Garlasco in Tv, arriva la reazione dei legali di Sempio e della famiglia Poggi alla scarcerazione di Stasi: “Nulla di eccezionale”

Difese di Sempio e famiglia Poggi allineate: l’eventuale uscita dal carcere non scalfisce la condanna né riapre scenari giudiziari, è solo applicazione della legge penitenziaria.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

L’dea della concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali ad Alberto Stasi viene letta dagli avvocati coinvolti nel caso Garlasco in modo simile. Nessuna apertura a interpretazioni parallele, nessun collegamento con le nuove ipotesi investigative su Andrea Sempio: per le difese si tratta esclusivamente di un passaggio previsto dall’ordinamento penitenziario. Un punto ribadito con forza per tenere separati il piano dell’esecuzione della pena e quello delle indagini ancora in corso.

Alberto Stasi scarcerato: la posizione della difesa di Andrea Sempio

Liborio Cataliotti, che insieme ad Angela Taccia difende Andrea Sempio, definisce la notizia del tutto ordinaria al Corriere: "Ad un avvocato notizie del genere non possono che far piacere. Per Alberto Stasi, come per qualunque altro condannato che dia dimostrazione di potersi reinserire socialmente. Si tratta di un sacrosanto principio di diritto". Per il legale, si tratta di un meccanismo previsto dalla legge quando il residuo di pena è contenuto e sussistono le condizioni per le misure alternative: "Evidentemente si sono create le condizioni perché la pena residua possa essere espiata fuori dal carcere, quindi con prescrizioni meno restrittive. Esattamente come prevede la legge. La decisione non fa una piega e mi complimento". Nessun legame, ribadisce, con la nuova inchiesta che coinvolge Sempio, che segue un percorso completamente separato dalla fase esecutiva della condanna di Stasi.

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Garlasco: le parole dei legali della famiglia Poggi sulla libertà di Stasi

Anche gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, mantengono una linea molto netta: "Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa al carcere avendo un residuo di pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente sia sostanzialmente". Per la difesa della famiglia Poggi, la situazione non modifica in alcun modo l’impianto delle sentenze definitive. Le misure alternative riguardano solo l’esecuzione della pena e non incidono sul giudizio già formato. Compagna aggiunge anche un passaggio: "Ad oggi non c’è stata alcuna istanza di revisione e per quello che ci riguarda non ce ne sono assolutamente i presupposti".

Un passaggio ordinario nel sistema penale

Nel complesso, entrambe le parti riportano la vicenda entro i confini della normalità giuridica. L’affidamento in prova viene descritto come una misura ordinaria, prevista dalla legge e applicata sulla base della condotta del detenuto e delle relazioni degli organi competenti. Insomma, nessuna ricaduta sul caso Garlasco, nessuna interferenza con le indagini su Sempio e nessun effetto sulla condanna definitiva di Stasi. Anche il coinvolgimento della Procura generale di Milano viene considerato un passaggio tecnico interno alle procedure.


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