Garlasco, Sempio e il cellulare emerso solo ora, la Procura può calare l'asso. Il suo destino dipende da Stasi
Analizzando l'informativa dei carabinieri sul delitto di Garlasco spunta un cellulare posseduto da Sempio, da cui potrebbero emergere dettagli importanti per l'indagine

Il lavoro della Procura di Pavia prosegue da più di un anno, in modo estremamente minuzioso, senza tralasciare nulla, così da fare davvero chiarezza su chi sia l’autore del delitto di Garlasco. Pur non essendo ancora arrivato il rinvio a giudizio, i magistrati non hanno dubbi, a uccidere Chiara Pogi è stato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, e non Alberto Stasi, che era il fidanzato della ragazza, oltre a essere stato colui che l’ha trovata senza vita.
Le indagini non possono comunque essere considerate ancora concluse, nonostante la diffusione dell’informativa redatta dai Carabinieri, per questo non possono essere esclusi ulteriori colpi di scena oltre a quanto emerso finora. Anzi, potrebbe essercene in serbo uno da non sottovalutare, legato a un cellulare di cui finora non si era parlato.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppGarlasco, nuove verità da un telefono emerso solo ora
Tutti i dispositivi tecnologici delle persone coinvolte nell’indagine sul delitto di Garlasco sono stati evidentemente esaminati, non solo i PC di Alberto Stasi e Chiara Poggi (oggetto di importanti manomissioni in passato), ma anche quelli di Andrea Sempio, nonostante in questo caso lui si era liberato di alcuni device. C’ è però un elemento che finora in pochi hanno preso in considerazione, ma che potrebbe rivelarsi determinate.
Il riferimento è a quanto presente nell’informativa redatta dai Carabinieri di via Moscova a Milano, dove si parla di un iPhone che sarebbe stato in uso dell’attuale indagato (un iPhone 12 mini), dove sarebbero stati rintracciati aspetti che potrebbero dare un’idea più precisa di quanto successo il 13 agosto 2007, giorno della morte della 26enne.
"Il volume dei dati in esso presente si attesta intorno ai 40 GB e l’analisi di quanto estrapolato tramite copia forense non è stata conclusa. A operazioni di analisi ultimate sarà inviata opportuna integrazione delle attività svolte" – si legge nella documentazione redatta. Al momento è difficile capire se quel materiale sia stato ulteriormente preso in esame o se alcuni rilievi siano ancora in corso, ma si tratta comunque di un’ampia quantità di spazio, da cui potrebbero emergere azioni non ancora note compiute dal 38enne.
Difficile però che alcuni dettagli possano emergere prima di settembre, sarà proprio alla fine di quel mese che l’inchiesta arriverà al suo atto finale. A dare il suo punto di vista a riguardo ci ha pensato Umberto Brindani, direttore di ‘Gente’, con un lungo post social dove ha provato a spiegare quali siano i prossimi passi in arrivo.
"Se il caso Garlasco fosse una partita di calcio – scrive sul suo profilo Facebook – saremmo alla fine del primo tempo, con le squadre negli spogliatoi e i tifosi che commentano, allo stadio e sui social. Pare che bisognerà aspettare settembre per avere un primo risultato. Fuor di metafora, a fine settembre scadranno i termini per le indagini della Procura di Pavia e, soprattutto, è attesa la decisione della Procura generale di Milano sulla revisione del processo a Stasi. In realtà, tutto dipende da quest’ultima circostanza. La logica dice che se la dottoressa Francesca Nanni propenderà per l’invio della richiesta di revisione a Brescia, ben difficilmente Brescia potrà giudicarla inammissibile, e pertanto partirà il processo di revisione. Nel frattempo, o in seguito, prenderà il via anche il procedimento contro Sempio, indipendente dalla revisione di Stasi, ma fortemente condizionato da essa. Viceversa, se la Nanni dirà no alla revisione, i giochi saranno finiti. La difesa di Stasi proporrà la sua richiesta di revisione, ma dopo il no di Milano le probabilità di accoglimento saranno più scarse. E se Stasi rimarrà giuridicamente colpevole, non avrà più senso il processo a Sempio, anche perché la riforma Cartabia impone di concedere il rinvio a giudizio solo se ci sono ragionevoli previsioni di colpevolezza. In poche parole, il destino di Stasi e Sempio è nelle mani di una sola persona: Francesca Nanni. Come diceva Spiderman, da un grande potere derivano grandi responsabilità. Non sono un giurista, ma solo un giornalista. Ho fatto un semplice ragionamento logico: se ho sbagliato qualcosa prego chi è più esperto di farmelo notare".
Insomma, paradossalmente sarà proprio Alberto Stasi, che ha da poco ottenuto l’affidamento in prova, a determinare il destino di chi la Procura ritiene colpevole dell’omicidio della sua fidanzata. La palla passa alla Procuratrice Generale Nanni, attualmente impegnata nella lettura di quanto raccolto a Pavia, da qui capiremo se sarà possibile dare giustizia a una ragazza vittima di una terribile aggressione mortale quasi vent’anni fa.
SASSOLINI PODCAST, INTERVISTA A NICCOLÒ CENTIONI – VIDEO INTEGRALE
