Garlasco, l'avvocata di Sempio fulmina Gallo: "Occupati di Lovati!". E lui spiazza: "Due o tre 'conigli' in questa storia'"
A Quarto Grado lo scontrino diventa motivo di dibattito in studio tra l'avvocato di Lovati e la legale di Sempio. Poi il mistero sui "conigli" di Lovati

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi venerdì 14 novembre, in prima serata su Rete 4, si torna a parlare del delitto di Garlasco e in particolare dello scontrino, che diventa motivo di un dibattito in studio tra Fabrizio Gallo, avvocato di Massimo Lovati, e Angela Taccia, legale di Andrea Sempio. Poi l’intervista all’ex difensore di Sempio che racconta anche il suo pensiero su Alberto Stasi e parla ancora di "conigli dalle orecchie lunghe". Ecco le novità sul caso di Garlasco a Quarto Grado.
Garlasco a Quarto Grado: Fabrizio Gallo e Angela Taccia a confronto sullo scontrino
A Quarto Grado Fabrizio Gallo, avvocato di Massimo Lovati, su richiesta di Gianluigi Nuzzi, torna a parlare dello scontrino di Andrea Sempio, provocando la reazione di Angela Taccia. "Lo scontrino è una prova farlocca perché non ci sono i riscontri oggettivi alla titolarità di Sempio", commenta Gallo. Ma la Taccia, legale dell’indagato, interviene: "Ma a che titolo parli di questo scontrino? Almeno capisco meglio", e Gallo risponde: "Io difendo Lovati e la sua linea difensiva sullo scontrino era quella che dico io. In questo gli do ragione. Da difensore dico che se io presento lo scontrino per un alibi, mi colloco in quel posto. Può darsi che sia vero, ma se non dovesse essere vero, sarebbe un boomerang. Dico a livello processuale, non lo dico contro Sempio".
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Entra nel canale WhatsAppAscoltando le parole del collega, la Taccia perde la pazienza: "Gallo, tu di questa cosa non devi parlare! Non c’entri!". E l’avvocato sottolinea: "Ma ne parla Lovati, io sono il suo difensore!" "Appunto, sei il suo difensore, occupati di Lovati! Per favore", tuona il legale di Andrea Sempio. Umberto Brindani, direttore di Gente, prende la parola per ricordare che anche il Generale Garofano non voleva fare parlare l’avvocato di Lovati lo scorso venerdì. Però Gallo insiste: "Essendo il difensore del difensore, per questioni di collegamento, io posso parlarne, a mio avviso", e la Taccia ribatte: "Ma quando mai! Ma perché?". Lo scontro verbale finisce così, tra una risata e un "punto e a capo" di Gianluigi Nuzzi.
Garlasco, Massimo Lovati a Quarto Grado: "Festeggio il Natale in anticipo"
Dopo lo scontro e il dibattito sulla BPA, l’inviata Martina Maltagliati intervista Massimo Lovati, sicuro che quest’anno il Natale arriverà in anticipo. "Non è ancora arrivato il Natale, ma arriverà molto presto: il 18 di dicembre (quando arriveranno i risultati dell’incidente probatorio, ndr). Manca un addobbo, l’ultimo, al completamento dell’albero, che è quello costituito dal Dna sulle unghie di Chiara. Non c’è il Dna di Andrea Sempio in rapporto ai reperti ungueali della povera Chiara Poggi", dice Lovati.
Poi l’avvocato fa una lista degli ‘addobbi’, citando il torrente dragato, la spazzatura col fruttolo, l’impronta 33, che considera "frutto di un’alchimia come la consulenza Linarello", e Ignoto 3, "inventato" – a detta di Lovati – per "dimostrare il concorso quando si sapeva benissimo che era una contaminazione". Su Andrea Sempio ribadisce: "Non è solo innocente, è estraneo. La verità è quella che ho detto io: non c’entrano né Stasi né Sempio. Quante lacune e falle ha quell’indagine, così come le ha la sentenza. Io avrei difeso diversamente Stasi, non avrei fatto l’abbreviato".
E finisce dicendo che probabilmente tutto finirà con la richiesta di rinvio a giudizio di Sempio: "Mica possono richiedere l’archiviazione questi qua, farebbero ridere tutta l’Italia. Sono Magistrati bravi e intelligenti, quindi faranno una bella richiesta di rinvio a giudizio e poi Sempio dovrà affrontare l’udienza preliminare e il Gup lo proscioglierà. L’ultimo addobbo dell’albero di Natale sarà il 18 dicembre, a meno che non spunti dal cilindro quello là che temevo alcuni mesi fa: il coniglio dalle orecchie lunghe che mi sono sognato".
La linea torna in studio e Gianluigi Nuzzi è serio: "Cos’è questo coniglio? Adesso ci sono personaggi un po’ da cartone animato, ma è un’inchiesta seria questa. Perché questo coniglio ha le orecchie lunghe? Ha paura? Dice bugie? Perché dobbiamo usare queste metafore?". Fabrizio Gallo spiega: "Non si può dire tutto. Credo di sapere a cosa si riferisca, ma ce ne sono due o tre di conigli. Lui fa riferimento a uno in particolare, ma non vorrei sbagliare". Poi il conduttore chiede ad Angela Taccia: "Lei si dissocia?", e l’avvocata si limita a dire "mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Gallo interviene: "Forse è meglio", e l’avvocata chiarisce: "Penso che sia anche umile, però in questo momento è più opportuno".
