo legale Domenico Aiello è infatti pronto a presentare una richiesta di incidente probatorio, con l’auspicio che questo "si svolga soltanto successivamente alla discussione e decisione del prossimo riesame, il terzo, che verte esattamente sulla legittimità del sequestro nell’ambito della corruzione in atti giudiziari". In realtà, sembra che tutti gli accertamenti irripetibili siano già stati eseguiti dal consulente informatico Matteo Ghigo.

Aiello non è disposto ad arrendersi, vorrebbe l’analisi degli apparecchi riguardi soltanto uno specifico periodo, e non dal 2014 al 2025 come vorrebbe la Procura, e venga fatta sulla base di parole chiave collegate al reato contestato all’ex pm Venditti, che è quello di corruzione in atti giudiziari.

La partita è aperta, anche se ancora una volta sembra che ognuno stia pensando soprattutto a tutelare se stesso piuttosto che a dare giustizia a Chiara.


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