Garlasco in Tv, Taccia smonta la Procura sui soliloqui: "Nessun insulto a Chiara Poggi". E 'punge' Stasi sulle telefonate

Angela Taccia, legale di Sempio, ospite di Iceberg su Telelombiardia giovedì 2 luglio 2026, dove ha parlato dei capi di accusa della Procura nei confronti del suo cliiente

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

La Procura di Pavia non ha dubbi, a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007 è stato Andrea Sempio e non Alberto Stasi, condannato per l’omicidio e ora uscito dal carcere grazie all’affidamento in Prova. Il rinvio a giudizio per l’attuale indagato del caso di Garlasco sembra essere quasi una formalità, ma uno dei suoi avvocati, Angela Taccia, si sente tranquilla, certa dell’estraneità ai fatti del suo assistito.

Garlasco, Iceberg puntata 2 luglio 2026 – Angela Taccia smonta le accuse su Andrea Sempio

Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, ritenuto dalla Procura di Pavia, l’assassino di Chiara Poggi, è stata ospite di Daniele Porro a "Iceberg", trasmissione in onda su Telelombardia iere sera – giovedì 2 luglio 2026 – per parlare della situazione del suo cliente. Gli argomenti trattati sono stati diversi, così da avere una panoramica del pensiero del team difensivo.

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Si è partiti da uno degli aspetti determinanti, l’ora in cui Chiara Poggi è morta, visto che dagli alibi il cerchio si può stringere. Le modifiche indicate dagli inquirenti aggraverebbero la posizione dell’indagato, anche se la sua legale la pensa diversamente: "Sabino Pelosi, il nostro medico legale, ci ha spiegato che il range individuato dalla professoressa Cattaneo non è basato su un dato scientifico solido, concreto perché si basa sull’intuizione dell’operatore, quindi è tutto soggettivo. Abbiamo l’orario della colazione? No, è stato dedotto dalle abitudini di Chiara Poggi sulla base delle dichiarazioni della madre",

Spazio anche alle intercettazioni ambientali su cui fa grande affidamento la Procura, in particolare a quella in cui sembra lui parlare di uno dei video intimi della vittima e di Alberto Stasi, citando dettagli di cui non avrebbe dovuto essere a conoscenza: "Non posso dare una spiegazione dettagliata perché ci stiamo lavorando, visto che sono tante, le stiamo ripulendo con il consulente fonico e informatico per ripulirle tutte Abbiamo già visto che quella del 14 aprile 2025 è molto diversa rispetto a quanto indicato dalla Procura, è quella ‘delle tre chiamate lei ha detto’. Non si sentono alcune parole, secondo noi sono state sentite in modo sbagliato e contestualizzate per legarle al movente con un’acredine verso Chiara, ma lui non l’ha mai insultata, lui dice bella stronz*ta, lui commenta le tesi accusatorie nei suoi confronti. Anche ‘Non l’ho mai vista così in questo modo’ è la situazione, non Chiara. E’ un esempio concreto di come le intercettazioni siano delicate da trattare, è la nostra tesi, se si andasse a dibattimento verranno periziate. C’è però un aspetto importante, alla consulenza informatica della Procura risulta chiaramente che lui non abbia mai potuto vedere quei video. Non c’è evidenza di accessi ulteriori rispetto a quelli fatti da Chiara, lei ha inoltre mantenuto la chiavetta per tutto il tempo, l’ha anche portata a Londra".

Il conduttore Daniele Porro però la incalza: "La chiavetta potrebbe però essere stata copiata", questa la replica della legale: "Ma come gliel’ha presa? Quando? Nella foto scattata il 13 agosto è nel cestino, non è lì perché lei tendeva a lasciarla incustodita, ma perché il 12 l’aveva inserita nel computer di Alberto Stasi quando lui aveva lasciato la casa per vedere il suo cane. Abbiamo fatto anche una ricerca, non è vero che il 14 aprile 2025 che lui stesse parlando di temi inediti, la questione dei video sulla chiavetta era già uscita dalle SIT, da Marco Poggi, da alcuni articoli di stampa del 2009, oltre che in varie trasmissioni. Non capisco perché si continui a parlare di temi inediti. La Procura sostiene che lui stesse commentando un podcast, i Carabinieri lo scrivono nell’informativa, i pm lo dicono a Marco Poggi nella sua deposizione, insomma è assodato".

La teoria che smonta l’impronta 33

L’avvocato si sente però tranquilla anche in merito a uno degli elementi su cui si fonda l’accusa, l’impronta 33, attribuita al suo assistito: "Non mi interessa di chi sia finché non mi dimostrano, e onere della prova è sempre della Procura, che quella è intrisa di sangue. Finché non ho la prova del sangue su quell’impronta non mi interessa di chi sia, i nostri consulenti, ma anche altri sostengono non sia possibile attribuirla. Non è nemmeno possibile datarla, e ricordiamo che su quello sciagurato muro ci sono impronte dei Carabinieri, di Marco Poggi, strisciate. Il penalista che difende l’indagato deve difenderlo, se mi si dice che l’impronta è intrisa di sangue sulla base di elementi scientifici e concreti allora capiremo di chi sia. L’Obti Test è stato fatto e ha dato esito negativo quando avevamo il muro, cosa possiamo fare di certo o di meglio rispetto a 19 anni fa con una fotografia?".

Non si può non fare un accenno al profilo personologico di Sempio, Porro sottolinea come dalla documentazione "non esca solo un ragazzo fragile, ma problematico sotto tanti punti di vista", vuole quindi sapere qualcosa di più di lui visto che i due si conoscono da anni. "E’ sempre stato un ragazzo molto sensibile, molto rispettoso, nell’indagine esce di tutto e di più anche per screditare tutti quelli che lavorano attorno a lui e non solo. Io l’ho frequentato per 2-3 mesi al massimo, ma sono rimasta sua amica come tutte le ragazze che ha frequentato in maniera approfondita, questo dovrebbe far capire che tipo di persona sia anche quando una relazione si chiude. Se però viene diffuso qualche messaggio su un Forum dove ha fatto il gradasso con frasi non condivisibili non sta esprimendo il suo io. Volete pubblicarle? Allora pubblicateli tutti, ce ne sono diversi che dimostrano come lui sia rispettoso con le ragazze, riprende anche alcuni utenti dicendo loro di non poter seguire una ragazza. Non vedo connessioni tra quello che lui ha scritto e l’azione omicidiaria. Non si può giudicare una persona sulla base di quello che ha scritto, non mi pare che la storia di Stasi abbia insegnato qualcosa a chi oggi supporta Stasi, si comportano come hanno trattato Stasi all’epoca, vedo forte ipocrisia".

Ed è arrivato così anche un importante riferimento ad Alberto Stasi, a suo dire non dovrebbe essere messo del tutto da parte, ma anzi di dovrebbe osservare con maggiore scrupolo il suo comportamento il giorno del delitto. "Se vengono considerate sospette le telefonate di Sempio a casa Poggi, allora bisognerebbe interrogarsi anche sulle numerose chiamate fatte da Alberto Stasi all’abitazione dei Poggi la mattina del delitto, sapendo che la sua fidanzata era da sola in casa e viveva a poca distanza", conclude l’avvocato Taccia.

Chiara Poggi

Chiara Poggi


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