Garlasco, arrestato il latitante Flavius Savu: collegò l’omicidio di Chiara Poggi al santuario della Bozzola
Condannato per estorsione aggravata ai danni di alcuni religiosi su video di presunti festini a luci rosse nel pavese, Savu lanciò l’ipotesi dell’organizzazione

Flavius Savu è in manette. Il latitante rumeno, infatti, è stato arrestato nella giornata di oggi a Zurigo, in Svizzera. Condannato a 5 anni di carcere per estorsione ai danni di alcuni religiosi del santuario della Bozzola, nei pressi di Garlasco, Savu aveva parlato di un collegamento diretto tra l’omicidio di Chiara Poggi e l’inchiesta sul luogo di culto mariano. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, l’arresto del latitante Savu: lanciò l’ipotesi del santuario della Bozzola
Le indagini sul delitto di Garlasco proseguono ma i tempi si allungano. La Procura di Pavia si sta concentrando su nuovi (e forse decisivi) reperti destinati a fare slittare l’udienza inizialmente fissata al 24 ottobre e il caso di cronaca più discusso degli ultimi anni si arricchisce di infiniti dettagli. Oltre all’ormai famigerato Dna rinvenuto sul pollice della mano destra di Chiara Poggi – che potrebbe rappresentare un punto di svolta per le indagini, nonostante lo scetticismo dell’avvocato di Andrea Sempio Massimo Lovati ospite ieri a Quarta Repubblica su Rete 4 – spunta infatti un arresto molto particolare. Nella giornata di oggi, infatti, Flavius Savu è stato catturato dalle forze dell’ordine a Zurigo, in Svizzera.
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Entra nel canale WhatsAppCondannato a 5 anni di carcere per estorsione aggravata ai danni dell’ex rettore del santuario mariano della Bozzola di Garlasco, don Gregorio Vitali, Savu era da tempo latitante e il suo nome era tornato a fare discutere con la riapertura del caso Garlasco. Alcune voci, infatti, avevano parlato di un presunto collegamento tra l’omicidio di Chiara Poggi e l’inchiesta sugli scandali del santuario della Bozzola. Qui sarebbero avvenuti party a luci rosse, esorcismi e quant’altro, ma l’indagine portò anche ai nomi dei cittadini rumeni Flavius Savu e per Florin Tanasie, residenti a Garlasco. I due avrebbero infatti chiesto denaro ai religiosi del santuario mariano per evitare la diffusione dei video dei sopracitati festini. Nel 2014 l’episodio decisivo, quando la richiesta di 250mila euro direttamente alla diocesi di Vigevano fece intervenire i carabinieri.
Sia Savu che Tanasie furono condannati in via definitiva, ma nel corso del processo erano fuggiti all’estero. Proprio recentemente Savu, in un’intervista telefonica avvenuta da una località sconosciuta persino al suo legale, aveva confermato le voci che parlavano di un collegamento tra l’inchiesta della Bozzola e il delitto di Garlasco. Stando alla sua versione, infatti, nel 2007 Chiara Poggi sarebbe venuta a conoscenza di qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e sarebbe stata ‘eliminata’ per assicurarsi il suo silenzio. L’ormai ex latitante non fu però in grado di fare nomi o provare un’effettiva frequentazione della giovane presso il santuario.