Delitto Garlasco, Giletti in difficoltà: "Impossibile condurre". E l'avvocato De Rensis tuona: "Non lo consento"

A Lo Stato delle Cose l'orario della morte di Chiara Poggi, che sarebbe stato portato in avanti, e scontri con De Rensis e Giletti: le novità su Garlasco

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella nuova puntata de Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti lunedì 10 novembre 2025, in prima serata su Rai 3, non manca il blocco sul delitto di Garlasco dedicato all’orario della morte di Chiara Poggi che, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe stato portato in avanti rispetto all’arco temporale stabilito molti anni fa. E, come sempre, assistiamo a scontri accesi tra l’avvocato Antonio De Rensis e la giornalista Ilenia Petracalvina. Ecco cosa è successo nella seconda parte della puntata de Lo Stato delle Cose.

Garlasco a Lo Stato delle Cose: l’orario della morte di Chiara Poggi

Al termine della puntata de Lo Stato delle Cose, l’attenzione si concentra sull’orario della morte di Chiara Poggi che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato spostato più avanti rispetto alla finestra temporale che va dalle 09:12 alle 09:35 circa. Resta però da capire perché – ipotizzando che l’omicidio fosse avvenuto in un secondo momento – la giovane vittima non ha mai risposto alle telefonate di Alberto Stasi nell’arco della mattinata del 13 agosto 2007.

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L’avvocato De Rensis sottolinea che le prime chiamate erano semplici squillini e che non è detto che l’aggressione più violenta sia avvenuta appena Chiara ha aperto la porta, anche visto che si parla di uno scontro diviso in più fasi. Il legale di Stasi sostiene, infatti, che la ragazza potrebbe aver sentito le chiamate, ma che forse non era in grado di rispondere in quel momento. Ilenia Petracalvina la pensa diversamente, in quanto considera l’assoluto silenzio di Chiara di quella mattina una prova del fatto che sia morta poco dopo aver disattivato l’allarme di casa, alle 09:12. Il giornalista e scrittore Piero Colaprico, ospite in studio, ricorda invece che Chiara era in pigiama e non aveva ancora digerito la colazione al momento del ritrovamento, ma anche che le finestre erano rimaste chiuse, fatto considerato anomalo perché non rientrava nelle abitudini della vittima.

Nel corso di questo dibattito in studio, gli animi di Ilenia Petracalvina e Antonio De Rensis si infiammano: "Facciamo un ragionamento di massima e fantasioso. Se usciamo dalle 09:12 e anticipiamo tutto, mi verrebbe da dire che Stasi avrebbe pure potuto dormire in casa di Chiara. Non poteva perché ci sono i vicini, quindi…" L’avvocato De Rensis, ancora prima che lei terminasse la frase, tuona: "No! E’ documentato a livello testimoniale, qui adesso entriamo nella fantascienza!". La Petracalvina però ribadisce che si trattava di un ragionamento fantasioso e che sa benissimo dei testimoni, ma Massimo Giletti, che sembra in difficoltà a gestire i suoi ospiti, tutti presi a parlare l’uno sopra l’altro, s’infervora con lei, perché continua a insistere sull’argomento: "Un attimo, Ilenia, basta! Abbiamo dei tempi televisivi, dobbiamo rispettare la tabella di percorso!" A metterci il carico è poi l’avvocato De Rensis, al quale il conduttore, un po’ innervosito, dice: "Però così non riesco a condurre! Lei ha risposto e adesso chiudiamola qui, devo andare avanti!"

Stefano Vitelli, il giudice che assolse Alberto Stasi in primo grado: il parere sull’orario della morte

Come annunciato a inizio puntata, non manca un collegamento video con il giudice Stefano Vitelli, colui che assolse Alberto Stasi in primo grado e che racconta nuovamente le criticità del caso, soffermandosi poi sull’orario della morte. "Orario della morte e dinamica dell’aggressione sono strettamente connessi. L’aggressore può essere entrato nella prima parte della mattinata e, se l’aggressione fosse durata alcune decine di minuti, può darsi che lo scontro – a seconda delle fasi, perché lì ci sono due o tre pozze di sangue e va capito tra la formazione di queste macchie quanto tempo sia passato – sia avvenuto diversi minuti dopo rispetto all’ingresso nell’abitazione di Chiara. E’ vero che i cereali si digeriscono facilmente, ma questo accade solo se una persona non vive un trauma, perché lì la digestione di ferma. E allora l’ingresso dell’aggressore e l’inizio dell’azione omicidiaria poi può dilatarsi a fisarmonica. L’omicidio, quindi, può essersi consumato a metà mattinata, non penso nella fine, ma a metà mattinata forse sì", dice Stefano Vitelli.

Umberto Brindani, direttore di Gente, commenta: "Se l’orario dell’omicidio si sposta in avanti, Alberto Stasi è innocente e Andrea Sempio non ha un alibi. Questa è la sintesi". Il giornalista Colaprico non è d’accordo con Vitelli: "Dissento da quello che ha detto il giudice Vitelli perché è stato smentito dalla Cassazione che gli ha detto che lui non ha visto il fondale perché non ha usato la maschera giusta e ha aggiunto: ‘Ma noi ti diciamo che quella giusta era guardare tutto e considerare i primi due gradini della cantina’. E’ cambiato lo scenario". E Petracalvina gli dà manforte: "E fare pure degli approfondimenti in più, anche perché in questa storia ci sono un sacco di omissis di Alberto". Ma l’avvocato De Rensis sbotta: "Questo non lo consento! Dottore Giletti, che la dottoressa Petracalvina misuri le parole, perché Alberto Stasi ha risposto sempre in maniera compiuta! Dottoressa, non faccia disinformazione! Io la stimo, la rispetto, ma sta dicendo una cosa falsa! Io leggo gli interrogatori".


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