Garlasco in TV, L'avvocato Gallo rivela: "Io e Lovati abbiamo ricevuto una lettera minatoria, vogliono zittirci"
Gli avvocati ora sotto minaccia, un giallo dentro il giallo che preoccupa: quando la lettera dal tono intimidatorio cambia la prospettiva sul caso di Garlasco.

Il caso Garlasco porta a nuove svolte e nuovi reati. Nella puntata di Mattino Cinque andata in onda su Canale 5, l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, ha raccontato un episodio che apre nuove supposizioni sulla pista della corruzione. Non si tratta di un nuovo elemento d’indagine, ma di qualcosa che tocca da vicino la sicurezza personale dei protagonisti di questa intricata vicenda giudiziaria.
Caso Garlasco: lettera di minacce ricevuta da Massimo Lovati e Fabrizio Gallo
Durante il collegamento con lo studio, Gallo ha mostrato in diretta un biglietto anonimo che lui e Lovati avrebbero trovato pochi giorni fa. "Con Lovati abbiamo ricevuto una lettera di minacce", ha detto l’avvocato, mostrando in collegamento un messaggio composto da ritagli di giornale e accompagnato da una croce. Sul foglietto, la scritta in dialetto recita "L’emei che ra sta cui", ovvero "è meglio che ti stia zitto". Un messaggio dal tono intimidatorio che, secondo il racconto del legale, sarebbe comparso poche ore dopo aver inviato una richiesta alla cancelleria del procuratore per chiedere di essere ascoltato.
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Entra nel canale WhatsAppMattino Cinque: il racconto in diretta delle minacce
Gallo ha spiegato che dopo quella comunicazione ufficiale, Lovati ha trovato il biglietto e ha subito collegato l’episodio alla sua attività legale legata al caso. "Dal momento che riteniamo insieme a Lovati che qualcuno non abbia detto la verità, ritengo che questo sia un atto di intimidazione", ha dichiarato in trasmissione. Poi ha aggiunto un particolare ancora più preoccupante: "Una volta si è avvicinato un signore vicino alle poste, mi ha detto ‘Avvocato, l’ho vista in tv, complimenti, ma deve stare attento perché rischia di prendere due botte’. Forse sono stato anche seguito in macchina."
La preoccupazione per la sicurezza dei due avvocati
Con tono fermo ma visibilmente teso, Gallo ha espresso la sua preoccupazione per la propria incolumità e quella della sua famiglia. "Io sono preoccupato, ho la famiglia. Ho sentito cose vergognose sul mio conto, ma non mi aspettavo qualcosa del genere", ha detto, sottolineando come la situazione si sia fatta "abbastanza calda". L’avvocato ha anche raccontato di alcuni episodi strani vissuti dal collega: "Lovati mi ha detto che ha trovato cose strane vicino alla porta, come bucce d’arance e spazzatura. Secondo me questa cosa riguarda anche me ora, voglio che si capisca se siamo al sicuro o se si tratta di un mitomane." In studio, la conduttrice Federica Panicucci ha chiesto se l’avvocato ritenesse che la minaccia fosse rivolta a lui o al collega, ma Gallo ha preferito non fare ipotesi precise, limitandosi a dire che entrambi si sentono esposti. A prendere la parola in studio anche il giornalista Umberto Brindani, che ha commentato: "Lovati è uno snodo centrale di questa storia sulla corruzione", a conferma del ruolo delicato che entrambi rivestono nell’inchiesta.
Gli avvocati sostengono da tempo che alcuni passaggi dell’inchiesta non siano mai stati chiariti del tutto e che ci siano figure che "non hanno ancora detto la verità". La lettera di minacce aggiunge un nuovo tassello a un contesto già teso, dove il confine tra giustizia e paura sembra farsi sempre più sottile. Nei prossimi giorni Gallo sarà in Procura a Brescia, dove intende chiedere formalmente se Lovati sia o meno indagato. "Non voglio fare la vittima, ma essere tutelato", ha precisato.
